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Cassazione Civile, Ordinanza n. 03590/2024 del 08/02/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (professionista)

La controversia

La professionista aveva proposto ricorso ex art. 702-bis c.p.c. chiedendo il pagamento di compensi per attività difensiva svolta in favore del resistente in un giudizio risarcitorio definito con sentenza del Tribunale di Roma del 2002 e in successive procedure esecutive/espropriative. Il tribunale di merito aveva rigettato la domanda: per una parte aveva accolto l'eccezione di prescrizione presuntiva dei crediti professionali; per altra parte aveva ritenuto che la liquidazione giudiziale con distrazione in favore dell'avvocata antistataria avesse natura satisfattiva. La ricorrente per cassazione ha dedotto tre censure: 1) violazione delle norme sulla prescrizione presuntiva e sul riparto valutativo, sostenendo che l'eccezione era incompatibile con la contestazione, da parte del debitore, dell'an debeatur e del quantum e persino della propria legittimazione passiva; 2) violazione dell'art. 2957 c.c. e omessa considerazione che, per il secondo giudizio, il termine di prescrizione decorre dalla decisione definitiva della lite, coincidente con il provvedimento conclusivo anche dell'appello, non dalla sola sentenza di primo grado; 3) omessa pronuncia sulla domanda relativa ai compensi per tre procedure espropriative, che il tribunale aveva solo menzionato senza esaminarla. Il resistente ha proposto ricorso incidentale condizionato, sostenendo che la domanda fosse comunque infondata perché gli onorari erano stati pagati dalla compagnia assicurativa e la professionista si era dichiarata antistataria in ogni processo.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso principale della professionista, ritenendo fondati tutti e tre i motivi: ha escluso la corretta applicazione della prescrizione presuntiva perché il resistente aveva contestato sia l'esistenza del rapporto sia l'ammontare del credito; ha affermato che il termine di prescrizione decennale per i compensi dell'avvocato decorre dalla decisione definitiva della lite e non dalla sentenza di primo grado; ha rilevato l'omessa pronuncia sulla domanda relativa alle attività svolte nelle procedure espropriative. Ha invece rigettato il ricorso incidentale condizionato, osservando che la domanda della ricorrente riguardava la differenza tra quanto dovuto e quanto già liquidato in suo favore a titolo di spese di antistataria, sicché il preteso pagamento integrale non escludeva la residua debenza. L'ordinanza impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale di Velletri in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 702-bis c.p.c.

    norma processuale utilizzata per introdurre il procedimento sommario di cognizione con cui è stata proposta la domanda di pagamento dei compensi professionali

  • art. 112 c.p.c.

    richiamato in relazione al vizio di omessa pronuncia sulla domanda relativa ai compensi per le procedure espropriative

  • art. 115 c.p.c.

    richiamato come norma sulla valutazione delle risultanze processuali nel dedurre i vizi della decisione

  • art. 116 c.p.c.

    richiamato in relazione alla dedotta erronea valutazione delle prove e degli atti

  • art. 2697 c.c.

    invocato per il riparto dell'onere della prova nella domanda di compensi professionali

  • art. 2956 c.c.

    richiamato sulla prescrizione presuntiva dei crediti professionali

  • art. 2957 c.c.

    interpretato nel senso che, per le competenze dovute agli avvocati e patrocinatori legali, il termine decorre dalla decisione della lite, ossia dal provvedimento decisorio definitivo

  • art. 360, n. 5 c.p.c.

    utilizzato come vizio denunciato per omessa considerazione di fatti decisivi

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    richiamato per il raddoppio del contributo unificato a carico della parte soccombente sul ricorso incidentale

Massime di principio

  • La prescrizione presuntiva del credito professionale è incompatibile con qualunque comportamento del debitore che importi, anche solo implicitamente, l'ammissione che l'obbligazione non sia stata estinta; tale incompatibilità sussiste non solo quando si contesti l'esistenza del credito, ma anche quando si contesti il quantum della pretesa o la propria legittimazione passiva.
  • Per i compensi dovuti agli avvocati e ai patrocinatori legali, il termine di prescrizione decorre dalla decisione della lite, da intendersi come provvedimento decisorio definitivo, e non dalla sola sentenza di primo grado se la controversia prosegue in appello.
  • Il giudice di merito deve pronunciarsi su tutte le domande ritualmente proposte; l'omessa considerazione di una richiesta di compensi per ulteriori attività processuali integra vizio denunciabile in cassazione.
  • Quando il creditore-professionista domanda il saldo della differenza tra quanto dovuto e quanto già liquidato a titolo di spese distratte, il pagamento di somme risultanti dalle notule o da liquidazioni parziali non esclude automaticamente la residua debenza

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese di lite
RamiProcesso civileContratti
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiPrescrizioneOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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