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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12532/2022 del 05/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente, amministratore della società "Red Quality", era stato condannato con patteggiamento per aver detenuto 579 litri di gasolio ad uso agricolo in condizioni non conformi per l'accesso al trattamento agevolato, destinandoli all'impianto di riscaldamento di un alloggio assegnato a un dipendente. Il motivo del ricorso in Cassazione era unico: vizio nell'espressione della volontà ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., con la deduzione che il ricorrente non aveva mai richiesto o accettato il patteggiamento (né personalmente né tramite difensore), e che non era stata fissata udienza per verificare la volontarietà o il consenso; quindi la sentenza di patteggiamento sarebbe stata pronunciata senza il necessario consenso dell'imputato e senza le formalità previste dagli artt. 447 e 448 c.p.p.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: dall'esame degli atti risultava che il GIP aveva pronunciato la sentenza di patteggiamento senza che il ricorrente avesse richiesto l'applicazione della pena o aderito alla proposta del PM, e senza che fosse stato fissato termine od udienza per accertare consenso o dissenso. Non v'era traccia, negli atti, dell'"concorde richiesta delle parti" citata nel dispositivo della sentenza; la pronuncia era stata resa "de plano" e non in esito all'udienza camerale prevista. Per tale ragione la sentenza, che ratificava un negozio processuale inesistente per mancanza della volontà dell'imputato, è stata annullata senza rinvio. Gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Cuneo perché provveda sulla richiesta del PM in conformità a quanto previsto dall'art. 447, comma 3, c.p.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 504 del 1995

    art. 40, comma 1, lett. c)

    Norma sostanziale che riconduce l'illecito relativo alla detenzione di carburante agevolato usato in modo non consentito; utilizzata per qualificare il fatto per cui è stato concordato il patteggiamento

  • codice di procedura penale

    Permette il ricorso per cassazione con riferimento a vizi attinenti all'espressione della volontà del patteggiato; la Corte ha ritenuto ammissibile la deduzione sull'assenza del consenso

  • codice di procedura penale

    Regolano la procedura di definizione dell'accordo tra PM e imputato; la Corte ha rilevato che non è stata rispettata la procedura prevista (assenza di udienza o di termine per la manifestazione del consenso) e ha rimesso gli atti al giudice di merito perché provveda conformemente

Massime di principio

  • La mancanza di una chiara e documentata espressione di consenso dell'imputato al patteggiamento rende il negozio processuale inesistente e comporta l'annullamento della sentenza di patteggiamento.
  • Il giudice deve accertare e far risultare negli atti la volontarietà e l'effettivo consenso dell'imputato; la mera formula nel dispositivo che parla di "concorde richiesta delle parti" non è sufficiente senza riscontri negli atti processuali.
  • La procedura prevista dagli artt. 447 e 448 c.p.p. (verifica in udienza o fissazione di termine per il consenso/dissenso) è obbligatoria: la sua omissione comporta vizio insanabile della sentenza di patteggiamento.
  • In presenza di un patteggiamento contestato per assenza di consenso, la Corte di cassazione può annullare la sentenza anche senza rinviare, disponendo la trasmissione degli atti al giudice di merito perché provveda secondo le norme procedurali.
  • Per tutela dell'imputato, il difensore deve verificare che negli atti processuali sia formalmente registrata la manifestazione di volontà dell'assistito e l'eventuale udienza di verifica; in mancanza è possibile ottenere l'annullamento della sentenza di patteggiamento.

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