Cassazione Penale, Sentenza n. 13297/2026 del 10/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso il rigetto da parte della Corte territoriale della richiesta di sostituzione della pena detentiva con la pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità. Si contestava la violazione degli artt. 545-bis e 546 c.p.p. perché il diniego sarebbe stato motivato con l'inidoneità della pena sostitutiva a soddisfare esigenze special-preventive e rieducative senza che fosse fissata un'udienza per l'acquisizione delle informazioni dell'UEPE e degli organi di polizia e senza che fosse valorizzata la rilevanza dei precedenti penali dell'imputato.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato manifestamente infondato e inammissibile. La Corte ha ritenuto che il giudice che decide sulla sostituzione della pena, se ritiene di poter decidere immediatamente con gli elementi già acquisiti, non è obbligato a fissare una nuova udienza per acquisire informazioni dall'UEPE o dalla polizia giudiziaria. Tale valutazione rientra nella discrezionalità del giudice e, se adeguatamente motivata, non è sindacabile in sede di legittimità. Inoltre il Collegio ha rilevato la genericità del motivo, in quanto la difesa non ha indicato le condizioni attuali del ricorrente che avrebbero giustificato la sostituzione della pena. Per questi motivi il ricorso è stato rigettato; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Disciplina la possibilità per il giudice di disporre accertamenti e acquisire informazioni dall'UEPE o dalla polizia giudiziaria prima di decidere sull'applicazione della pena sostitutiva; la Corte interpreta che non impone sempre la fissazione di una nuova udienza se il giudice può decidere immediatamente con le informazioni già disponibili
Norma richiamata in relazione alle procedure per l'applicazione delle pene sostitutive; la Corte ritiene che l'inosservanza non sia integrata quando il giudice decide motivatamente senza ulteriori acquisizioni
art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.
Fondamento formale del motivo di ricorso (violazione di legge); la Corte valuta che il motivo sia generico e non fondato
Parametri per la determinazione della pena che il giudice deve valutare in sede di applicazione di pene sostitutive; la Corte sottolinea la natura discrezionale di tale valutazione
Richiamato come disciplina delle pene alternative cui il giudice può ricorrere, la Corte evidenzia che l'accesso è valutato in una procedura bifasica e discrezionale
Norma che impone al ricorrente di sostenere le spese del procedimento cassazionale in caso di inammissibilità; applicata per condannare il ricorrente alle spese
art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990
Citata nel fatto per la riqualificazione di alcuni reati come fatti di lieve entità; non decisiva ai fini del motivo di cassazione contro il rigetto della pena sostitutiva
Giurisprudenza di legittimità (Sez. 6, n. 43263 del 13/09/2023, Lo Monaco)
Richiamata per affermare che la fissazione sistematica di una nuova udienza per acquisire informazioni ai sensi dell'art. 545-bis sarebbe contraria al principio di ragionevole durata del processo; la valutazione è rimessa alla discrezionalità del giudice
Massime di principio
- La decisione di fissare un'ulteriore udienza per acquisire informazioni dall'UEPE o dalla polizia prima di applicare una pena sostitutiva è rimessa alla discrezionalità del giudice: non è obbligatoria se il giudice ritiene di poter decidere con gli elementi già in atti
- La valutazione della meritevolezza del beneficio e della prognosi di adempimento delle prescrizioni è un apprezzamento tecnico-discrezionale fondato sui parametri dell'art. 133 c.p.; se adeguatamente motivata, non è sindacabile in sede di legittimità
- Per impugnare con successo il diniego di una pena sostitutiva occorre dedurre violazioni procedurali concrete e non generiche; la mera affermazione dell'omesso accertamento non basta se il giudice ha dato motivazione
- La difesa, quando richiede la sostituzione della pena, deve documentare le condizioni personali, familiari, sociali ed economiche attuali dell'imputato (anche attraverso istanze all'UEPE) per rendere il motivo di ricorso concreto e valutabile
- I precedenti penali dell'imputato devono essere considerati dal giudice nella valutazione, ma la loro incidenza è soggetta a ponderazione e può legittimamente portare al diniego del beneficio se adeguatamente motivato
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