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Cassazione Civile, Ordinanza n. 35624/2022 del 05/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (fallimento)

La controversia

Un fallimento agiva contro l'ex amministratore di una società chiedendo il risarcimento dei danni asseritamente causati alla massa creditoria da atti di gestione e di spesa ritenuti inutili e infruttuosi, con erosione del capitale sociale e aumento dell'esposizione debitoria. Il Tribunale aveva accolto la domanda; la Corte d'appello, in parziale riforma, aveva ridotto l'importo riconosciuto, escludendo una parte del danno e ritenendo infondata l'eccezione di nullità della CTU perché il consulente aveva potuto utilizzare anche documenti acquisiti oltre i termini, ma solo come riscontro e non in funzione sostitutiva della prova. L'amministratore ricorreva per cassazione con due motivi: omesso esame del fatto decisivo e violazione delle norme processuali sulla CTU e sulla produzione documentale, sostenendo che il consulente avrebbe indebitamente supplito all'onere probatorio del curatore. Il fallimento resisteva con controricorso e proponeva ricorso incidentale, deducendo violazione delle norme sulla responsabilità degli amministratori e omesso esame di fatti rilevanti, sostenendo che la Corte territoriale aveva indebitamente ricondotto l'operazione contestata alla business judgment rule senza valutare la diligenza nella scelta dell'investimento, la sproporzione dell'investimento rispetto al capitale sociale e la rapidità della perdita; inoltre lamentava omessa pronuncia sulla responsabilità aquiliana. Il ricorso incidentale era però notificato tardivamente e quindi perdeva efficacia.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale. Ha ritenuto che la censura sulla CTU non arrecasse un effettivo pregiudizio al ricorrente, poiché la Corte d'appello aveva accertato che la documentazione acquisita dal consulente aveva avuto solo l'effetto di limitare, e non di ampliare, la responsabilità dell'amministratore, e che con i documenti tempestivamente prodotti si sarebbe comunque potuti giungere alle stesse conclusioni. Ha inoltre dichiarato la perdita di efficacia del ricorso incidentale, in quanto tardivo rispetto al termine di cui all'art. 334 c.p.c. Conseguentemente ha condannato il ricorrente principale alle spese e ha dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    La censura di omesso esame del fatto decisivo, se in sostanza investe un vizio processuale, va riqualificata in base alla sua reale sostanza.

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    La violazione delle regole processuali è scrutinabile solo se decisiva e idonea ad arrecare un effettivo pregiudizio alla parte che la deduce.

  • artt. 183, comma 6, n. 2, 194, 105 e 115 c.p.c.

    Richiamati dal ricorrente per sostenere la nullità della CTU per uso di documenti tardivi e per asserita funzione vicariale della prova.

  • Cass. Sez. U. n. 3086 del 2022

    il consulente nominato dal giudice, nei limiti delle indagini commessegli e nell'osservanza del contraddittorio delle parti, può acquisire, anche prescindendo dall'attività di allegazione delle parti, non applicandosi alle attività del consulente le preclusioni istruttorie vigenti a carico delle parti, tutti i documenti che si rende necessario acquisire al fine di rispondere ai quesiti sottopostigli, a condizione che essi non siano diretti a provare i fatti principali dedotti a fondamento della domanda e delle eccezioni che è onere delle parti provare e, salvo quanto a queste ultime, che non si tratti di documenti diretti a provare fatti principali rilevabili d'ufficio

    Principio richiamato ma ritenuto non decisivo nel caso concreto, perché la documentazione acquisita non aveva inciso in senso peggiorativo sulla posizione del ricorrente.

  • art. 360-bis, n. 2, c.p.c.

    Il ricorso è inammissibile quando la questione posta non giustifica una diversa decisione rispetto all'orientamento già consolidato, o comunque non supera il vaglio di ammissibilità in presenza della decisione impugnata.

  • art. 334, comma 2, c.p.c.

    Il ricorso incidentale tardivo perde efficacia se il ricorso principale è dichiarato inammissibile.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di rigetto/inammissibilità del ricorso proposto dopo il 30 gennaio 2013, sussiste l'obbligo dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 1, comma 17, L. n. 228 del 2012

    Ha introdotto il comma 1-quater dell'art. 13 del d.P.R. n. 115 del 2002.

  • artt. 2392, 2393, 2394, 2476 e 1176 c.c.

    Richiamati nel ricorso incidentale per censurare la valutazione di responsabilità dell'amministratore e la diligenza nell'investimento.

  • art. 2043 c.c.

    Richiamato nel ricorso incidentale per sostenere una concorrente responsabilità aquiliana.

  • artt. 112, 216 e 217 l. fall.

    Richiamati nel ricorso incidentale per dedurre omessa pronuncia e profili di responsabilità anche penale-fallimentare.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità, la denuncia di omesso esame o di violazione processuale deve essere valutata secondo la sostanza effettiva della censura, con eventuale riqualificazione del motivo in base al vizio realmente dedotto.
  • La nullità della consulenza tecnica d'ufficio per acquisizione di documenti oltre i termini non è ravvisabile quando i documenti acquisiti abbiano avuto una funzione meramente integrativa o di riscontro e, soprattutto, non abbiano inciso in senso peggiorativo sulla posizione della parte che eccepisce il vizio.
  • Ai fini dell'ammissibilità della censura processuale, non basta la violazione formale della regola: occorre dimostrare che essa abbia avuto carattere decisivo e abbia arrecato un concreto pregiudizio alla parte.
  • Il consulente tecnico d'ufficio può acquisire documenti necessari per rispondere ai quesiti, senza essere vincolato dalle preclusioni istruttorie proprie delle parti, purché non utilizzi documenti destinati a provare i fatti principali costitutivi della domanda o delle eccezioni.
  • Il ricorso incidentale tardivo perde efficacia se il ricorso principale è dichiarato inammissibile.
  • In materia di responsabilità degli amministratori, la valutazione della ragionevolezza dell'operazione e della diligenza nella scelta imprenditoriale deve confrontarsi con l'effettivo contenuto delle doglianze e con i fatti specificamente dedotti; tuttavia, nel caso deciso, tale profilo non è stato esaminato nel merito per l'effetto assorbente dell'inammissibilità del ricorso principale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniAmministratori
RamiProcesso civileSocietario
SottomaterieRicorso per cassazioneResponsabilità degli amministratori
IstitutiOnere della prova

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