Cassazione Penale, Sentenza n. 17792/2023 del 28/04/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la confisca di una somma di denaro pari a euro 36.579,00 disposta nella sentenza di patteggiamento. Contestazione centrale: mancanza di nesso probatorio fra il denaro ed il reato contestato (illecita detenzione di stupefacenti), con conseguente violazione delle norme sulla confisca. Si deduce violazione di legge e difetto di motivazione rispetto all'applicazione dell'art. 240 c.p., dell'art. 240-bis c.p. (confisca per sproporzione) e dell'art. 73 comma 7-bis T.U. stupefacenti; il ricorrente aveva allegato e documentato la lecita provenienza delle somme (risparmi, vincite, ristori assicurativi) e chiedeva la restituzione del denaro.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente alla confisca del denaro: ha annullato la sentenza impugnata soltanto nella parte che disponeva la confisca della somma e ha disposto il rinvio al Tribunale di Messina per un nuovo giudizio in ordine alla confisca. La motivazione della sentenza di merito è stata considerata insufficiente e contraddittoria: il giudice di merito si è limitato a ritenere il denaro "profitto del reato" in ragione delle "modeste condizioni economiche" dell'imputato, senza specificare il nesso tra il denaro e il reato di mera detenzione (per il quale la confisca è ammissibile solo se ricorrono i presupposti dell'art. 240-bis c.p., ai sensi dell'art. 85-bis del T.U.). Per il resto la condanna pattizia è rimasta sostanzialmente impregiata, salvo la rinnovazione della valutazione sulla confisca.
Norme richiamate
Norma sul procedimento di patteggiamento: utilizzata per giustificare l'applicazione della pena concordata; non esime il giudice dall'adeguata motivazione quando dispone misure accessorie come la confisca.
art. 73 T.U. stupefacenti (D.P.R. 309/1990)
Regola i reati relativi alle sostanze stupefacenti. La Corte ricorda che alcune disposizioni di confisca previste per la cessione (es. comma 7-bis) non sono direttamente applicabili al solo reato di detenzione senza cessione.
art. 73, comma 7-bis T.U. stupefacenti
Prevede confisca per profitti del reato nelle ipotesi di cessione; la Corte segnala che tale norma non giustifica automaticamente la confisca del denaro in caso di mera detenzione, in assenza del necessario nesso.
art. 80, comma 2 T.U. stupefacenti
Richiamato fra le norme relative al fatto di reato contestato (circostanze e sanzioni). Non è stato invece ritenuto idoneo, da solo, a sostenere la confisca del denaro senza ulteriore motivazione.
Norma generale sulla confisca obbligatoria o per equivalente per i reati patrimoniali: la Corte evidenzia che tale istituto non è applicabile automaticamente al denaro rinvenuto in relazione al reato di mera detenzione di stupefacenti, se non è dimostrato il legame con la cessione/profitto.
Prevede la confisca per sproporzione (l'ablazione di beni che appaiono sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati e alla situazione economica). La Corte afferma che per la confisca in caso di detenzione deve essere valorizzata questa norma (tramite l'art. 85-bis) e occorre una motivazione specifica sulla sproporzione; non sono sufficienti affermazioni generiche sulle "modeste condizioni economiche".
art. 85-bis D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Rinvio operativo all'art. 240-bis c.p. per i reati di stupefacenti: la Corte chiarisce che la confisca del denaro nella ipotesi di mera detenzione può trovare base normativa solo attraverso questo rinvio e quindi richiede i relativi presupposti (e motivazione specifica).
Richiamato fra le norme indicate dal ricorrente (violazione di legge), segnalando questioni di legittimità formale/di motivazione; nella decisione la Corte non approfondisce un'interpretazione autonoma ma include il vizio di motivazione come fondamento dell'annullamento parziale.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Richiama il limite alla motivazione necessario nei giudizi di cassazione circa l'esposizione dei motivi: la decisione osserva che il ricorso è stato illustrato nei limiti necessari per la motivazione in Cassazione.
Massime di principio
- In caso di mera detenzione di sostanze stupefacenti la confisca del denaro rinvenuto non è automatica: è necessario dimostrare il nesso tra le somme e l'attività di spaccio o, in alternativa, applicare l'istituto della confisca per sproporzione (art. 240-bis c.p. tramite art. 85-bis DPR 309/1990) con motivazione puntuale.
- Il giudice che dispone la confisca deve fornire una motivazione concreta e specifica che spieghi perché il denaro costituisce profitto del reato o è sproporzionato rispetto ai redditi e alla condizione economica dell'imputato; valutazioni generiche sulle "modeste condizioni economiche" non sono sufficienti.
- Le deduzioni e le prove documentali offerte dall'imputato circa la lecita provenienza delle somme (risparmi, vincite, risarcimenti, ecc.) devono essere esaminate e valutate nella motivazione: l'omissione di tale valutazione può comportare annullamento parziale con rinvio.
- Il patteggiamento (art. 444 c.p.p.) non esime il giudice dall'obbligo di motivare adeguatamente le misure accessorie come la confisca; dunque anche nelle sentenze di patteggiamento è necessario il rispetto delle regole di motivazione sostanziale.
- Se la motivazione della confisca risulta insufficiente o contraddittoria, la Corte di Cassazione può annullare la disposizione limitatamente a quella misura e rinviare al giudice di merito per un nuovo esame.
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