Cassazione Penale, Sentenza n. 13145/2026 del 10/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza della Corte di appello di Napoli che aveva revocato l'ordine di demolizione nei confronti di Lucia Sorrentino. Il Procuratore generale deduceva principalmente che la Corte d'appello aveva illegittimamente sottratto dal computo della volumetria ai fini del condono (L. 23/12/1994, n. 724, art. 39) i locali seminterrati richiamando norme del Regolamento Urbanistico ed Edilizio comunale (RUEC), non previste dalla norma statale; inoltre contestava la mancata considerazione del vincolo paesaggistico (artt. 167, comma 4, e 181 D.Lgs. 42/2004) e difetti probatori e motivazionali relativi alla effettiva eliminazione della volumetria eccedente e all'accessibilità e abitabilità del seminterrato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore generale ritenendo il primo motivo decisivo. Ha affermato che l'art. 39 della L. n. 724/1994 definisce limiti volumetrici assoluti e non consente che regolamenti locali escludano parti dell'unità immobiliare dal computo del volume ai fini della sanatoria. Ha ricordato il principio di unità volumetrica dell'immobile e la necessità di interpretazione restrittiva della normativa di condono; inoltre ha richiamato la nozione di ultimazione del rustico (art. 31 L. 47/1985) comprendente le tamponature. Per questi motivi l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata alla Corte di appello di Napoli; le ulteriori questioni sono state assorbite.
Norme richiamate
Legge 23 dicembre 1994, n. 724, art. 39
Le disposizioni di cui ai capi IV e V della legge 28 febbraio 1985, n. 47, e successive modificazioni e integrazioni, come ulteriormente modificate dal presente articolo, si applicano alle opere abusive che risultino ultimate entro il 31 dicembre 1993, e che non abbiano comportato ampliamento del manufatto superiore al 30 per cento della volumetria della costruzione originaria ovvero, indipendentemente dalla volumetria iniziale o assentita, un ampliamento superiore a 750 metri cubi.
La norma stabilisce limiti volumetrici assoluti e deve essere interpretata restrittivamente; non consente che regolamenti comunali escludano parti dell'unica unità immobiliare dal computo della volumetria ai fini della sanatoria.
Legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 31
Definizione di edifici ultimati in relazione al rustico e alla copertura (testo richiamato dalla L. 724/1994).
Per valutare l'ultimazione rilevante ai fini del condono occorre considerare il rustico completato con tamponature e copertura; la volumetria va calcolata sull'immobile ultimato nella sua globalità.
D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, artt. 167, comma 4, e 181
Le norme sul vincolo paesaggistico implicano la necessità di valutare la compatibilità paesaggistica e il relativo parere della Soprintendenza ai fini della legittimità dei provvedimenti di sanatoria; nel caso era contestata la mancata verifica di tali requisiti, ma la questione è stata assorbita dal decisivo motivo di diritto.
Regolamento Urbanistico ed Edilizio del Comune di Pompei (RUEC), artt. 32 e 34
Il Regolamento comunale prevede esclusioni dal computo del volume per vani interrati e seminterrati in determinate condizioni; la Corte di Cassazione ha però stabilito che una normativa secondaria non può incidere sui limiti stabiliti dalla legge statale di condono, non potendo ampliare i benefici della sanatoria previsti da normativa primaria.
Massime di principio
- I limiti volumetrici previsti dalla L. n. 724/1994 per il condono devono essere considerati riferiti all'unità immobiliare nella sua globalità; non è consentito sottrarre parti dell'immobile dal computo del volume facendo leva su regolamenti comunali.
- La normativa di condono va interpretata in modo restrittivo: ogni deroga o ampliamento dei benefici richiederebbe una espressa previsione normativa statale.
- Per stabilire se un'opera era "ultimata" entro la data utile occorre applicare il criterio del rustico completato, comprensivo delle tamponature e della copertura, come richiamato dall'art. 31 della L. 47/1985.
- La presenza di vincoli paesaggistici e la necessità del parere della Soprintendenza possono incidere sulla legittimità delle sanatorie, ma la valutazione di tali profili deve essere compiuta coerentemente e motivata dalla giurisdizione di merito.
- In fase di impugnazione la Corte deve considerare la prevalenza del controllo di diritto sui limiti posti dalla normativa di condono; questioni di fatto (accessibilità, luce naturale, rimozione di colmature) sono rilevanti ma non possono prevalere su un errato inquadramento giuridico dei limiti normativi.
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