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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33885/2023 del 02/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Napoli del 22/04/2022 che aveva confermato o rideterminato pene per il reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art.74 d.P.R. 309/90) e reati-"fine" di cui all'art.73 d.P.R. 309/90. HAMIDOU ha denunciato vizio di motivazione e violazione del principio "ne bis in idem" per pretesa sovrapposizione tra la contestazione dell'associazione nel processo impugnato e fatti già giudicati con sentenza irrevocabile dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere; contesta la mancata valida disamina della identità/diversità delle due compagini associative coeve e operanti nello stesso territorio. IZE ha censurato la fondatezza della ricostruzione del sodalizio (mancata prova dell'accordo stabile, dell'affectio societatis e del concorso nei reati fine), nonché la valutazione delle intercettazioni. IBE ha prospettato, in termini generici, difetto di motivazione circa l'applicazione dell'art.129 c.p.p. (non punibilità).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso di HAMIDOU: ha annullato la sentenza impugnata nella parte relativa all'accertamento della preclusione del nuovo giudizio per i fatti associativi (art.649 c.p.p.), disponendo il riesame di tale profilo alla luce dei criteri sul "ne bis in idem" e sulla sovrapposizione storico-naturalistica delle condotte. Per effetto dell'art.587 c.p.p. l'annullamento si estende anche, nella parte corrispondente, agli altri coimputati (IZE e IBE) pur se questi non hanno ottenuto accoglimento dei loro ricorsi. I ricorsi di IZE e IBE sono stati dichiarati inammissibili: la Corte ha ritenuto le censure di IZE genericamente ripropositive e prive di critica specifica alla motivazione di merito; il motivo di IBE è stato ritenuto privo dei requisiti di specificità. IZE e IBE sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a una somma a favore della cassa delle ammende ex art.616 c.p.p. Il procedimento è quindi annullato in parte (sul profilo "ne bis in idem" per l'art.74) e inviato a nuovo esame per quella questione; le restanti statuizioni di merito sono confermate.

Norme richiamate

  • art.74 d.P.R. 309/1990

    Norma sull'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti: la Corte esamina la sussistenza del sodalizio e richiede valutazioni approfondite sulla struttura, sui ruoli apicali e sulle modalità operative emerse dalle prove (intercettazioni, sequestri, arresti).

  • art.73 d.P.R. 309/1990

    Prevede i reati "fine" (importazione, detenzione, spaccio etc.); la loro commissione non è necessariamente richiesta come prova diretta dell'appartenenza associativa purché rientrino nel programma criminoso comune.

  • art.649 c.p.p.

    Disciplina la preclusione del nuovo giudizio per fatti già giudicati (ne bis in idem). La Corte ricorda che l'identità del fatto richiede corrispondenza storico-naturalistica (condotta, evento, nesso causale, tempo, luogo, persone) e ha annullato la decisione di merito per mancata e insufficiente valutazione comparativa tra le condotte giudicate nei due procedimenti.

  • art.587 c.p.p.

    Consente l'estensione degli effetti dell'annullamento ad altri imputati se l'impugnazione riguarda profili che investono l'unità del procedimento; la Corte ha esteso l'annullamento per il profilo 'ne bis in idem' anche agli altri due coimputati.

  • art.129 c.p.p.

    Rinvocato da IBE in relazione all'ipotetica non punibilità; la Corte ha ritenuto il motivo generico e privo di specificità, quindi inattendibile in cassazione.

  • art.238-bis c.p.p.

    Richiamato in tema di efficacia delle sentenze irrevocabili versate in atti; la Corte sottolinea che il giudice di merito deve valutare il contenuto delle sentenze passate in giudicato nell'esame del 'ne bis in idem'.

  • art.616 c.p.p.

    Norma che disciplina la condanna al pagamento di somme per le spese di giustizia (cassa ammende); applicata per IZE e IBE in caso di ricorso inammissibile.

  • art.581 e art.591 c.p.p. (richiamati nella motivazione)

    Norme sulla motivazione del ricorso e sui requisiti formali: la Corte ha ritenuto alcune impugnazioni carenti nella specificazione delle censure richieste e quindi inammissibili.

Massime di principio

  • Il principio "ne bis in idem" richiede un confronto materiale delle condotte effettivamente giudicate: identità del fatto sussiste solo con corrispondenza storico-naturalistica (condotta, evento, nesso causale, tempo, luogo, persone).
  • Nei reati associativi, la contemporanea partecipazione di un soggetto a più compagini non impedisce automaticamente nuovi processi: occorre verificare la sovrapposizione dei segmenti di condotta e la coincidenza del programma criminoso.
  • Quando due associazioni operano nello stesso territorio e in periodi sovrapponibili, il giudice deve motivare accuratamente sulle differenze strutturali, cronologiche e funzionali tra le organizzazioni (composizione, ruoli, modalità operative) prima di escludere la preclusione per ne bis in idem.
  • Per la configurabilità dell'associazione di tipo 'diffuso' non è necessario un'organizzazione verticistica: è sufficiente un minimo sostrato organizzativo e una durevole comunanza di scopo che si proietti oltre i singoli reati-fine.
  • I motivi di ricorso in Cassazione devono essere specifici e confrontare le critiche con la motivazione impugnata: censure generiche o meramente ripropositive sono dichiarate inammissibili.
  • L'annullamento parziale in favore di un ricorrente può estendersi agli altri imputati (art.587 c.p.p.) quando investe l'essenza del reato plurisoggettivo e può influire sulla posizione degli altri partecipanti.

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