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Sentenza

Sentenza del 16/06/2021 n. 16954 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Controversia sull'assoggettamento a IVA delle prestazioni rese dagli esercenti presso cui sono installate apparecchiature da gioco ex art. 110 T.U.L.P.S., comma 6. L'Ufficio aveva contestato l'omessa regolarizzazione di fatture relative ai compensi corrisposti agli esercenti per servizi connessi all'attività di gioco (raccolta delle giocate o prestazioni accessorie ad essa). La questione centrale è se tali prestazioni siano esenti in quanto accessorie alla raccolta delle giocate (ambito di esenzione previsto per i giochi d'azzardo riservati/gestiti in concessione) oppure imponibili ai fini IVA come normali prestazioni di servizi.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo di ricorso dell'Agenzia, ritenendo che l'esenzione IVA si applica esclusivamente alle operazioni di raccolta delle giocate poste in essere nell'ambito della gestione riservata allo Stato e svolta tramite concessionari (e nei rapporti diretti tra concessionario e soggetti da questi incaricati). Le prestazioni rese dagli esercenti (messa a disposizione dei locali, vigilanza sul funzionamento delle macchine, informativa agli utenti ecc.) sono attività meramente materiali/ausiliarie, non identificabili con la raccolta delle giocate quando l'esercente non è incaricato direttamente dal concessionario di tale raccolta; pertanto tali prestazioni devono essere assoggettate a IVA con aliquota ordinaria. La sentenza impugnata è cassata e, decidendo nel merito, la Corte rigetta il ricorso originario della resistente (ossia nega l'esenzione invocata dalla società). Spese compensate.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 633/1972 art. 10, comma 1, n. 6

    formulazione ratione temporis

    stabilisce l'esenzione IVA per le operazioni relative all'esercizio di lotterie, giochi e alla raccolta delle giocate; interpretata restrittivamente: l'esenzione riguarda le operazioni di raccolta poste in essere nell'ambito della gestione riservata allo Stato tramite concessionari

  • L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 497

    ha esteso l'esenzione alla raccolta delle giocate con apparecchi ex art. 110 T.U.L.P.S., comma 6, riconoscendo esenzione nei rapporti tra concessionari e terzi incaricati della raccolta; implica che solo i soggetti incaricati dal concessionario possono beneficiare dell'esenzione

  • T.U.L.P.S. (R.D. n. 773/1931) art. 110, comma 6

    definisce gli apparecchi da intrattenimento che consentono vincite in denaro; la gestione di tali giochi è riservata allo Stato e svolta tramite rete in concessione, elemento centrale per delimitare il perimetro dell'esenzione IVA

  • Direttiva 77/388/CEE (sesta direttiva), art. 13, parte B, lett. f)

    prevede esenzione per scommesse e giochi d'azzardo salvo condizioni stabilite dagli Stati membri; l'esenzione va interpretata restrittivamente e lascia margine discrezionale agli Stati per modulare condizioni e limiti

  • Direttiva 2006/112/CE, art. 135

    riflette la disciplina europea sull'esenzione per giochi e scommesse; conferma la possibilità per gli Stati membri di definire condizioni e limiti dell'esenzione

  • D.P.R. n. 633/1972 art. 12

    dispositivo sulle prestazioni accessorie: l'agevolazione delle prestazioni accessorie presuppone che esse abbiano lo stesso destinatario della prestazione principale; nel caso in esame non ricorre tale requisito, quindi non si può estendere l'esenzione alle prestazioni rese a diverso beneficiario

  • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471 art. 6, comma 8

    richiamato nel ricorso ma non determinante per la reinterpretazione dell'ambito dell'esenzione; utilizzato nel contesto delle sanzioni per omissione di fatturazione

Massime di principio

  • L'esenzione IVA per giochi e raccolta delle giocate va interpretata restrittivamente: si applica solo alle operazioni di raccolta effettuate nell'ambito della gestione riservata allo Stato e delegate a concessionari o a soggetti da questi incaricati direttamente.
  • I soggetti che forniscono locali, personale o servizi accessori (esercenti) non incaricati direttamente dal concessionario e che non assumono il ruolo di raccoglitori in nome proprio non rientrano nell'ambito dell'esenzione e devono fatturare con IVA ordinaria.
  • Perché una prestazione accessoria erediti l'esenzione della prestazione principale è necessario che beneficiario e finalità coincidano con quelle dell'operazione principale; se la prestazione è destinata a un soggetto diverso non può considerarsi automaticamente esente.
  • La riserva statale della gestione e il sistema concessorio sono elementi decisivi: verificare sempre l'esistenza di un incarico diretto del concessionario al soggetto che materialmente raccoglie le giocate.
  • La disciplina europea lascia margine discrezionale agli Stati membri nella definizione dei limiti dell'esenzione per i giochi, ma l'interpretazione resta conservativa; la giurisprudenza UE distingue tra mera messa a disposizione di mezzi/servizi e attività di raccolta svolta in nome proprio.
  • In caso di omissione di fatturazione per prestazioni considerate imponibili, il rischio di sanzioni e recupero IVA è concreto; occorre documentare contrattualmente l'inquadramento dell'attività (incarico del concessionario, ruolo del gestore/esercente) per tutelare l'eventuale esenzione.

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