Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 20385/2023 del 14/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (appaltatore)

La controversia

La controversia nasce da un appalto pubblico per il restauro del castello di Castellammare del Golfo. L'impresa appaltatrice, dopo aver eseguito i lavori e dopo aver iscritto varie riserve, aveva chiesto il pagamento di importi ulteriori, tra cui quello relativo alla riserva n. 3 concernente la pavimentazione in 'bologninato' dei piazzali esterni. La Corte d'appello aveva accolto la domanda ritenendo che, nel corso dell'esecuzione, la direzione lavori avesse imposto una larghezza degli interfilari di cm 0,8, con conseguente mutamento sostanziale dell'opera e maggiore onerosità non compensata dal corrispettivo originariamente pattuito. L'Assessorato ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 1362 c.c. e 13 del c.g.a., sostenendo che la voce F6 del prezziario regionale 1991, richiamata nel contratto, prevedeva la pavimentazione in 'bologninato' con interfilari di larghezza non superiore a cm 8; pertanto, secondo il ricorrente, la prescrizione di interfilari di cm 0,8 rientrava nella pattuizione originaria, non integrava una variante sostanziale e non poteva giustificare un aumento del corrispettivo. Il ricorrente ha inoltre contestato il riferimento al prezziario del 1999, ritenuto inapplicabile ratione temporis.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la censura, formalmente proposta come violazione dei criteri legali di interpretazione contrattuale, in realtà mirasse a sovrapporre una diversa lettura della clausola del contratto a quella adottata dal giudice di merito, operazione non consentita in sede di legittimità quando l'interpretazione accolta sia plausibile e conforme ai canoni ermeneutici. La Corte ha valorizzato il criterio della buona fede nell'interpretazione del contratto, osservando che la Corte d'appello non aveva applicato retroattivamente il prezziario del 1999, ma aveva usato quel dato come conferma tecnica di un significato già desumibile in precedenza, cioè che una pavimentazione con interfilari di larghezza diversa da quella sostanzialmente necessaria avrebbe inciso sulla remuneratività dell'opera. Conseguentemente, il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato a rifondere le spese del giudizio di cassazione e a versare l'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    La violazione dei criteri legali di interpretazione del contratto può essere dedotta in cassazione solo nei limiti del controllo di legittimità, non per proporre una lettura alternativa del testo negoziale.

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    Il controllo è ammesso solo nei limiti dell'omesso esame di un fatto decisivo; non consente di censurare la mera preferenza data dal giudice a una diversa interpretazione plausibile della clausola.

  • art. 1362 c.c.

    La comune intenzione delle parti va ricercata tramite il senso letterale delle parole e, complessivamente, attraverso i criteri ermeneutici applicabili, non mediante una lettura isolata o meramente atomistica.

  • art. 1363 c.c.

    Il significato della clausola va desunto dal contesto negoziale complessivo, coordinando le singole espressioni con l'intero contratto.

  • art. 1366 c.c.

    L'interpretazione deve essere condotta secondo buona fede, evitando significati cavillosi o contrari alla ragione pratica del contratto e al ragionevole affidamento della controparte.

  • art. 1661 c.c.

    La Corte ha escluso che la fattispecie integrasse una variante ordinata dal committente, poiché l'aumento richiesto era stato ricondotto all'interpretazione della clausola contrattuale e non a una modifica dell'opera ex art. 1661 c.c.

  • art. 13 c.g.a.

    Norma richiamata dal ricorrente a sostegno dell'interpretazione del prezzo pattuito nell'appalto; la Corte non ne ha accolto la lettura proposta.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per l'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Parametro di commisurazione dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • L'interpretazione del contratto è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito e, in cassazione, può essere censurata solo per violazione dei criteri legali di ermeneutica o per omesso esame di un fatto decisivo; non è ammessa una mera contrapposizione tra interpretazioni alternative.
  • Quando di una clausola contrattuale siano possibili più interpretazioni plausibili, la scelta del giudice di merito non è sindacabile in cassazione se la soluzione adottata è coerente con i criteri ermeneutici e non presenta anomalie motivazionali rilevanti.
  • Il criterio della buona fede nell'interpretazione del contratto impone di privilegiare il significato della clausola che salvaguardi la ragione pratica dell'accordo e il ragionevole affidamento della controparte, evitando letture cavillose o formalistiche.
  • In tema di appalto, una richiesta della direzione lavori non integra necessariamente una variante ex art. 1661 c.c.; se la questione riguarda il significato originario della clausola e la remuneratività dell'opera, occorre risolverla sul piano dell'interpretazione del contratto.
  • L'uso di un documento o di un prezzo successivamente intervenuto può essere legittimamente valorizzato come conferma tecnica di un significato già desumibile dalla disciplina contrattuale originaria, senza che ciò implichi applicazione retroattiva della disciplina sopravvenuta.

Come è indicizzato

MaterieAppalto
RamiContratti
IstitutiBuona fede e correttezzaOnere della prova

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.