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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09080/2025 del 04/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per manifesta infondatezza e aspecificità. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., non ravvisando elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza del Tribunale di Udine che lo aveva condannato alla pena di euro 1.000 di ammenda per il reato di porto ingiustificato di un oggetto atto ad offendere, contestato in relazione a un coltello con lama spezzata, accertato il 7 luglio 2023. Con tre motivi deduceva: 1) violazione di legge per il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto, nonostante la ritenuta scarsa offensività dell'arma; 2) difetto di motivazione per il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, che avrebbero dovuto mitigare il trattamento sanzionatorio; 3) eccessività della pena, ritenuta sproporzionata rispetto al fatto e alle condizioni di vita dell'imputato. La Corte ha ritenuto il ricorso non confrontato con la motivazione della sentenza impugnata, che aveva valorizzato il contesto pericoloso del fatto, avvenuto in una zona di spaccio di stupefacenti, e i numerosi precedenti penali dell'imputato, nonché la mancanza di specifici elementi favorevoli allegati dal ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 3, legge n. 110/1975

    norma incriminatrice del porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere, applicata al coltello con lama spezzata.

  • art. 131-bis c.p.

    la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere esclusa in ragione del contesto concreto del fatto e dei precedenti penali, e non è incompatibile con la qualificazione del fatto come di lieve entità nel porto ingiustificato di un oggetto atto ad offendere.

  • art. 133 c.p.

    i criteri di commisurazione della pena possono essere richiamati anche sinteticamente quando la pena è determinata in misura prossima al minimo o comunque non elevata, essendo impliciti nell'apprezzamento di adeguatezza, equità e simili.

  • art. 616 c.p.p.

    in caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato alle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Non sussiste incompatibilità automatica tra la qualificazione del fatto come di lieve entità nel porto ingiustificato di un oggetto atto ad offendere e il diniego della particolare tenuità del fatto: i due istituti hanno diverso presupposto e diversa funzione.
  • Il diniego della particolare tenuità del fatto è legittimo quando il giudice valorizzi elementi concreti quali il contesto di commissione del fatto e i precedenti penali dell'imputato, specie se il ricorrente non alleghi specifici elementi positivi idonei a controbilanciare tali dati.
  • Le censure sul trattamento sanzionatorio sono inammissibili o infondate quando la pena sia stata determinata in misura contenuta rispetto al quadro edittale e la motivazione richiami criteri di adeguatezza, anche in forma sintetica, poiché la discrezionalità del giudice di merito nella dosimetria è ampia.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile per aspecificità quando non si confronta con la motivazione della sentenza impugnata e si limita a formule generiche senza contestare puntualmente le ragioni decisive della decisione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazioneCause di non punibilità
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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