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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30118/2021 del 26/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione fiscale)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento IRPEF per l'anno 2008 emesso nei confronti della contribuente. In appello la Commissione Tributaria Regionale aveva accolto il gravame incidentale della contribuente e rigettato quello principale dell'Agenzia, ritenendo che le somme versate su un conto corrente cointestato con la madre, poi utilizzate per l'acquisto di un immobile, derivassero da risparmi formati con le retribuzioni percepite dalla contribuente per lavoro prestato alle dipendenze del Ministero degli Esteri. L'Agenzia ricorre in cassazione deducendo violazione e falsa applicazione dell'art. 38, commi 4 e 6, del D.P.R. n. 600/1973, sostenendo che il giudice di merito abbia erroneamente escluso che la cointestazione del conto con la madre consentisse di presumere la riferibilità pro quota delle somme impiegate per l'acquisto immobiliare, senza che fosse stata provata la provenienza esclusivamente personale e non reddituale della provvista.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato l'unico motivo di ricorso. Ha affermato che, nel regime dell'accertamento sintetico applicabile ratione temporis, il giudice tributario non può privare di efficacia presuntiva gli indicatori di capacità contributiva previsti dalla fonte normativa, una volta accertata la loro esistenza, ma deve verificare solo se il contribuente abbia fornito prova contraria idonea circa la provenienza non reddituale delle somme. Nel caso concreto, la CTR aveva erroneamente considerato sufficiente la produzione degli estratti conto a dimostrare la disponibilità della provvista finale, senza verificare anche la formazione progressiva delle somme e la loro provenienza unilaterale, così trascurando la possibile presunzione di imputazione pro quota del saldo attivo in caso di conto cointestato. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla CTR del Lazio in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nell'accertamento sintetico del reddito fondato sugli indici di capacità contributiva previsti dalla legge o dai decreti attuativi, l'Ufficio deve provare l'esistenza dei fatti-indice tipizzati, mentre non gli è richiesto di ricostruire analiticamente la fonte del reddito che li ha finanziati.
  • Il giudice non può disapplicare il valore presuntivo attribuito ex lege agli elementi indicatori di capacità contributiva: può soltanto valutare la prova contraria offerta dal contribuente sulla provenienza non imponibile delle somme.
  • Per vincere la presunzione redditometrica non basta dimostrare l'esistenza di disponibilità finanziarie o la consistenza finale della provvista; occorre provare in modo oggettivo anche l'entità, la durata del possesso e il nesso tra tali somme e la specifica spesa contestata.
  • In presenza di un conto corrente cointestato, la mera cointestazione non esclude di per sé la presunzione di imputazione pro quota del saldo attivo, sicché chi intende superarla deve dimostrare la formazione progressiva e la provenienza esclusiva delle somme da una sola parte.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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