Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12529/2022 del 05/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Crescente impugnava l'ordinanza che aveva respinto le istanze volte a sospendere o revocare ordini di demolizione relativi a immobili acquisiti al patrimonio comunale con delibere consiliari che ne avevano disposto la destinazione ad edilizia residenziale sociale ("social housing"). Il ricorso contestava: 1) la presunta perdurante vigenza della legge regionale Campania n.5/2013 nonostante la sentenza della Corte costituzionale n.140/2018 relativa alla legge regionale n.19/2017; 2) la validità e la motivazione delle delibere comunali (n.13, 14, 15/2018), che sarebbero state adeguate per disporre l'acquisizione conservativa e impedire le demolizioni; 3) la conformità degli immobili alla normativa antisismica e la corretta applicazione dell'art.31, comma 5, del d.P.R. n.380/2001.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la demolizione è l'esito "normale" per le opere abusive e che le delibere comunali che intendono sottrarre un manufatto alla demolizione devono dimostrare, per ciascun immobile, un interesse pubblico prevalente, attuale e concreto, fondato su adeguata istruttoria tecnico-amministrativa. Le delibere del Comune di Capodrise sono state ritenute generiche, standardizzate ("in ciclostile"), carenti nella specificazione delle ragioni che giustificano la conservazione dei singoli immobili e con incertezze relative alla conformità antisismica (riferimenti a collaudi datati e condizioni sospensive rimesse all'acquirente). Inoltre la pronuncia della Corte costituzionale sulla legge regionale n.19/2017 ha reso dubbia la piena efficacia della disciplina regionale invocata. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato infondato e il ricorrente condannato alle spese, ai sensi dell'art.616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 31, comma 5

    L'art.31 (e in particolare il comma 5) configura la demolizione come l'esito ordinario per le opere abusive; la conservazione è possibile solo in via eccezionale se sussiste un interesse pubblico prevalente, attuale e specificamente motivato per ciascun immobile

  • Legge Regione Campania n. 5 del 2013, art. 1, comma 65

    Prevede la possibilità di destinare immobili acquisiti al patrimonio comunale ad edilizia residenziale sociale; la Corte osserva però che la vigenza/efficacia della disciplina regionale è resa dubbia alla luce della successiva pronuncia della Corte costituzionale sulla legge regionale n.19/2017

  • Legge Regione Campania n. 19 del 2017, art. 2, comma 2

    Quel comma è stato dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionale (sent. n.140/2018); la pronuncia ha effetti sul corretto bilanciamento tra disciplina regionale e principio statale che individua la demolizione come esito ordinario

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 140 del 2018

    Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di parte della disciplina regionale (legge n.19/2017), determinando dubbi sull'alterazione del principio statale che privilegia la demolizione e rendendo più cauta l'operatività delle norme regionali simili (es. legge n.5/2013)

  • Legge n. 241 del 1990, art. 3

    Richiede l'obbligo di motivazione degli atti amministrativi; la Corte ha ritenuto che, sebbene formalmente presente, la motivazione delle delibere fosse in sostanza apparente e standardizzata, insufficiente a giustificare la conservazione delle singole opere

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Norma che dice della condanna alle spese per il ricorrente in caso di rigetto; la Corte ha disposto l'onere delle spese a carico del ricorrente

Massime di principio

  • La demolizione resta l'esito ordinario per le opere edilizie abusive; la conservazione è eccezionale e richiede una delibera comunale specifica per ciascun immobile che dimostri un interesse pubblico prevalente, attuale e concreto
  • Le delibere comunali "standard" o redatte in modo uniforme per più immobili rischiano di essere valutate come motivazioni apparenti e quindi non ostative all'esecuzione degli ordini di demolizione
  • Il giudice dell'esecuzione può sindacare la fondatezza tecnico-amministrativa delle delibere comunali, richiedendo istruttorie e accertamenti che dimostrino la compatibilità (anche sotto il profilo antisismico) e la concretezza dei vantaggi pubblici
  • Non è sufficiente rinviare a futuri adempimenti (es. adeguamenti a cura dell'assegnatario) o a valutazioni generiche: le condizioni essenziali devono risultare previamente accertate e non rimesse a soggetti terzi
  • Se la normativa regionale invocata per giustificare la conservazione è oggetto di pronunce costituzionali o in contrasto con principi statali, l'affidamento a tali disposizioni è rischioso e può rendere le deliberazioni meno efficaci davanti al giudice penale

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.