Cassazione Penale, Sentenza n. 12694/2022 del 05/04/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente ha impugnato la sentenza d'appello con quattro motivi principali: (1) vizio di qualificazione del furto come consumato anziché tentato, con richiamo alla giurisprudenza delle Sezioni Unite secondo cui il monitoraggio della vigilanza impedisce la consumazione; (2) censura della riqualificazione della detenzione dell'arma da illecito minore a detenzione clandestina e della sussistenza della ricettazione in relazione all'arma e alla cancellazione della matricola; (3) doglianza sulla sussistenza del reato di truffa aggravata per l'apertura di un conto corrente con generalità false, contestando l'assenza di un danno concreto alla banca; (4) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche nonostante l'incensuratezza, il percorso di disintossicazione e la buona condotta postfatto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso: ha ritenuto corretta la censura relativa alla qualificazione del furto, riqualificando il delitto come tentativo di furto aggravato (applicando i principi delle Sezioni Unite sul monitoraggio della vigilanza) e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio relativo a quel capo, rinviando per nuovo giudizio sulla pena ad altra sezione della Corte d'Appello di Roma. Per il resto i motivi sono stati rigettati o dichiarati inammissibili: la riqualificazione e la condanna per i reati connessi all'arma sono state ritenute corrette (anche alla luce dell'obbligo di verificare la matricola), la condanna per truffa aggravata per l'apertura di conto con generalità false è stata confermata e il diniego delle circostanze attenuanti generiche è stato ritenuto adeguatamente motivato.
Norme richiamate
art. 625 cod. pen., nn. 2 e 7
Riguarda il reato di furto e le aggravanti contestate; la Corte ha ritenuto che, per il caso in esame, la consumazione del furto non fosse avvenuta a causa del monitoraggio della vigilanza, comportando la riqualificazione in tentativo.
Richiamato in riferimento alla disciplina del tentativo; la Corte ha applicato il principio che l'azione interrotta dal controllo della vigilanza resta tentativo.
legge 18 aprile 1975, n. 110, art. 23, comma 3
art. 23, terzo comma, legge n. 110/1975
Norma sulla detenzione clandestina di arma; la Corte ha ritenuto corretta la riqualificazione dalla fattispecie meno grave a questa più grave quando l'arma aveva la matricola parzialmente abrasa.
legge 18 aprile 1975, n. 110, art. 11
art. 11 legge n. 110/1975
Stabilisce l'obbligo dei segni distintivi (matricola) sulle armi; la Corte ha interpretato che l'abrasione della matricola rende evidente la provenienza delittuosa e impone al detentore l'accertamento della regolarità, con responsabilità anche per il cessionario.
Richiamata come titolo originario di contestazione sulla detenzione d'arma; la Corte ha ritenuto corretta la riqualificazione verso la fattispecie più grave prevista dalla legge n. 110/1975.
Norma sulla ricettazione; la Corte ha confermato che il possesso di documenti provento di furto e di strumenti con segni di alterazione (es. arma con matricola abrasa) può integrare la ricettazione.
Criteri per la determinazione della pena e per le circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto che il giudice di merito abbia motivato adeguatamente il diniego delle attenuanti sulla base della pluralità e pericolosità delle condotte.
Massime di principio
- Il semplice superamento delle barriere antitaccheggio non è di per sé prova certa della consumazione del furto: se esiste un controllo di vigilanza effettivo e continuativo, l'azione può restare allo stadio del tentativo.
- La valutazione dell'aggravante per cose esposte alla pubblica fede dipende dalla concretezza, continuità ed efficacia del servizio di sorveglianza; la presenza di vigilanza saltuario o non specificamente efficace non esclude l'aggravante.
- In tema di armi, l'abrasione o cancellazione della matricola è indizio forte dell'illiceità della provenienza: il possessore dell'arma ha l'onere di verificare i segni distintivi e può rispondere di detenzione clandestina/ricettazione se non fornisce giustificazioni credibili.
- L'apertura di un conto corrente con generalità false può integrare truffa aggravata nei confronti dell'istituto bancario, poiché la falsa identità annulla le garanzie di affidabilità e costituisce profitto ingiusto con danno alla banca.
- Il diniego delle circostanze attenuanti generiche può essere legittimo se il giudice di merito motiva, anche implicitamente, la rilevanza di elementi quali la pluralità, la pericolosità e la lucidità nella pianificazione del reato; non è necessario elencare tutti i parametri dell'art. 133 cod. pen., basta indicare quelli ritenuti determinanti.
- In caso di impugnazione in Cassazione, quando il ricorso è accolto solo su alcuni profili (es. qualificazione del reato) la sentenza viene annullata limitatamente all'elemento impugnato e il giudice di merito viene rinviato ad altra sezione per la rinnovata determinazione del trattamento sanzionatorio.
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