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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13794/2026 del 16/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che lo aveva condannato per detenzione/cessione di sostanze stupefacenti di lieve entità, in continuazione con altri reati già definiti con sentenza irrevocabile. Deduceva violazione di legge e vizio di motivazione sulla dosimetria della pena, in particolare sugli aumenti per i reati satellite in continuazione: sosteneva che la precedente sentenza irrevocabile riguardava due fatti di cui all'art. 73, comma 1, d.P.R. 309/1990, unificati tra loro, e che il nuovo aumento di due mesi per il fatto giudicato nel presente processo era immotivato e sproporzionato, anche perché la precedente decisione aveva già determinato una pena finale elevata per il reato più grave e un ulteriore aumento per il reato satellite, che a suo dire era stato trattato in modo contraddittorio rispetto alla diversa gravità tra le fattispecie. Con memoria difensiva insisteva inoltre sulla sproporzione degli aumenti di pena per continuazione e sulla riduzione per il rito abbreviato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e quindi inammissibile. Ha richiamato il principio secondo cui l'obbligo di motivazione sulla pena è commisurato all'entità dell'aumento applicato: per aumenti contenuti, specie in relazione ai reati satellite, è sufficiente una motivazione sintetica, anche per relationem ai criteri dell'art. 133 c.p. o alla gravità dei fatti. Nel caso concreto ha ritenuto che la motivazione fosse implicita nel riferimento alla reiterazione dei reati a breve distanza temporale e che la pena complessiva fosse ampiamente inferiore al medio edittale, con ulteriore riduzione per la scelta del rito abbreviato. Conseguentemente ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso e ha posto a carico del ricorrente le spese processuali e la sanzione pecuniaria ex art. 616 c.p.p., non ravvisando assenza di colpa nella causa di inammissibilità.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La motivazione sulla pena deve essere tanto più analitica quanto più l'aumento o la pena irrogata si avvicinano ai limiti massimi; quando l'aumento per il reato satellite è contenuto, è sufficiente una motivazione sintetica.
  • Nel giudizio di determinazione della pena in continuazione, il giudice di merito conserva un ampio margine discrezionale, sindacabile in cassazione solo per manifesta illogicità o violazione di legge.
  • Il richiamo ai criteri di cui all'art. 133 c.p. può costituire motivazione adeguata, specie se la pena complessiva resta al di sotto del medio edittale e la scelta del rito comporta una riduzione della pena.
  • Ai fini della motivazione sugli aumenti per continuazione, è valorizzabile il riferimento alla reiterazione dei fatti a breve distanza temporale quale indice della personalità del reo e della maggiore gravità complessiva del comportamento.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile e non risulta assenza di colpa nella causa di inammissibilità, consegue la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria prevista dall'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniRiti alternativi
RamiReati tributariProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiContinuazioneOnere della prova

Testo integrale

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