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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26252/2022 del 07/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti chiedevano la restituzione di euro 35.983,64 ciascuno (pari al triplo della pensione sociale per gli anni 2014-2019) sequestrati preventivamente nell'ambito di indagini per reati fiscali (uso di fatture inesistenti e evasione IVA connessa all'attivita' della Petrol Picena s.r.l.). Contestavano l'operativita' dei limiti di pignorabilita' previsti dall'art.545 cod. proc. civ., deducendo che le somme sequestrate derivavano da emolumenti, utili societari o pensioni tutelate dalla norma; inoltre censuravano profili processuali relativi a motivazione e ambito temporale del fumus commissi delicti e la legittimita' del sequestro per equivalente per annualita' anteriori all'introduzione della solidarieta' fiscale sul settore carburanti.

La decisione

Le Sezioni Unite hanno enunciato il principio secondo cui i limiti di impignorabilita' previsti dall'art.545 cod. proc. civ. si applicano anche alla confisca per equivalente e al sequestro preventivo ad essa finalizzato. Tuttavia, nel caso concreto i ricorrenti non hanno fornito allegazioni e prove sufficienti per dimostrare che le somme vincolate rientrassero effettivamente nelle tipologie protette (stipendi, pensioni o indennita' di lavoro): in particolare, gli emolumenti percepiti in qualita' di amministratori sono riconosciuti dalla giurisprudenza come estranei alla tutela di art.545 e non e' stato provato il rapporto di lavoro con la PerTe s.r.l. per Giovanni. Di conseguenza le richieste di restituzione sono state respinte e il provvedimento impugnato e' stato confermato nella sostanza, con la precisazione giuridica di valore generale sull'applicabilita' dell'art.545 al sequestro per equivalente e delle condizioni di applicazione (onere di allegazione e prova, distinzione degli emolumenti da amministratore, principio di proporzionalita').

Norme richiamate

  • art. 545 cod. proc. civ.

    Disciplina i limiti di impignorabilita' dei crediti retributivi e pensionistici; le Sezioni Unite hanno stabilito che tali limiti si applicano anche alla confisca per equivalente e al sequestro preventivo ad essa finalizzato, salvo che non risulti attestata la causale dei versamenti.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma sul sequestro preventivo; richiamata nel procedimento ma la Corte ha chiarito che l'assenza di richiamo espresso ai limiti civilistici non esclude la possibilita' di applicarli coerentemente con altre disposizioni (es. art.104 disp. att.).

  • art. 316 cod. proc. pen.

    Norma sul sequestro conservativo; citata a confronto per distinguere il diverso regime applicabile e la richiamata clausola sui limiti pignoramentali.

  • art. 409 cod. proc. civ.

    Riguarda i rapporti che danno luogo a retribuzioni pignorabili; la giurisprudenza ha ritenuto che gli emolumenti degli amministratori non rientrino normalmente nelle fattispecie protette dall'art.545 in quanto rapporto societario e non di lavoro subordinato.

  • art. 104 disp. att. cod. proc. pen.

    Stabilisce che l'esecuzione del sequestro si svolge nelle forme previste dal codice di procedura civile per il pignoramento; collegamento utilizzato per ricollegare l'applicazione dei limiti di art.545 anche al procedimento penale.

  • art. 2 d.lgs. n. 74/2000

    Norma penale contestata (reato fiscale) quale titolo della misura cautelare; contestazione originaria dei ricorrenti.

  • art. 60-bis DPR n. 633/1972 e d.l. n. 50/2017

    Regole di solidarieta' fiscale tra cedente e cessionario per specifici beni (aggiornate con d.m. 10/01/2018 per carburanti); i ricorrenti invocavano la non applicabilita' retroattiva per annualita' anteriori al 2018.

  • Direttiva 2014/42/UE

    Norma sovranazionale richiamata per il quadro pubblico di obbligo di confisca dei proventi da reato; discussa in dottrina giurisprudenziale circa equilibrio tra interesse pubblicistico e tutela dei diritti fondamentali.

  • Costituzione (artt. 2 e 38)

    Principi costituzionali invocati per sostenere la tutela del minimo vitale e della dignita' della persona, fondamento interpretativo dell'applicazione dell'art.545 anche in sede penale.

Massime di principio

  • I limiti di impignorabilita' previsti dall'art.545 cod. proc. civ. si applicano anche alla confisca per equivalente e al sequestro preventivo ad essa finalizzato.
  • L'applicazione di tali limiti richiede che il soggetto interessato dimostri la natura qualificata delle somme (causale dei versamenti): se non provata, le somme possono essere sequestrate integralmente.
  • Gli emolumenti percepiti in qualita' di amministratore di societa' di capitali sono, in linea di massima, esclusi dalla tutela di art.545 e sono pignorabili senza i limiti civilistici, salvo prova di un rapporto di lavoro distinto e documentato.
  • La normativa introdotta nel 2015 sull'accredito in conto corrente disciplina la graduazione della tutela in base al momento dell'accredito; la confusione in conto non esclude automaticamente la tutela se la causale e' attestata.
  • L'onere di allegazione e di prova circa l'origine dei versamenti grava sul soggetto che chiede la non applicazione del sequestro; occorrono documenti idonei a tracciare i pagamenti.
  • Il principio di proporzionalita' impone al giudice di valutare alternative meno invasive e di motivare la necessita' della misura; in presenza di una privazione eccessiva e dimostrata il giudice deve tenerne conto.
  • In situazioni analoghe e' consigliabile produrre specifica documentazione contabile, estratti conto, contratti di lavoro o buste paga e ogni elemento che permetta la tracciabilita' delle somme per ottenere il riconoscimento della tutela prevista dall'art.545.

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