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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14644/2024 del 09/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame di Salerno che aveva confermato il sequestro preventivo su un'area e relative opere realizzate con permesso di costruire in deroga (permesso n. 15 del 28/03/2022). I motivi di ricorso deducevano: (1) errata interpretazione dell'art. 14 del Testo Unico dell'Edilizia, sostenendo che anche un intervento di edilizia privata (residenziale e commerciale) poteva essere considerato di interesse pubblico e quindi assentito in deroga, richiamando la delibera comunale di pubblico interesse e circolari/giurisprudenza amministrativa; (2) errore nel non considerare l'opera sequestrata come parte inscindibile del project financing e della dichiarazione di pubblico interesse ai sensi dell'art. 183 d.lgs. 50/2016, con conseguente vizio nella valutazione della deroga e della legittimità del titolo edilizio.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto i motivi infondati: ha confermato che il permesso di costruire in deroga ex art. 14 DPR 380/2001 è uno strumento eccezionale e discrezionale, limitato ai soli ambiti indicati dalla norma (limiti di densità, altezza, distanza e, con i limiti dell'art. 14 comma 3, le destinazioni d'uso) e richiede una puntuale e specifica motivazione dell'interesse pubblico in relazione all'opera concreta. L'inclusione dell'opera in un più ampio progetto di project financing o la mera dichiarazione di interesse pubblico dell'intervento complessivo non valgono automaticamente a conferire alla singola opera privata la natura che giustifica la deroga, se il provvedimento amministrativo non esprime in modo concreto e aderente il pubblico interesse per quell'opera. La Corte ha inoltre evidenziato l'eventuale inesistenza di autorizzazione paesaggistica come ulteriore elemento ostativo. La qualificazione di 'macroscopica illegittimità' del permesso di costruire in deroga è ritenuta indicativa della possibile sussistenza dell'elemento soggettivo del reato e giustifica il mantenimento del sequestro preventivo.

Norme richiamate

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo Unico Edilizia), art. 14

    art. 14; comma 1 bis; comma 3

    La deroga prevista dall'art. 14 è uno strumento eccezionale e discrezionale limitato ai soli ambiti indicati (limiti di densità edilizia, altezza, distanza tra fabbricati e, nei limiti previsti, destinazioni d'uso). L'applicabilità richiede una concreta e specifica valutazione dell'interesse pubblico da parte dell'amministrazione; la mera inclusione in un progetto più ampio non è sufficiente ad attribuire automaticamente la deroga all'opera privata.

  • Codice Penale

    art. 323 c.p.; art. 110 c.p.

    Gli illeciti ipotizzati (concorso nei reati e abuso d'ufficio) sono astrattamente sussumibili; la macroscopica illegittimità del titolo edilizio è un indice significativo dell'elemento soggettivo richiesto per il reato.

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo Unico Edilizia), art. 44

    L'esecuzione di lavori senza titolo o in difformità può integrare il reato previsto dall'art. 44; la legittimità originaria del permesso di costruire è elemento rilevante per l'accertamento penale.

  • D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 (Codice degli Appalti), art. 183

    art. 183, comma 15 richiamato

    La dichiarazione di pubblico interesse nel project financing appartiene all'esercizio discrezionale dell'amministrazione nella fase preliminare; tuttavia la valutazione di pubblico interesse ai fini della deroga edilizia va resa puntuale e riferita all'opera concreta.

  • Decreto Ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444

    L'articolato tecnico-normativo (norme igienico-sanitarie e di sicurezza) va rispettato anche in caso di deroga e necessita di accertamenti tecnici che in sede cautelare possono non essere compiuti senza perizia.

  • D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

    La presenza di vincoli paesaggistici richiede l'ottenimento dell'autorizzazione paesaggistica; la mancata acquisizione di tale autorizzazione è un ulteriore profilo ostativo alla legittimità del titolo in deroga.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato

    cfr. Sez. 3, Sent. n. 37475/2019; Cons. St. sez. IV, sent. n. 2761/2015; Sez. 3, n. 16591/2011

    La giurisprudenza richiede una lettura restrittiva e motivata dell'art.14; l'interesse pubblico non può essere inteso in modo generico e la deroga deve essere adeguatamente motivata dall'amministrazione; la macroscopica illegittimità del permesso è indice rilevante per il giudizio penale.

Massime di principio

  • Il permesso di costruire in deroga ex art. 14 DPR 380/2001 è eccezionale e va interpretato restrittivamente: l'amministrazione deve motivare puntualmente l'interesse pubblico relativo all'opera specifica.
  • L'inclusione di un'opera privata in un più ampio project financing o la dichiarazione di pubblico interesse dell'intervento complessivo non trasferiscono automaticamente la natura pubblica all'opera privata; serve una motivazione amministrativa specifica per la singola opera.
  • La deroga può incidere solo sugli aspetti espressamente consentiti dall'art. 14 (densità, altezza, distanza e, nei limiti previsti, destinazioni d'uso); per altre modifiche urbanistiche è necessaria la procedura di variante.
  • La mancanza di autorizzazioni obbligatorie (es. autorizzazione paesaggistica ex d.lgs. 42/2004) o la macroscopica illegittimità del titolo sono elementi che ostano alla legittimità del permesso e possono giustificare misure cautelari preventive.
  • In sede cautelare non sono normalmente eseguibili accertamenti tecnici peritali complessi; elementi tecnici richiesti dalle norme (DM 1444/1968) possono comunque rappresentare ostacoli alla legittimità del titolo se non verificati favorevolmente.
  • L'esercizio della discrezionalità amministrativa in materia urbanistica è ampio ma sindacabile nei limiti della manifesta illogicità o dell'evidente travisamento dei fatti; la giustificazione dell'interesse pubblico deve risultare chiara e congrua.

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