Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 13365/2025 del 20/05/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La vicenda nasce da un avviso di accertamento notificato a una società di persone per il recupero a tassazione di costi ritenuti non sufficientemente documentati, con contestuale imputazione ai soci dei redditi da partecipazione ai sensi dell’art. 5 TUIR. La società e i soci avevano impugnato gli atti, ma sia in primo grado sia in appello i ricorsi erano stati respinti. In cassazione i ricorrenti hanno articolato tre motivi: (1) hanno contestato la ritenuta sussistenza della doppia conforme, sostenendo che le rationes decidendi delle due sentenze di merito fossero diverse, perché il primo giudice avrebbe negato la deducibilità per difetto di prova su inerenza, esistenza ed effettività dei costi, mentre la CTR avrebbe fondato il rigetto sulla sola carenza formale delle fatture; (2) hanno dedotto nullità della sentenza per motivazione assente e omesso esame di documenti decisivi, assumendo che la CTR avesse erroneamente ritenuto non provata l’inerenza dei costi nonostante la documentazione prodotta a sostegno di spese per organizzazione di eventi; (3) hanno denunciato violazione dell’art. 109, comma 5, TUIR, sostenendo che la CTR avrebbe applicato un concetto di inerenza ancorato alla necessità di un costo strettamente correlato a un corrispondente ricavo, in contrasto con l’orientamento di legittimità che qualifica l’inerenza come riferibilità del costo all’attività d’impresa, senza richiedere utilità o congruità economica.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile perché la CTR aveva deciso in modo conforme al primo giudice, ritenendo non assolto l’onere probatorio sulla deducibilità dei costi per genericità della descrizione delle prestazioni in fattura, sicché la censura sulla doppia conforme era infondata. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile perché il dedotto travisamento della prova non ricorreva: la CTR non aveva falsamente percepito il contenuto oggettivo della prova, ma aveva valutato la sufficienza della documentazione, e comunque le deduzioni erano generiche e incompatibili con i limiti del giudizio di legittimità e con la doppia conforme. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile perché, pur prospettato come violazione di legge, mirava in realtà a ottenere una nuova valutazione dei fatti e del materiale istruttorio, operazione preclusa in cassazione; la Corte ha comunque richiamato il principio per cui, in tema di inerenza, il contribuente deve provare esistenza, natura e destinazione del costo all’attività imprenditoriale. Le spese sono state poste a carico dei ricorrenti, con ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 5 TUIR

    richiamato quale base per l’imputazione ai soci dei redditi da partecipazione della società

  • art. 109 TUIR

    la Corte richiama il principio di inerenza del costo all’attività d’impresa, inteso come riferibilità del costo all’esercizio dell’impresa e non come mera utilità o correlazione a un ricavo

  • art. 348-ter c.p.c.

    in caso di doppia conforme, il motivo ex art. 360, n. 5, c.p.c. è inammissibile se non vengono indicate e confrontate le diverse ragioni di fatto delle due decisioni di merito

  • art. 360 c.p.c.

    delimita i motivi di ricorso dedotti; la Corte ribadisce che non è consentita in cassazione una rivalutazione del fatto sotto le spoglie della violazione di legge

  • art. 115 c.p.c.

    il travisamento della prova è censurabile solo quando il giudice attribuisca alla prova un contenuto oggettivamente diverso da quello reale, non quando si contesti la valutazione del materiale istruttorio

  • art. 395 c.p.c.

    il travisamento del contenuto oggettivo della prova trova rimedio, nei presupposti previsti, nella revocazione per errore di fatto

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    indica il rito camerale seguito per la trattazione del ricorso

  • art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002

    viene dichiarata la sussistenza dei presupposti per l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato; comma 1-bis richiamato come parametro dell’importo

  • art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002

    richiamato per il riferimento all’importo del contributo unificato dovuto

Massime di principio

  • Nel caso di doppia conforme, il motivo di ricorso per cassazione ex art. 360, n. 5, c.p.c. è inammissibile se il ricorrente non confronta specificamente le ragioni di fatto poste a base delle due decisioni di merito e non dimostra che esse siano effettivamente diverse.
  • Il travisamento della prova è deducibile in cassazione solo quando il giudice di merito abbia percepito in modo oggettivamente errato il contenuto della prova, non quando si contesti la sua valutazione o la ricostruzione del fatto; in quest’ultimo caso il rimedio può essere la revocazione per errore di fatto, se ne ricorrono i presupposti.
  • In materia di deducibilità dei costi d’impresa, il contribuente deve provare l’esistenza del costo, la sua natura, i fatti giustificativi e la concreta destinazione all’attività imprenditoriale; la sola contabilizzazione o la mera produzione di fatture non è sufficiente.
  • Il giudizio di inerenza ha natura qualitativa: il costo deve essere riferibile all’esercizio dell’impresa, e non è necessario che sia direttamente produttivo di un ricavo specifico o che risulti economicamente congruo in termini quantitativi; tuttavia resta necessaria una documentazione idonea a supportarne ragione, importo e coerenza economica.
  • È inammissibile il ricorso per cassazione che, pur formalmente deducendo un vizio di legge, miri in realtà a ottenere una nuova valutazione del compendio istruttorio e dei fatti accertati dal giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioProveImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.