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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22334/2022 del 15/07/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (lavoratore)

La controversia

La controversia nasce dalla reiterazione di contratti a tempo determinato nel lavoro pubblico privatizzato, stipulati con una maestra di infanzia dal 2009/2010 al 2014/2015. Il Tribunale aveva accertato l'abuso della reiterazione e aveva condannato l'ente al risarcimento del danno nella misura minima di 2,5 mensilità ex art. 32 L. n. 183/2010. La Corte d'appello ha invece accolto l'appello del Comune, ritenendo che la lavoratrice avesse avuto una concreta chance di stabilizzazione attraverso procedure selettive di accesso privilegiato all'impiego pubblico, ed ha quindi escluso il risarcimento. Il ricorso per cassazione deduceva: 1) violazione dell'art. 115 c.p.c., assumendo che la lavoratrice avesse contestato l'idoneità delle procedure a garantire la stabilizzazione e che i bandi non fossero stati prodotti; 2) violazione della clausola 5 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 99/70/CE, dell'art. 32 L. n. 183/2010, dell'art. 4 L. n. 124/1999, dell'art. 36 d.lgs. n. 165/2001 e dell'art. 5, comma 4-bis, d.lgs. n. 368/2001, sostenendo che la mera possibilità aleatoria di stabilizzazione non integra misura sufficientemente effettiva e dissuasiva a sanzionare l'abuso da contratti a termine.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il secondo motivo, ritenendo che la Corte d'appello si fosse posta in contrasto con il principio secondo cui, nel lavoro pubblico privatizzato, la stabilizzazione del lavoratore ha efficacia riparatoria dell'illecito solo se vi è stretta correlazione tra abuso e immissione in ruolo, cioè se l'assunzione a tempo indeterminato è effetto diretto e immediato della condotta abusiva. Tale condizione non ricorre quando l'assunzione avviene all'esito di una procedura concorsuale, ancorché riservata ai dipendenti a termine, perché la mera chance astratta di stabilizzazione, se incerta o aleatoria, non è misura proporzionata, effettiva e sufficientemente dissuasiva ai fini della clausola 5 della direttiva 99/70/CE. Poiché nella fattispecie la stabilizzazione non era avvenuta, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'appello di Bologna per nuovo esame e per le spese; il primo motivo è stato assorbito. È stato inoltre escluso il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 115 c.p.c.

    La doglianza mirava a censurare l'erronea supposizione di fatti non contestati; la Corte non esamina nel merito il motivo, perché assorbito dall'accoglimento del secondo.

  • art. 360 n. 4 c.p.c.

    Censura formulata per violazione processuale in relazione all'art. 115 c.p.c.

  • art. 360 n. 3 c.p.c.

    Censura proposta per violazione di legge sostanziale e sovranazionale.

  • clausola 5 dell'Accordo Quadro allegato alla direttiva 99/70/CE

    La mera eventualità di stabilizzazione non è misura sufficiente a sanzionare l'abuso da contratti a termine se la stabilizzazione è incerta, imprevedibile o aleatoria.

  • art. 32 della legge n. 183/2010

    Richiamato quale parametro del risarcimento per abuso del termine; la Corte nega che la chance aleatoria di stabilizzazione possa escludere automaticamente il danno.

  • art. 4 della legge n. 124/1999

    Richiamato dalla ricorrente quale norma di contesto sul reclutamento del personale scolastico.

  • art. 36 del d.lgs. n. 165/2001

    Richiamato come disciplina del lavoro a termine nel pubblico impiego privatizzato.

  • art. 5, comma 4-bis, del d.lgs. n. 368/2001

    Richiamato come norma sulla successione dei contratti a termine.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Regola processuale richiamata per la proposta del relatore e la trattazione in camera di consiglio non partecipata.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    La Corte rinvia per relationem alla motivazione di precedenti conformi.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Escluso il raddoppio del contributo unificato per mancanza delle condizioni processuali.

  • L. 24 dicembre 2012, n. 228

    Richiamata come norma modificativa dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002.

Massime di principio

  • Nel lavoro pubblico privatizzato, la stabilizzazione del dipendente assunto a termine può avere efficacia riparatoria dell'illecito solo se esiste una stretta correlazione tra la condotta abusiva dell'amministrazione e l'immissione in ruolo effettivamente ottenuta.
  • La stretta correlazione richiede che la stabilizzazione avvenga nei ruoli dell'ente che ha posto in essere l'abuso e che sia effetto diretto e immediato della reiterazione illegittima dei contratti a termine.
  • L'assunzione a tempo indeterminato all'esito di una procedura concorsuale, anche se riservata ai soli dipendenti a termine, non equivale di per sé a rimedio sufficiente se l'esito stabilizzatorio è incerto o aleatorio.
  • La mera astratta chance di stabilizzazione non è misura proporzionata, effettiva e sufficientemente dissuasiva ai fini della clausola 5 della direttiva 99/70/CE.
  • Quando la stabilizzazione non si è in concreto verificata, la domanda risarcitoria per abuso nella reiterazione dei contratti a termine non può essere respinta solo richiamando una possibilità di accesso privilegiato all'impiego pubblico.

Come è indicizzato

MaterieLavoro a termineImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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