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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22539/2023 del 24/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di condanna per i reati indicati (tentato omicidio e porto di arma da taglio) deducendo: errata applicazione della legge penale e motivazione illogica e contraddittoria per mancata valutazione della esimente della legittima difesa, o dell'attenuante della provocazione, o dell'assenza del dolo di omicidio; censurava l'accertamento del numero delle coltellate sulla base di filmati poco risoluti e l'attribuzione dei coltelli; contestava la valutazione che avrebbe ricavato dolo dall'aver seguito la vittima in auto; e con un secondo motivo lamentava la mancata concessione delle attenuanti generiche richiamando la disciplina di cui all'art. 62-bis cod. pen. e art. 133 comma 2 n. 2 cod. pen.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la sentenza di merito avesse ricostruito analiticamente i fatti e correttamente escluso la legittima difesa, motivando che Papa, avendo seguito Anastasi e potendo allontanarsi, non versava in una situazione di pericolo immediato tali da rendere inevitabile la reazione. La Corte ha giudicato infondati i rilievi sul numero e sull'attribuzione dei coltelli, osservando che i due arnesi erano ritenuti equivalenti quanto a pericolosità e che la valutazione delle tre coltellate era coerente con il referto medico e con la sentenza di primo grado. Il dolo dell'animus necandi è stato ritenuto desumibile dal numero dei colpi, dalla loro direzione e dalle zone attingenti. Quanto alle attenuanti generiche, la Corte ha confermato la negazione per carenza di elementi specifici a favore del reo e per la sua condizione di recidivo reiterato specifico. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende nella misura indicata in dispositivo.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen.

    Richiamato in capo per il concetto di tentativo di reato; la sentenza di merito e quella di legittimità hanno considerato l'azione come tentativo di omicidio

  • art. 575 cod. pen.

    Norma sull'omicidio richiamata nel capo di imputazione e nella valutazione del dolo; la Corte ha ritenuto provato l'animus necandi sulla base delle modalità del ferimento

  • art. 577 cod. pen.

    Norma richiamata nel capo di imputazione (connessa alle imputazioni riportate); utilizzata nel quadro della qualificazione contestata

  • art. 4 L. 20 aprile 1975 n. 110

    Norma sul porto di armi non consentito; la Corte ha confermato la condanna per avere l'imputato portato fuori dalla propria abitazione un'arma da taglio

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato quale limite formale alla esposizione dei motivi in ricorso per Cassazione; il ricorso è stato valutato nei limiti consentiti

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle attenuanti generiche; la Corte ha valutato che, alla luce della giurisprudenza e della situazione del ricorrente, non sussistessero elementi positivi tali da giustificare il riconoscimento dell'attenuante

  • art. 133 comma 2 n. 2 cod. pen.

    Riferita nella censura difensiva come parametro per la quantificazione della pena; la Corte ha ritenuto il motivo inconferente rispetto alla situazione personale dell'imputato, che risultava recidivo reiterato specifico

  • art. 616 comma 1 cod. proc. pen.

    Norma che dispone la condanna alle spese e al versamento alla Cassa delle ammende a seguito della decisione; la Corte ha applicato tale disposizione

Massime di principio

  • La legittima difesa è riconosciuta solo se esiste una situazione di pericolo attuale e inevitabile per l'incolumità fisica; la possibilità di allontanarsi o di evitare lo scontro ostacola il riconoscimento dell'esimente
  • Filmati video di scarsa qualità non annullano automaticamente altre prove concordanti (referto medico, dichiarazioni e motivazione dei giudici); la valutazione complessiva delle fonti può confermare accertamenti anche se singole prove appaiono poco nitide
  • L'attribuzione del tipo di arma ai singoli contendenti è irrilevante se i dispositivi sono ritenuti equipollenti quanto a pericolosità; non è necessario che la Corte accerti l'esatto modello dell'arma quando ciò non incide sulla gravità dell'offesa
  • L'animus necandi puo essere desunto da elementi concreti come numero dei colpi, loro direzione e aree corporee colpite; tali elementi possono suffragare la qualificazione del fatto come tentato omicidio
  • Per ottenere il riconoscimento delle attenuanti generiche occorrono elementi positivi specifici a favore del reo; la mera invocazione della disciplina normativa senza indicare fatti concreti riconoscibili non è sufficiente
  • In Cassazione sono ammesse solo ragioni effettivamente conformi e pertinenti alla motivazione impugnata; censure inconferenti con il contenuto della sentenza di merito sono dichiarate inammissibili
  • La recidiva e la capacità a delinquere, desumibile dai precedenti, sono fattori rilevanti nella valutazione negativa delle attenuanti e nella determinazione della pena

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