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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 23591/2020 del 27/10/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione di ingiunzione fiscale per euro 2.895,52 richiesta dal Comune a titolo di aggiornamento del canone accessorio riferito a una concessione cimiteriale perpetua (concessione del 1974). Il Comune ha proposto ricorso per cassazione su cinque motivi, principalmente contestando la competenza della giurisdizione ordinaria e sostenendo la legittimità della pretesa erariale fondata su delibera comunale di aggiornamento.

La decisione

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno rigettato i primi due motivi del ricorso (quelli relativi alla giurisdizione) ritenendo che la controversia attiene a una pretesa di carattere patrimoniale (il pagamento di un aggiornamento del canone) rientrante nell'ambito previsto dall'art. 133, comma 1, lett. b), d.lgs. n. 104/2010 ("concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi") e dunque devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario. Per quanto riguarda i restanti motivi (merito sulla obbligatorietà o meno dell'aggiornamento del canone e sulla titolarità del potere impositivo del Comune), la decisione è stata rimessa alla Prima Sezione civile, che dovrà pronunciarsi anche sulle spese.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 104/2010 (c.p.a.) art. 133, comma 1, lett. b)

    "concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi"

    Le controversie aventi ad oggetto indennità, canoni o altri corrispettivi, quando concernono diritti soggettivi di natura patrimoniale (an/quantum), rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario e non in quella esclusiva del giudice amministrativo

  • R.D. n. 639/1910 art. 3

    opponibile, secondo la previsione del suo art. 3, dinanzi al giudice civile competente

    L'ingiunzione fiscale prevista dal R.D. 639/1910 è soggetta all'opposizione davanti al giudice civile; quindi la controversia sulla pretesa contenuta nell'ingiunzione può essere decisa dal giudice ordinario

  • d.lgs. n. 150/2011 art. 32

    Disciplina la procedura di riscossione e l'opposizione agli atti di ingiunzione tributaria/erariale richiamata nel processo

  • R.D. n. 1880/1942 art. 70

    Richiamato come quadro normativo storico per le concessioni cimiteriali perpetue; utile per qualificare la natura della concessione (perpetua vs temporanea)

  • d.P.R. n. 803/1975

    Indicato come normativa successiva che ha inciso sul regime delle concessioni; nel caso il giudice rileva che la controversia riguarda regime anteriore e specifico delle concessioni cimiteriali

  • codice civile, artt. 823, 824, 1339

    Richiamati dal Comune nel gravame per sostenere profili privatistici e di qualificazione della concessione e del relativo canone; la Corte non ha deciso il merito ma li annota tra le norme contestate

  • legge n. 537/1993, artt. 9 e 10

    Invocate dal Comune per sostenere la possibilità di adeguamenti/disciplinare l'ammontare dei canoni; la Corte ha rimesso l'esame del loro concreto rilievo alla Prima Sezione

  • Costituzione, artt. 2 e 23

    Richiamati dal ricorrente con riferimento a principi costituzionali (diritti fondamentali e garanzie patrimoniali); il loro impatto è rimesso alla decisione di merito

Massime di principio

  • Per stabilire quale giudice sia competente va valutata la "causa petendi" e il petitum sostanziale: le controversie sulla natura "an" o sul "quantum" di canoni o indennità patrimoniali spettano al giudice ordinario; quelle che impugnano atti amministrativi o l'esercizio di poteri discrezionali spettano al giudice amministrativo
  • Un'ingiunzione fiscale rilasciata ai sensi del R.D. n. 639/1910 è opponibile davanti al giudice civile: chi contesta la pretesa deve sollevare l'opposizione dinanzi al giudice ordinario
  • Nel caso di concessioni cimiteriali "perpetue" il pagamento "una tantum" costituisce, di norma, un elemento da valutare per escludere successivi aggiornamenti salvo che sussista chiaro fondamento normativo o convenzionale che consenta ulteriori pretese
  • Quando l'amministrazione reclama somme occorre che essa dimostri la base normativa o regolamentare specifica che legittima l'esazione; in assenza di un atto amministrativo di effetto discrezionale che giustifichi la pretesa, la questione resta di natura patrimoniale
  • In contenziosi misti (aspetti di merito patrimoniali e questioni di legittimità amministrativa) è strategico per le parti delineare chiaramente il petitum e la causa petendi per ottenere il corretto riparto di giurisdizione

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