Cassazione Penale, Sentenza n. 43074/2022 del 14/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso, articolato in due motivi, censura la valutazione delle prove da parte della Corte d'appello: si contesta il travisamento circa visibilita', presenza di altri soggetti/veicoli (auto in senso opposto), scarsa avvistabilita' del pedone vestito di scuro, la velocita' del veicolo (circa 55 km/h) e la dinamica del sinistro. Si lamenta inoltre che la Corte non avrebbe adeguatamente considerato l'incertezza emersa dalla consulenza tecnica (distanza del pedone dalle strisce, velocita' e traiettoria) e non avrebbe valorizzato le informazioni fornite dall'unico testimone, Saturno Stefano, applicando erroneamente la regola di prudenza prevista dall'art. 141 C.d.S.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che il ricorrente prospetti una versione alternativa dei fatti e una rivalutazione delle prove gia' approfondita nei precedenti gradi. E' richiamato il principio secondo cui, nella fattispecie della 'doppia conforme', la Corte di legittimita' non puo' sovrapporre la propria valutazione ai giudici del merito salvo il caso previsto dall'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p., non ricorrente nel caso. La sentenza di merito e' stata ritenuta sorretta da motivazione congrua: il conducente non aveva osservato l'obbligo di attenzione (art. 191 C.d.S.), la velocita' non era adeguata in prossimita' dell'attraversamento e sussiste il nesso causale tra condotta e decesso della pedone. Conseguentemente e' stata confermata la condanna e il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma applicata per configurare il delitto di omicidio stradale colposo derivante dalla condotta del conducente; la condanna e' fondata sulla colpa per inosservanza delle norme del codice della strada
Richiamata come regola cautelare generale sulla probabilita' della presenza di pedoni; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione del principio che impone prudenza in prossimita' degli attraversamenti, anche se il pedone non fosse esattamente sulle strisce
Richiama l'obbligo di attenzione del conducente: dovere di ispezionare la strada, mantenere il controllo e prevedere situazioni di pericolo, inosservanza del quale e' stata ritenuta causa dell'investimento
art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.
art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.
Limita la possibilita' di dedurre travisamento della prova in Cassazione: tale censura e' proponibile solo se il presunto elemento travisato e' stato introdotto per la prima volta nella motivazione del giudice di secondo grado; condizione non verificata nel caso
Massime di principio
- Il giudizio di Cassazione non consente una rivalutazione libera degli elementi di fatto gia' ponderati dal giudice di merito: i motivi che prospettano ricostruzioni alternative dei fatti sono in genere inammissibili
- Nei casi di 'doppia conforme' (sentenze di primo e secondo grado coerenti), la Corte di legittimita' si riferisce all'insieme motivazionale consolidato e ammette la censura per travisamento solo se il ricorrente dimostra specificamente che un elemento probatorio e' stato introdotto ex novo nella motivazione di secondo grado
- Nella responsabilita' per incidenti stradali e' centrale il principio del dovere di attenzione e della moderazione della velocita' in prossimita' di attraversamenti pedonali: il mero dubbio tecnico del consulente non travolge la valutazione motivata del giudice di merito
- L'incertezza tecnica riportata in una consulenza non annulla automaticamente la decisione motivata del giudice: la difesa deve indicare profili di illegittimita' o lacune motivazionali specifiche e non limitarsi a proporre versioni alternative
- Per impugnare con successo in Cassazione questioni probatorie occorre inquadrare il rilievo entro profili di diritto (es. vizio di motivazione palese, omissione di valutazione di prova decisiva introdotta in secondo grado, o violazione di norme di diritto) e non come semplice richiesta di riconsiderazione dei fatti
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