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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10329/2022 del 24/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: 1) vizio procedurale relativo alla validità della querela presentata in nome della società per assenza di indicazione della fonte dei poteri di rappresentanza del sig. Ruggiero Russo; il ricorrente sosteneva che la giurisprudenza che ritiene sufficiente l'indicazione della qualifica di amministratore si riferirebbe solo alle società di capitali diverse dalla s.r.l.; 2) errata qualificazione del fatto: avrebbe dovuto essere riconosciuta appropriazione indebita (art. 646 c.p.) e non furto, perché il Farano aveva la disponibilità dell'autocarro aziendale e del carburante; 3) vizio probatorio per aver dato rilevanza alla chiamata in correità e alla confessione stragiudiziale attribuite al Farano, senza riscontri esterni adeguati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e lo ha condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende. In particolare: il primo motivo è inammissibile perché introdotto per la prima volta in cassazione e, comunque, manifestamente infondato: la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione del principio secondo cui l'indicazione della qualità di amministratore è sufficiente anche per la s.r.l.; il secondo motivo è manifestamente infondato in corrispondenza della consolidata giurisprudenza che qualifica come furto il prelievo di carburante da parte del dipendente senza poteri dispositivi autonomi; il terzo motivo è manifestamente infondato perché la Corte di Appello ha valorizzato dichiarazioni rese da più testi che riferivano la telefonata/confessione, ritenendo non manifestamente illogica la valutazione della confessione stragiudiziale.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Norma sul reato di furto: applicata per qualificare il fatto commesso dal dipendente che preleva carburante dall'automezzo aziendale.

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato in connessione con la continuazione del reato (furto aggravato continuato).

  • art. 62 n. 11 cod. pen.

    Circostanza aggravante collegata alla recidiva o altre condizioni rilevanti ai fini della determinazione della pena (come richiamato nella sentenza di merito).

  • artt. 336 e 337 cod. proc. pen.

    Richiamati dal ricorrente in relazione alla presunta nullità/invalidità della querela per mancata indicazione della fonte dei poteri di rappresentanza; la Corte ha ritenuto la questione non prospettata in appello e quindi inammissibile se proposta per la prima volta in cassazione.

  • art. 606 comma 3 e art. 609 comma 2 cod. proc. pen.

    Principio di devoluzione della materia al giudice d'appello e limiti delle censure proponibili in cassazione: non sono ammissibili questioni non prospettate in appello salvo eccezioni di ordine pubblico o impossibilità di dedurle in appello.

  • art. 609 comma 1 cod. proc. pen.

    Limita la cognizione della Corte di Cassazione ai motivi di ricorso consentiti: ragione per cui censure non sottoposte al giudice di appello risultano inammissibili.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Regola sulle dichiarazioni testimoniali e sulla necessità di riscontri: la Corte ha ritenuto che le dichiarazioni di più testi riferite alla telefonata-confessione costituiscano riscontro sufficiente a valorizzare la confessione stragiudiziale.

  • art. 2384 cod. civ.

    Richiamato dalla giurisprudenza come fonte che legittima l'amministratore di società di capitali; la Corte ha ritenuto che l'indicazione della qualità di amministratore impliciti riferisca a tale norma anche per la s.r.l.

  • art. 646 cod. pen.

    Norma sull'appropriazione indebita: invocata dal ricorrente per la diversa qualificazione del fatto, ma la Corte ha ritenuto prevalente la qualificazione come furto atteso il ruolo del dipendente senza poteri dispositivi autonomi.

Massime di principio

  • Questioni procedurali o di rappresentanza societaria non sollevate in appello, se non attinenti a nullità di ordine pubblico, risultano inammissibili se introdotte per la prima volta in cassazione.
  • Per le società di capitali, inclusa la s.r.l., la semplice indicazione della qualità di "amministratore" nella querela è di norma sufficiente a comprovare la legittimazione a querelare, salvo specifiche contestazioni provate sulla carenza di poteri.
  • Il dipendente che sottrae beni aziendali affidatigli per lo svolgimento del servizio (es. carburante dall'automezzo) è, secondo la giurisprudenza consolidata, responsabile di furto e non di appropriazione indebita quando non possiede poteri dispositivi autonomi sui beni.
  • La confessione stragiudiziale può essere valutata e assorbente se vi sono riscontri esterni o testimonianze che ne attestano il contenuto; più dichiarazioni concordanti possono costituire tale riscontro.
  • La mancata ammissione del motivo in cassazione può comportare la condanna alle spese processuali e sanzioni economiche (es. versamento alla cassa delle ammende).

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