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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22101/2022 del 07/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'Appello di Brescia lamentando: (1) mancata o insufficiente motivazione sulla sussistenza delle circostanze aggravanti previste dall'art. 625, co. 1, nn. 2) e 7) c.p.; (2) mancata motivazione circa il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche con giudizio di prevalenza rispetto alle aggravanti; (3) vizio di motivazione nell'affermazione di responsabilità per il reato di cui al capo n. 3) (art. 4, L. n. 110/1975, arma impropria); (4) violazione di legge nella dichiarazione della qualità di delinquente abituale (art. 102 c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto inammissibili il primo e il secondo motivo perché formulati in termini generici e rinviati all'appello senza esporre i contenuti specifici posti a fondamento del gravame; ha giudicato inammissibile il terzo motivo perché la corte territoriale ha correttamente applicato la nozione di "arma impropria" valutando la potenzialità offensiva dell'oggetto in relazione a caratteristiche strutturali e alle circostanze (uso per forzare la portiera e successivo brandeggio alla vista degli agenti); ha respinto il quarto motivo ritenendolo manifestamente infondato, poiché la corte d'appello aveva adeguatamente motivato la dichiarazione di delinquente abituale richiamando la sussistenza dei presupposti di cui all'art. 102 c.p. e fornendo una valutazione approfondita della pericolosità sociale attuale del soggetto (numerosi precedenti, carenza di lavoro e dimora stabile, assenza di resipiscenza). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Codice Penale, art. 624

    Norma relativa al furto; citata come capo d'imputazione originario (contestazione dei reati di furto connessi all'operato dell'imputato).

  • Codice Penale, art. 625, co. 1, nn. 2) e 7)

    Circostanze aggravanti del furto contestate: il ricorrente contestava la motivazione della corte d'appello sulla loro sussistenza; la Cassazione ha ritenuto inammissibile la censura per genericità.

  • Legge 18 aprile 1975, n. 110, art. 4

    Definizione di "arma impropria": la Corte ha richiamato il principio secondo cui conta la potenzialità offensiva dell'oggetto nelle circostanze di tempo e luogo, non la sua effettiva utilizzazione per offendere.

  • Codice Penale, art. 102

    Requisiti per la dichiarazione di delinquente abituale: la Corte ha ritenuto che la dichiarazione richieda sia i presupposti formali sia la dimostrazione della pericolosità sociale attuale, valutata criticamente; nel caso la motivazione della corte territoriale è stata ritenuta sufficiente.

  • Codice Penale, art. 133

    Criteri di valutazione per la comparazione tra circostanze aggravanti e attenuanti; la Cassazione ricorda che il giudizio comparativo rientra nella discrezionalità del giudice e censurabile in Cassazione solo se arbitraro o illogico.

  • Codice Penale, art. 203

    Richiamato come riferimento alla nozione di pericolosità sociale nel contesto della misura di sicurezza; la valutazione della pericolosità deve essere concreta e motivata.

  • Legge 10 ottobre 1986, n. 663, artt. 21 e 31

    Modifiche all'ordinamento penitenziario rilevanti per il regime delle misure di sicurezza: la giurisprudenza richiede collegamento tra dichiarazione di abitualità e concreta pericolosità sociale.

  • Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, co. 8

    Norma procedurale citata in relazione alla requisitoria scritta del Procuratore generale che ha chiesto la trattazione scritta del ricorso in Cassazione.

  • Codice di Procedura Penale, art. 616

    Norma che consente la condanna alle spese e il pagamento a favore della cassa delle ammende in caso di inammissibilità manifestamente infondata del ricorso; applicata dalla Corte nella misura di euro 3.000,00.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione deve esporre in modo preciso e documentato le ragioni di diritto e i fatti impugnati: censure generiche che rinviano agli atti d'appello senza specificarne il contenuto sono inammissibili.
  • Il giudizio comparativo tra circostanze aggravanti e attenuanti rientra nella discrezionalità del giudice di merito e in Cassazione può essere censurato soltanto se si riscontra arbitrio o manifesta illogicità; una enunciazione motivata della valutazione può essere sufficiente.
  • Ai fini della configurazione dell'"arma impropria" non è necessaria l'effettiva utilizzazione per offendere, ma la potenzialità offensiva dell'oggetto nelle concrete circostanze di tempo e luogo (caratteristiche strutturali e uso contestuale).
  • La dichiarazione di delinquente abituale richiede non solo i presupposti formali (art. 102 c.p.) ma anche una motivazione che dimostri la pericolosità sociale attuale e la probabilità di commissione di nuovi reati; il giudice deve esprimere un giudizio critico e non limitarsi a richiamare i precedenti.
  • La Cassazione sanziona l'uso di ricorsi manifestamente inammissibili o privi di fondamento con la condanna alle spese e con somme a favore della cassa delle ammende, incentivando la selezione di impugnazioni ragionate.

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