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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30296/2024 del 23/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ikoba aveva chiesto l'estinzione dei reati giudicati con patteggiamento (sentenza del 24/06/2015), ai sensi dell'art. 445 c.2 c.p.p. Il Tribunale di Piacenza respinse l'istanza sostenendo che, nei cinque anni successivi al passaggio in giudicato della sentenza presupposta, il ricorrente era stato condannato per un altro reato (art. 14, c.5‑quater, d.lgs. 286/1998, delitto commesso il 10/12/2018, condanna divenuta irrevocabile il 02/10/2019), perciò l'estinzione non poteva operare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che l'istanza di estinzione va dichiarata inammissibile o respinta se, entro il quinquennio decorrente dal passaggio in giudicato della sentenza che ha giudicato i reati presupposti, l'imputato commette un altro delitto; non rileva che il nuovo delitto sia di diversa indole rispetto a quello per cui si chiede l'estinzione, poiché il requisito della "stessa indole" si applica solo alle contravvenzioni. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 445, comma 2, cod. proc. pen.

    L'estinzione del reato oggetto di patteggiamento è impedita se, entro cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza presupposta, l'imputato commette un altro reato. Per i delitti non rileva la "stessa indole"; tale requisito vale solo per le contravvenzioni.

  • art. 444, cod. proc. pen.

    Disciplina del patteggiamento: la sentenza di patteggiamento costituisce il provvedimento presupposto rispetto al quale può essere valutata l'eventuale estinzione ex art. 445.

  • art. 14, comma 5‑quater, d.lgs. 25 giugno 1998, n. 286 (Testo Unico immigrazione)

    Norma sostanziale relativa al delitto per cui il ricorrente è stato successivamente condannato; la condanna per questo delitto rientra nella fattispecie che impedisce l'estinzione prevista dall'art. 445 c.2 c.p.p. se pronunciata nel quinquennio.

  • artt. 337, 582 e 585 cod. pen.

    Fattispecie dei reati oggetto della sentenza di patteggiamento per i quali si chiedeva l'estinzione; rilevanti ai fini del termine quinquennale decorrente dal passaggio in giudicato della sentenza che li ha giudicati.

Massime di principio

  • L'art. 445, comma 2, cod. proc. pen. impedisce l'estinzione derivante da patteggiamento se l'imputato commette un altro delitto entro cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza presupposta.
  • La nozione di "stessa indole" prevista dal comma 2 si applica soltanto alle contravvenzioni; per i delitti qualsiasi successiva condanna nel quinquennio preclude l'estinzione, anche se il nuovo reato è di natura diversa.
  • Il termine quinquennale si computa dal passaggio in giudicato della decisione che ha giudicato i reati presupposti; è cruciale accertare correttamente la data di irrevocabilità.
  • Una condanna intervenuta e divenuta irrevocabile prima della scadenza del quinquennio ha efficacia impeditiva dell'estinzione anche se riguarda reati collegati a normative amministrative o speciali (es. norme immigrazione).
  • Per ottenere l'estinzione dopo patteggiamento è quindi necessario non avere condanne per delitti nei cinque anni successivi; per le contravvenzioni invece va valutata la "stessa indole" del nuovo illecito.

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