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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45576/2022 del 01/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di rigetto della richiesta di revoca o sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere applicata nei confronti dell'indagato per i reati di estorsione (consumata e tentata) e concorrenza illecita aggravati ai sensi dell'art. 416-bis.1 c.p.. I motivi di ricorso in Cassazione dedotti dai difensori sono: (1) violazione di legge e vizio di motivazione per presunta mancata considerazione del mutamento del quadro cautelare, con riferimento all'audizione della persona offesa e alla documentazione allegata; (2) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla mancata valutazione dell'attualità e concretezza delle esigenze cautelari.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto la doglianza non consentita perché il giudice del riesame ha motivatamente escluso rilievo alla prova indicata (la persona sentita non era il rappresentante legale della Cooperativa indicata): la censura mirava a ottenere una diversa valutazione dei fatti, non consentita in questa sede. Sul secondo motivo ha ritenuto la doglianza manifestamente infondata: in assenza di elementi nuovi, la valutazione sulle esigenze cautelari è coperta dal giudicato cautelare; eventuali novità utili devono riferirsi al periodo successivo all'applicazione della misura. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende; inoltre la sentenza dispone gli adempimenti di cui all'art. 94 co. 1-ter disp. att.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Un ricorso in Cassazione contro un provvedimento cautelare è inammissibile se mira a sollecitare una diversa valutazione dei fatti già compiuta dal giudice del merito senza evidenziare un errore di diritto o nuove circostanze rilevanti.
  • Per ottenere la revoca o sostituzione di una misura cautelare occorre allegare elementi nuovi e pertinenti emersi dopo l'applicazione della misura; fatti antecedenti già valutati dai giudici non costituiscono di per sé novità idonea.
  • Prove o dichiarazioni riconducibili a soggetti non legittimati a rappresentare la persona offesa o la parte interessata possono essere ritenute di scarso rilievo e il loro peso può legittimamente essere escluso dal giudice del riesame.
  • La valutazione dell'attualità e concretezza delle esigenze cautelari (pericolo di recidiva, inquinamento delle prove, pericolo di fuga) è coperta dal giudicato cautelare se non si introducono elementi nuovi; la Cassazione non consente una mera rivalutazione del merito.
  • La presentazione di ricorsi infondati o manifestamente inammissibili può comportare, oltre al rigetto, l'imposizione di spese processuali e sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p. quando emergono profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Testo integrale

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