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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26944/2025 del 23/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello di Firenze del 23/11/2023 che aveva, in sintesi, confermato la responsabilità per reati di traffico di stupefacenti (con taluni capi riqualificati ai sensi dell'art.73 co.5 DPR 309/90 e altri estinti per prescrizione), confermato la responsabilità per rapina aggravata in concorso su taluni imputati e rideterminato le pene pecuniarie. Le censure principali erano: vizio processuale per mancata rinnovazione della testimonianza della persona offesa (DOJA), insufficienza e contraddittorietà della motivazione rispetto alle intercettazioni (cosiddetta "droga parlata"), mancato riconoscimento della lieve entità ex art.73 co.5 DPR 309/90, travisamento delle fonti probatorie, errata qualificazione del concorso e disapplicazione del concorso anomalo, nonché doglianze sulla determinazione del trattamento sanzionatorio e sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi manifestamente infondati o inammissibili. Ha ritenuto legittima l'utilizzazione, ai fini decisori, delle dichiarazioni già raccolte in primo grado (anche mediante lettura) quando non sia necessaria la rinnovazione e/o quando le parti ne abbiano autorizzato l'uso; ha confermato la valutazione del giudice di merito circa l'interpretazione delle intercettazioni (anche se criptiche) ritenendola coerente, logica e sorretta da riscontri e indizi; ha condiviso la valutazione di esclusione della ipotesi di lieve entità ex art.73 co.5 DPR 309/90 quando emergano elementi di organizzazione, quantitativi non trascurabili, qualità dello stupefacente e modalità ripetute di smercio; ha ritenuto corretta la ricostruzione della partecipazione alla rapina e la esclusione del concorso anomalo e della partecipazione di minima importanza per i profili fattuali emersi; ha altresì confermato la determinazione delle pene e il rigetto delle attenuanti generiche, nei limiti del potere discrezionale del giudice di merito. In definitiva, sono stati respinti i ricorsi e confermate, nei termini illustrati nella motivazione, le statuizioni di merito (comprese le riqualificazioni, le assoluzioni per alcuni capi e le estinzioni per prescrizione già decise dalla Corte territoriale).

Norme richiamate

  • DPR 309/1990 art.73 comma 5

    art.73 comma 5 DPR 309/90

    La deroga per la lieve entità può essere riconosciuta solo dopo valutazione complessiva; la Corte ha confermato che se emerge organizzazione, qualità e quantitativi non trascurabili la fattispecie di lieve entità va esclusa

  • Codice penale art.114

    La circostanza attenuante della partecipazione di minima importanza richiede un contributo causale realmente marginale; la Corte ha ritenuto che la mera presenza non sia sufficiente per riconoscerla

  • Codice penale art.116

    Il concorso anomalo è configurabile solo se l'evento più grave non era prevedibile e non deriva da disposizione intenzionale né da fattori prevedibili: la Corte ha escluso il concorso anomalo perché la rapina era prevedibile nell'ambito della spedizione punitiva

  • Codice penale art.133

    Criteri per la determinazione della pena e per il riconoscimento delle attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto motivato il rigetto delle attenuanti sulla base di precedenti e della gravità della condotta

  • Codice penale art.62-bis

    Modifica dell'effetto automatico delle attenuanti generiche per gli incensurati; la Corte ricorda che il beneficio richiede specifica motivazione

  • Codice di procedura penale artt.511, 514, 525, 530, 192

    art.511, art.514, art.525 comma 2, art.530, art.192 cod. proc. pen.

    Regole sulla utilizzazione delle prove già assunte e sulla rinnovazione delle prove in caso di mutamento del collegio; la Corte ha confermato la possibilità di utilizzazione mediante lettura quando non sia necessaria la rinnovazione o le parti abbiano autorizzato

Massime di principio

  • Le intercettazioni, anche se 'droga parlata' e con linguaggio criptico, possono costituire prova decisiva se risultano gravi, precise, concordanti e resistenti a obiezioni; il loro significato resta valutazione di merito non sindacabile in Cassazione salvo manifesta illogicità
  • Le dichiarazioni rese in primo grado possono essere utilizzate in appello o in sede di Cassazione mediante lettura quando la rinnovazione non sia necessaria o sia stata autorizzata dalle parti; l'eccezione per mutamento del collegio è limitata
  • Per riconoscere la lieve entità ex art.73 co.5 DPR 309/90 è richiesta una valutazione complessiva: il dato quantitativo non è l'unico criterio; elementi come qualità della droga, continuità, organizzazione, modalità di comunicazione e capacità di approvvigionamento possono escluderla
  • Il concorso anomalo (art.116 c.p.) ha soglia elevata: l'evento più grave deve essere realmente imprevedibile rispetto al contributo del partecipante; la semplice partecipazione o il ruolo di fiancheggiatore possono comunque integrare responsabilità piena se l'evento era prevedibile
  • La determinazione della pena e il riconoscimento delle attenuanti generiche rientrano in ampia discrezionalità del giudice di merito e risultano inammissibili in Cassazione se la motivazione non è manifestamente illogica
  • I motivi di cassazione devono confrontarsi in modo concreto e critico con la motivazione impugnata: censure meramente avversative o generiche che non indicano profili di manifesta illogicità sono inammissibili
  • Se il giudice di merito integra la valutazione probatoria con riscontri (sequestri, arresti, correlazioni tra intercettazioni e eventi cronologici), l'interpretazione delle captazioni acquista maggiore solidità probatoria e difficilmente è ribaltabile in sede di legittimità

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