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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33937/2023 del 02/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere applicata al COPELLI per associazione finalizzata al traffico internazionale di cocaina e reati connessi. Il ricorso contestava: (1) la utilizzabilità delle chat decifrate provenienti dalla piattaforma criptata SKY‑ECC, acquisite tramite atti trasmessi dall'autorità giudiziaria francese (OEI), per violazione del contraddittorio e mancata ostensione di documenti essenziali (verbali di decrittazione, file "madre", consulenze tecniche, algoritmi); (2) l'assenza del consenso del titolare dei dati e la violazione del protocollo/processo previsto dall'art. 234 bis c.p.p.; (3) la mancata sussistenza della gravità indiziaria in relazione all'associazione, con la tesi che dalle conversazioni emergerebbe autonomia dei partecipanti e mancanza di "affectio societatis".

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di legittimità ha ritenuto infondati tutti i motivi: ha confermato la utilizzabilità dei dati acquisiti dall'autorità giudiziaria francese, richiamando il principio di riconoscimento reciproco e la presunzione di legittimità delle prove acquisite da Stati membri UE nell'ambito dell'ordine europeo d'indagine; ha escluso la violazione del contraddittorio (il richiamo a una produzione non presente in verbale è un refuso e la documentazione fondamentale era a disposizione della difesa), nonché la necessità di conoscere l'algoritmo di decriptazione per ritenere integri i contenuti decifrati, posto che la decriptazione corretta richiede la chiave esatta e non consente manipolazioni parziali salvo prova contraria; ha condiviso l'applicabilità dell'art. 234 bis c.p.p. trattandosi di dati non pubblici detenuti da autorità giudiziaria straniera che poteva legittimamente disporne; ha ritenuto infondato il rilievo sulla gravità indiziaria, confermando la ricostruzione del Tribunale del riesame circa il ruolo apicale del COPELLI nel modus operandi criminoso e la serialità delle importazioni. Segue condanna alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 309, cod. proc. pen.

    Regola la procedura per il riesame della custodia cautelare; la Corte ha ritenuto che non sia stata violata la norma sul contraddittorio relativa al materiale effettivamente considerato dal giudice, escludendo la sanzione prevista quando l'atto è stato valutato sulla documentazione disponibile.

  • art. 234‑bis, cod. proc. pen.

    Norma interna che consente l'acquisizione di documenti e dati informatici conservati all'estero previo consenso del legittimo titolare. La Corte l'ha interpretata nel senso che il "legittimo titolare" può essere l'autorità giudiziaria straniera che, nell'ambito di un proprio procedimento, ha acquisito i dati e ne può disporre.

  • DPR n. 309/1990 (art. 73 e art. 74, DPR 309/1990)

    Norme sostanziali sulla disciplina degli stupefacenti; utilizzate per inquadrare i reati contestati (importazione di ingenti quantitativi di cocaina e associazione di tipo transnazionale).

  • art. 416‑bis e art. 61‑bis c.p.

    Riferimento alle aggravanti (associazione di tipo mafioso e circostanze aggravanti) ritenute applicabili dai giudici di merito sulla base degli elementi investigativi e del collegamento con cosche locali.

  • Direttiva 2014/41/UE e d.lgs. 21 giugno 2017, n. 108 (OEI)

    La Corte ha richiamato il principio del riconoscimento reciproco e della presunzione di legittimità nell'esecuzione degli Ordini Europei di Indagine; l'autorità esecutrice presume la regolarità delle acquisizioni effettuate nello Stato membro richiesto salvo prova concreta di violazione di diritti fondamentali.

  • art. 706‑102‑1 codice di rito penale francese (menzionato)

    Norma francese invocata per spiegare la base giuridica della acquisizione e conservazione delle chat nel server francese; la Corte ha considerato che l'autorità francese ha agito in conformità alle procedure del proprio ordinamento.

  • Articoli relativi alle intercettazioni (artt. 266 e ss. cod. proc. pen.)

    La Corte ha precisato che la disciplina delle intercettazioni si applica ai flussi in atto, mentre qui si trattava di dati informatici "statici" già acquisiti e memorizzati, per i quali regole diverse sono applicabili.

Massime di principio

  • I dati acquisiti da un'autorità giudiziaria di un altro Stato membro dell'UE, nell'ambito di un procedimento autonomo, godono di una presunzione di legittimità e sono utilizzabili dall'autorità italiana salvo provare concretamente la violazione di norme inderogabili o principi fondamentali del nostro ordinamento.
  • La mera mancata conoscenza dell'algoritmo di decriptazione non invalida di per sé la genuinità del contenuto decifrato: la decriptazione corretta richiede la chiave esatta e, in assenza di elementi concreti che dimostrino manipolazioni, il dato decifrato è affidabile.
  • Quando i dati informatici acquisiti sono "freddi" (memorizzati), si applicano criteri diversi rispetto alle intercettazioni di flussi in atto; la disciplina delle intercettazioni non trova automatica applicazione ai file acquisiti ex post.
  • L'art. 234‑bis c.p.p. può autorizzare acquisizioni dirette di dati esteri quando il titolare legittimo è un'autorità giudiziaria straniera che ne può disporre; la difesa che contesta la legittimità dell'acquisizione deve specificare e dimostrare la lesione di principi fondamentali o norme inderogabili.
  • Il giudizio di gravità indiziaria e l'interpretazione delle conversazioni sono valutazioni di merito principalmente riservate al giudice del merito; la cassazione ne verifica solo la logicità e la conformità ai principi di diritto, non sostituisce la valutazione probatoria.
  • Le doglianze difensive generiche o ipotetiche sulla mancanza di documenti ancora in traduzione non sono sufficienti a sospendere o rendere inutilizzabili le prove già valutate dal giudice, salvo che non emergano elementi concreti e specifici di illegittimità.

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