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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32185/2025 del 29/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la confisca di 1.200 euro disposta nella sentenza di patteggiamento: il ricorrente deduce che non è emersa alcuna prova che la somma costituisse il provento delle cessioni di droga contestate e quindi la confisca sarebbe illegittima per mancanza del nesso di pertinenzialità o di qualifica come profitto/price del reato

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il motivo limitatamente alla statuizione sulla confisca: ha annullato la sentenza nella parte relativa alla confisca del denaro e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al GIP del Tribunale di Lucca (in diversa persona). La decisione è motivata dalla carenza di specificazione sul rapporto tra la somma sequestrata e le cessioni contestate, con il rischio di una confisca indifferenziata di somme non dimostrate come provento del reato

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Limita i motivi di ricorso per cassazione contro la sentenza di patteggiamento a specifiche fattispecie (volontà dell'imputato, difetto di correlazione richiesta-sentenza, errata qualificazione giuridica, illegittimità della pena o misura di sicurezza); la Corte conferma che è ammissibile il ricorso per illegittimità della misura (qui: confisca)

  • DPR 309/1990 art. 73

    Disciplina i reati in materia di stupefacenti; comma 7-bis richiama l'art. 240 c.p. per la confisca del prodotto o profitto del reato; comma 5 stabilisce limiti alla confisca del denaro trovabile in possesso dell'imputato richiedendo un nesso di pertinenzialità con l'attività di spaccio

  • art. 240 cod. pen.

    Definisce la confisca delle cose che costituiscono il prodotto o il profitto del reato, intendendo per profitto il vantaggio economico conseguito direttamente o indirettamente o il prezzo del reato; richiede pertinenza tra cosa confiscata e reato

  • art. 85-bis DPR 309/1990

    Rimanda, per le misure patrimoniali in materia di stupefacenti, all'art. 240-bis c.p.; prevede la confisca nei confronti del condannato salvo nei casi di lieve entità quando il condannato non sia in grado di giustificare la provenienza del denaro

  • art. 240-bis cod. pen.

    Prevede la confisca anche per valore corrispondente alle utilità patrimoniali derivanti dal reato o comunque ingiustificate riconducibili all'attività delittuosa; collegamento richiamato dall'art. 85-bis DPR 309/1990

  • Giurisprudenza significativa (Sez.6, n. 55852 del 17/10/2017)

    Stabilisce che non sono confiscabili le somme che costituiscono il ricavato di precedenti cessioni destinate ad ulteriori acquisti della stessa sostanza, perché non qualificabili come prodotto, profitto, prezzo o strumento del reato senza specifico nesso di pertinenzialità

  • Sez. Un., sent. 3/7/1996 (Chabrui)

    Individua il concetto di profitto come lucro o vantaggio economico direttamente o indirettamente derivante dal reato, estendendo la nozione anche al 'prezzo' del reato

Massime di principio

  • La confisca di somme di denaro richiede la prova di un nesso di pertinenzialità o che le somme costituiscano prodotto/profitto/price del reato: la mera disponibilità di denaro non è sufficiente
  • Nel patteggiamento il ricorso per cassazione è ammesso, tra l'altro, per illegittimità della pena o di misure accessorie; quindi è possibile impugnare la confisca se manca il presupposto legale
  • Se il denaro deriva da precedenti cessioni destinate a nuovi acquisti (c.d. 'fondo cassa' per rifornimenti), la giurisprudenza tende a escluderne la immediata confiscabilità senza specifica prova che costituisca profitto o prezzo del reato oggetto del procedimento
  • In caso di confisca disposta senza adeguata motivazione sul nesso con il fatto contestato, la via corretta è l'annullamento parziale con rinvio per nuovo esame sulla confisca (tipicamente al GIP o all'organo competente)
  • Per difendersi in casi analoghi è fondamentale chiedere la specificazione e la quantificazione del nesso tra somme sequestrate e singole cessioni contestate, o fornire prova contraria sulla legittima provenienza
  • Nei casi di lieve entità la normativa prevede un regime meno gravoso: la confisca può essere esclusa se il condannato dimostra la lecita provenienza del denaro; viceversa, l'onere probatorio può incidere sull'esito

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