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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47698/2022 del 16/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Marsala impugna la sentenza di condanna per il reato di cui agli artt. 110 cod. pen. e 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (traffico di cocaina, circa 35 g). Due motivi principali: 1) violazione dell'art. 73 DPR 309/1990 e difetto di adeguata valutazione probatoria perché la condanna si sarebbe basata esclusivamente su conversazioni intercettate che, secondo la difesa, si prestano a una lettura alternativa (dinamiche familiari, intervento post factum), con mancanza di autonoma ponderazione delle prove; 2) inosservanza della legge penale per avere rifiutato le circostanze attenuanti generiche e per avere mantenuto la recidiva, senza adeguata motivazione, nonché mancata dichiarazione di equivalenza tra attenuanti generiche e recidiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi proposti siano diversi da quelli consentiti e, comunque, manifestamente infondati. Sulla questione delle intercettazioni, la Cassazione ha osservato che l'interpretazione del linguaggio intercettato è questione di fatto riservata al giudice di merito e sottratta al sindacato di legittimità quando la motivazione sia logica; la Corte d'appello ha adeguatamente motivato la consapevolezza dell'imputato circa la destinazione e l'uso della sostanza (conversazioni la notte dell'arresto e successivi contatti per spartirne il valore). Quanto alle attenuanti generiche e alla recidiva, la Corte ha ritenuto congrua la motivazione del diniego delle attenuanti sulla base delle modalità dell'azione (quantitativo, commissione del reato durante arresti domiciliari) e della personalità del condannato (precedenti); ha inoltre motivato la sussistenza della recidiva. Perciò il ricorso è inammissibile, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • codice penale

    contestazione di concorso nel reato: richiamata per imputare la partecipazione di Marsala nell'organizzazione del trasporto e consegna di sostanza stupefacente

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    art. 73, primo e quinto comma

    norma sostanziale sulle fattispecie di illecita attività in materia di stupefacenti; il giudice di merito ha riqualificato il reato alla fattispecie prevista dal quinto comma e l'ha applicata per la condanna

  • codice di procedura penale

    norma invocata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento di cassazione

Massime di principio

  • L'interpretazione di conversazioni intercettate è tipicamente questione di fatto e spetta al giudice di merito; la Cassazione sindaca solo la congruità logica della motivazione, non la scelta tra letture alternative dei fatti.
  • Le censure basate su una diversa lettura delle prove (es. interpretazione alternativa di intercettazioni) rischiano di essere dichiarate inammissibili in Cassazione se non fondate su vizio di diritto o specifica illegittimità della motivazione.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche richiede motivazione, ma il giudice non è tenuto ad esaminare ogni singolo elemento proposto dall'imputato; è sufficiente indicare le ragioni ostative e le circostanze prevalenti che giustificano il rifiuto.
  • La sussistenza della recidiva va valutata in concreto considerando natura dei precedenti, omogeneità e distanza temporale; la mera enunciazione formale dei precedenti non è sempre sufficiente, ma la Corte ha ampio margine di apprezzamento se motiva i parametri rilevanti.
  • Per impugnazioni in Cassazione è strategico concentrare i motivi su profili di diritto specifici e ben circostanziati (vizi di motivazione in termini formali, violazioni di norme processuali, errori nella applicazione della legge penale), non su semplici alternative interpretative dei fatti.

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