Cassazione Penale, Sentenza n. 32466/2023 del 26/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che aveva revocato l'ordine di demolizione di un manufatto ritenendo: (1) violato l'art. 31 del d.P.R. n. 380/2001 perché, dopo il decorso dei 90 giorni dall'ingiunzione a demolire, l'immobile sarebbe stato acquisito automaticamente al patrimonio comunale e quindi il successivo permesso di costruire in sanatoria sarebbe stato illegittimo; (2) violato l'art. 666 c.p.p. perché l'incidente di esecuzione sarebbe stato proposto da soggetto non legittimato, dato che il privato non era più titolare della proprietà dopo l'acquisizione comunale.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto che, ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001, l'acquisizione al patrimonio comunale dell'opera abusiva e dell'area si verifica automaticamente dopo 90 giorni dall'ingiunzione di demolizione in caso di inottemperanza, indipendentemente dalla notifica del verbale di accertamento o dalla trascrizione, e che quindi il permesso in sanatoria rilasciato successivamente a favore del privato è illegittimo. Ha precisato altresì che il rilascio della sanatoria da parte dell'ufficio tecnico comunale non equivale a rinuncia del Comune al diritto di proprietà, che spetta a organi comunali diversi e di grado superiore. Sul secondo motivo ha rilevato che, per effetto dell'acquisizione comunale, il Sorgente non era più proprietario e dunque privo di interesse/legittimazione a proporre l'incidente di esecuzione; la domanda avrebbe dovuto essere dichiarata inammissibile. Conseguentemente è stata annullata senza rinvio l'ordinanza impugnata.
Norme richiamate
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 31
"3. Se il responsabile dell'abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall'ingiunzione, il bene e l'area di sedime... sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune." "4. L'accertamento dell'inottemperanza... costituisce titolo per l'immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari."
L'acquisizione al patrimonio comunale avviene automaticamente con il decorso del termine dei 90 giorni per l'ottemperanza; l'accertamento e la trascrizione hanno funzione certificativa e rendono opponibile ai terzi, ma non sono condizioni soggettive propedeutiche al trasferimento della proprietà.
La legittimazione ad introdurre l'incidente di esecuzione è legata all'interesse attuale del proponente; chi ha perduto la proprietà per effetto dell'acquisizione comunale è privo di interesse e quindi della legittimazione a chiedere la revoca dell'ordine di demolizione.
art. 36 d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (concessione/permesso in sanatoria)
Il rilascio di una sanatoria da parte dell'ufficio tecnico comunale non comporta, di per sé, la rinuncia del Comune al diritto di proprietà sull'opera già acquisita; la rinuncia o la scelta di mantenere l'opera appartiene ad organi comunali diversi (es. consiglio comunale).
La trascrizione ha la funzione di rendere opponibile ai terzi il trasferimento della proprietà; tuttavia l'effetto acquisitivo del Comune non dipende dalla trascrizione.
Massime di principio
- Dopo il decorso dei 90 giorni dall'ingiunzione a demolire senza ottemperanza, l'opera abusiva e l'area pertinente si acquisiscono automaticamente al patrimonio comunale; questo trasferimento si verifica indipendentemente dalla notifica del verbale di accertamento o dalla trascrizione.
- Un permesso di costruire in sanatoria rilasciato a favore del privato dopo l'acquisizione comunale è illegittimo, poiché il privato non è più titolare del bene.
- La notifica del verbale di accertamento e la trascrizione servono a certificare e rendere opponibile il trasferimento, ma non sono condizioni necessarie per la formazione dell'effetto acquisitivo previsto dall'art. 31 DPR 380/2001.
- Chi ha perso la proprietà per acquisizione comunale è privo di interesse a proporre incidenti di esecuzione volti a ottenere la revoca dell'ordine di demolizione; tali atti dovrebbero essere dichiarati inammissibili per carenza di legittimazione.
- Il rilascio della sanatoria da parte dell'ufficio tecnico non può essere interpretato come rinuncia del Comune al diritto di proprietà: la decisione di mantenere o demolire l'opera compete ad organi comunali diversi e di grado superiore (es. consiglio comunale).
- In pratica, per difendersi in situazioni analoghe, occorre verificare tempestivamente lo stato dell'acquisizione comunale (trascrizioni, delibere) e, se l'opera è già acquisita, valutare che le azioni dirette a far valere la proprietà privata saranno probabilmente inammissibili salvo che si proponga la spontanea esecuzione della demolizione quando consentito.
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