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Cassazione Civile, Ordinanza n. 18354/2026 del 07/06/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

La controversia nasce da cinque avvisi di accertamento ICI emessi da un comune per le annualità 1999, 2000 e 2001-2003, con i quali veniva rettificata la denuncia del contribuente in relazione ad alcuni terreni, ritenuti dall'ente aree fabbricabili e valorizzati in base alla potenzialità edificatoria e a delibere comunali che avevano determinato i valori venali in comune commercio. Dopo il rigetto dei ricorsi in primo grado e il successivo rinvio disposto dalla Cassazione, la CTR ha nuovamente rigettato gli appelli riuniti ritenendo corretta l'edificabilità dei terreni e congruo il valore attribuito dal comune. Il contribuente ha quindi proposto ricorso per cassazione con quattro motivi: 1) falsa applicazione dell'art. 59, comma 1, lett. g), d.lgs. 446/1997 per avere il giudice di merito fatto leva sulle delibere comunali e non sui soli criteri degli artt. 5 e 11 d.lgs. 504/1992; 2) violazione degli artt. 5 e 11 d.lgs. 504/1992 per mancata concreta valutazione dei parametri legali e degli accertamenti impugnati; 3) omesso esame di un fatto decisivo per non avere considerato la perizia di parte sul valore dei terreni; 4) violazione dell'art. 384, comma 2, c.p.c. per asserito mancato rispetto del principio di diritto dettato dalla precedente cassazione nel giudizio di rinvio.

La decisione

La Corte ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto in parte inammissibili e in parte infondati i primi due motivi, osservando che le censure miravano in realtà a una rivalutazione del merito, preclusa in cassazione, e comunque che la CTR aveva applicato correttamente gli artt. 5 e 11 d.lgs. 504/1992 insieme all'art. 59 d.lgs. 446/1997, valorizzando le delibere comunali come criteri probatori non vincolanti ma utilizzabili anche per annualità anteriori. Ha dichiarato inammissibile il terzo motivo perché l'omesso esame di una perizia di parte non integra di per sé il vizio di cui all'art. 360, n. 5, c.p.c. se il fatto storico rilevante è stato comunque considerato dal giudice. Ha giudicato infondato anche il quarto motivo, rilevando che il giudice di rinvio si era conformato al principio di diritto della precedente pronuncia, avendo valutato la congruità dei valori anche alla luce delle delibere comunali e dei parametri normativi. Il ricorrente è stato condannato alle spese e all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 59, comma 1, lett. g), d.lgs. 446/1997

    Attribuisce ai comuni la potestà regolamentare di determinare periodicamente e per zone omogenee i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili, al fine di limitare il potere di accertamento e ridurre il contenzioso; le delibere comunali hanno natura probatoria e non imperativa.

  • art. 5 d.lgs. 504/1992

    Disciplina i criteri di determinazione della base imponibile ICI per le aree fabbricabili; il giudice di merito deve applicare tali criteri nel valutare il valore del bene.

  • art. 11, commi 2 e 2-bis, d.lgs. 504/1992

    Regola i parametri per la liquidazione e l'accertamento dell'ICI; la valutazione del valore dei terreni deve essere coerente con tali parametri.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Il ricorrente lo invoca per denunciare violazioni di legge, ma la Corte rileva che le censure mascheravano una richiesta di nuova valutazione del merito.

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Il vizio riguarda l'omesso esame di un fatto storico decisivo, non l'omessa considerazione di singoli elementi istruttori o il cattivo esercizio della valutazione delle prove.

  • art. 384, secondo comma, c.p.c.

    Nel giudizio di rinvio il giudice deve uniformarsi al principio di diritto enunciato dalla Cassazione; nella specie la CTR vi si è attenuta.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di rigetto del ricorso, comporta l'obbligo per il ricorrente di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è consentito trasformare il ricorso in un terzo grado di merito: le censure che mirano solo a ottenere una diversa valutazione dei fatti e delle prove sono inammissibili.
  • In materia di ICI sulle aree fabbricabili, le delibere comunali che predeterminano i valori venali in comune commercio hanno funzione probatoria e orientativa, non vincolante; possono essere utilizzate anche per annualità anteriori alla loro adozione, salvo che l'amministrazione disponga di elementi specifici contrari.
  • La determinazione della base imponibile deve essere ricondotta ai criteri legali previsti dalla disciplina ICI, ma il controllo di cassazione non può sostituirsi al giudizio di merito sulla congruità del valore concreto attribuito al bene.
  • L'omesso esame di una perizia di parte o di altri elementi istruttori non integra, di per sé, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo se il fatto storico controverso è stato comunque considerato dal giudice.
  • Nel giudizio di rinvio il giudice deve attenersi al principio di diritto enunciato dalla Cassazione, ma conserva il potere di compiere l'accertamento di merito demandatogli, purché lo svolga nel perimetro tracciato dalla pronuncia rescindente.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioRicorso per cassazione
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

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