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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39479/2022 del 19/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che aveva riformato l'assoluzione di primo grado e condannato Salsone per omicidio stradale (art. 589 bis c.p.). Il ricorrente deduceva: 1) nessuna colpa perché si era fermato sulla striscia di arresto e non poteva vedere il motociclista che procedeva ad alta velocità; 2) la velocità e la condotta imprudente del motociclista avrebbero interrotto il nesso causale o reso non rimproverabile l'immissione dell'auto; 3) la Corte d'appello avrebbe ignorato che era lecito stazionare al centro della carreggiata per svoltare e avrebbe richiesto una condotta alternativa non obbligatoria; 4) sussisteva ragionevole dubbio; inoltre, in motivi aggiunti, si censurava la sottoscrizione delle conclusioni della parte civile da parte di un sostituto e la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in appello senza motivazione sufficiente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha ritenuto manifestamente infondati i primi quattro motivi e inammissibili e comunque infondati i motivi nuovi per essere stati introdotti tardivamente e non strettamente riferibili ai motivi principali. Sul merito è stato confermato il principio secondo cui, quando la visibilità sulla strada prioritaria è limitata (es. per auto in sosta), non è sufficiente fermarsi sulla striscia di arresto: bisogna avanzare a piccoli tratti fino a raggiungere punto di visibilità piena; il rispetto della striscia di arresto (art. 145 comma 5) è solo modalità strumentale dell'obbligo di precedenza (art. 140 c.d.s.) e non lo esaurisce. L'eccessiva velocità del motociclista può essere causa concorrente ma non esclude la responsabilità del conducente che immette nel flusso se la condotta imprudente era prevedibile e evitabile. Inoltre la Corte ha richiamato l'obbligo, in caso di rinnovazione o diversa valutazione delle consulenze tecniche in appello, di riascoltare i periti quando le loro dichiarazioni siano decisive. Perdura quindi la statuizione di merito (condanna della Corte d'appello: mesi 8 di reclusione, pena sospesa, risarcimento e provvisionale di €10.000).

Norme richiamate

  • art. 140 codice della strada

    Dovere generale degli utenti di comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio; impone particolare prudenza quando la visibilità è scarsa e si ha l'obbligo di dare precedenza

  • art. 145 codice della strada

    La prescrizione di fermarsi in corrispondenza della striscia di arresto è una modalità strumentale dell'obbligo di dare la precedenza e non esaurisce tale obbligo quando la visibilità è limitata

  • art. 589 bis cod. pen.

    Norma sull'omicidio stradale; dalla Corte d'appello è stata riconosciuta l'attenuante speciale prevista dal comma 7

  • art. 43 cod. pen.

    Riferimento alle cause di giustificazione/concause: nel caso il ricorrente aveva contestato l'applicazione, ma la Corte ha ritenuto che la condotta dell'imputato concorse alla produzione dell'evento

  • art. 606 lett. e) cod. proc. pen.

    Norma relativa ai motivi di ricorso per cassazione; richiamata in relazione alla presunta omissione di considerare elementi probatori

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Richiamata dal ricorrente in tema di decisione in presenza di ragionevole dubbio; la Corte ha risposto valutando la logica e la coerenza della motivazione di merito

  • art. 102 cod. proc. pen.

    Norma sulla nomina dei difensori e sostituzione; il ricorrente aveva censurato l'operato del sostituto della parte civile, censura ritenuta irrilevante dalla Corte

  • art. 122 cod. proc. pen.

    Richiamata nella discussione sulla procura speciale e limiti della delega ad atti processuali

  • art. 603 comma 3 bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in appello; la Corte precisa l'obbligo di riascolto dei consulenti se decisivi

  • art. 76 comma 2 cod. proc. pen.

    Una volta costituita, la parte civile mantiene la sua presenza nel processo e le conclusioni già rassegnate restano valide in ogni grado

  • art. 82 comma 2 cod. proc. pen.

    Richiamata come limite alla revoca implicita della costituzione di parte civile

  • art. 6 CEDU

    Principio del giusto processo: la Corte ricorda che l'appello che modifica la valutazione delle perizie richiede il confronto dialettico con i periti per non violare tale principio

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente l'imposizione di versamento alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per la misura di €3.000,00

Massime di principio

  • La semplice osservanza della striscia di arresto non esclude l'obbligo di maggiore cautela: se la visibilità sulla strada prioritaria è limitata il conducente deve avanzare a piccoli tratti fino a ottenere piena visibilità prima di impegnare la carreggiata
  • Il diritto di precedenza non autorizza condotte di guida imprudenti: il conducente privilegiato deve prevedere e porsi nelle condizioni di fronteggiare anche l'eccessiva velocità altrui quando tale condotta rientra nella prevedibilità
  • La velocità eccessiva di un terzo può costituire causa concorrente ma non necessariamente esclude la responsabilità dell'automobilista che immette il proprio veicolo se con una condotta più prudente l'evento sarebbe stato evitabile
  • In appello, se la decisione si fonda su nuova valutazione delle consulenze tecniche o su nuova perizia, il giudice è obbligato a riascoltare i periti quando le loro dichiarazioni sono decisive, per tutelare il diritto al contraddittorio e al giusto processo
  • Motivi nuovi in Cassazione sono ammissibili solo se strettamente collegati e sviluppano i motivi principali; argomentazioni inedite e non tempestive saranno dichiarate inammissibili
  • La costituzione di parte civile produce effetti permanenti nel processo: la mancata sottoscrizione di conclusioni in appello da parte del procuratore speciale non determina automaticamente la decadenza della costituzione

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