Cassazione Penale, Sentenza n. 47509/2022 del 16/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Milano che aveva confermato la condanna per i reati di cui agli artt. 474, comma 2, e 648 c.p.: si contestava la detenzione per la vendita di fascette contraffatte per partecipare a concerti. Il ricorso per cassazione deduceva violazione di legge (art. 526 c.p.p.), sulla base del fatto che la difesa non avrebbe prestato il consenso all'acquisizione della consulenza di parte che attestava la registrazione del marchio "3-AX e Fedez" (presupposto della contraffazione) e inoltre che il difensore aveva aderito all'astensione dell'Unione delle Camere Penali il 4/2/2019, per cui il Tribunale non avrebbe potuto svolgere attività processuale in quella data.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la presunta violazione costituisse al più una nullità generale a regime intermedio soggetta al regime decadenziale degli artt. 178 e ss. c.p.p.; essendo la presunta lesione avvenuta alla presenza del difensore, la relativa eccezione doveva essere sollevata immediatamente o, comunque, all'udienza successiva tenuto conto dell'astensione. Non essendosi mosse tempestive eccezioni, la lesione è stata considerata sanata. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.). Sentenza emessa a Roma il 3 novembre 202
Norme richiamate
art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020
Ha consentito il procedimento con contraddittorio scritto; richiamata come disciplina procedurale sullo svolgimento del processo in Cassazione
Norma penale relativa alla fattispecie di contraffazione contestata (riferita agli elementi della condotta oggetto di giudizio)
Norma sul ricettazione o reati connessi; citata come titolo di reato confermato in appello
Richiamata dal ricorrente come presunta violazione di legge relativa all'acquisizione della consulenza di parte; la Corte ha ritenuto che la relativa nullità fosse di natura intermedia e soggetta a decadenza
Richiamati per il regime delle nullità: la Corte ha applicato la regola secondo cui la nullità di natura intermedia va eccepita tempestivamente, altrimenti si considera sanata
Norma che dispone l'obbligo di condanna alle spese e al versamento alla Cassa delle ammende in caso di ricorso dichiarato inammissibile; applicata per determinare la sanzione pecuniaria di euro 3.000,00
Massime di principio
- Le nullità di natura intermedia (cd. nullità generali a regime intermedio) devono essere eccepite immediatamente: se non vengono sollevate tempestivamente si considerano sanate e non costituiscono motivo idoneo a fondare il gravame in sede di legittimità
- Se una presunta violazione (es. acquisizione di una consulenza di parte senza consenso) si verifica alla presenza del difensore, la mancata eccezione immediata determina la perdita del vizio processuale
- L'adesione del difensore a uno sciopero/astensione deve essere tempestivamente portata all'attenzione del giudice quando si contesta la regolarità dell'udienza; l'assenza di una contestazione pronta rende inefficace tale eccezione successivamente
- In Cassazione l'inammissibilità del ricorso può comportare non solo il rigetto ma anche la condanna alle spese e l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.); occorre valutare bene la fondatezza del ricorso prima di proporlo
- Prassi difensiva consigliata: annotare sul verbale ogni dissenso o mancato consenso (in particolare su acquisizioni probatorie), sollevare eccezioni immediatamente e, se si aderisce ad astensioni, documentare formalmente tale adesione per preservare i rimedi processuali
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