Cassazione Civile, Ordinanza n. 39028/2021 del 09/12/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (professionista)
La controversia
La controversia nasce da un procedimento monitorio promosso per il pagamento del compenso dovuto per una consulenza tecnica resa sulla causa della rottura di alcune bottiglie di spumante. La società committente ha proposto opposizione a decreto ingiuntivo eccependo l’incompetenza territoriale del Tribunale adito, sostenendo che fosse competente il foro del convenuto e che non potesse applicarsi il foro del luogo di adempimento perché il credito non sarebbe stato liquido ed esigibile; inoltre ha contestato la qualificazione del rapporto come contratto d’opera intellettuale, deducendo che si trattasse invece di appalto di servizi poiché la prestazione era stata affidata a una società commerciale. In subordine ha lamentato che il Tribunale avesse erroneamente ritenuto adempiuta la prestazione con diligenza, che avesse invertito l’onere della prova rispetto all’eccezione di inadempimento, che non avesse considerato contestazioni e documenti relativi al compenso e che avesse applicato in modo scorretto il criterio della soccombenza sulle spese, poiché l’opposizione era stata accolta solo in parte e il decreto ingiuntivo revocato per importo superiore al dovuto. Il Tribunale ha rigettato l’opposizione; l’appello è stato dichiarato inammissibile ex art. 348-bis c.p.c.; in cassazione sono stati proposti sette motivi.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il motivo sulla competenza territoriale, affermando che il credito era liquido ed esigibile perché il compenso giornaliero era stato pattuito in misura determinata e non contestata, mentre le contestazioni sull’effettivo adempimento attengono al merito. Ha respinto anche i motivi sulla qualificazione del rapporto e sull’asserito inadempimento, osservando che la prestazione era di natura intellettuale, rientrante nell’art. 2230 c.c., e che le prestazioni intellettuali restano obbligazioni di mezzi, anche se affidate a una società di capitali; la valutazione circa la diligenza del professionista e la quantificazione del compenso costituivano accertamenti di fatto non sindacabili in cassazione. Ha inoltre escluso la violazione dell’art. 2697 c.c. perché il giudice di merito aveva già accertato in concreto l’esecuzione diligente della prestazione. Infine ha ritenuto corretta la regolazione delle spese, perché la soccombenza va valutata in relazione all’esito finale della lite e il creditore opposto non può essere considerato soccombente se gli viene comunque riconosciuto, anche solo in parte minima, il proprio credito. La ricorrente è stata condannata alle spese di legittimità ed è stato disposto l’obbligo di versamento dell’ulteriore contributo unificato se dovuto.
Norme richiamate
Richiamato per l’individuazione del foro territoriale facoltativo; la Corte esclude la sua applicazione perché il credito era portabile e quindi rilevava il luogo di adempimento.
Usato come norma sul luogo di adempimento delle obbligazioni pecuniarie liquide ed esigibili: quando il credito è determinato o determinabile senza margini di discrezionalità, l’obbligazione è portabile presso il domicilio del creditore.
La liquidità ai fini della competenza va accertata sulla base dello stato degli atti.
La prestazione di consulenza viene ricondotta al contratto d’opera intellettuale.
Richiamato per l’interpretazione del contratto, ma la Corte valorizza il dato concreto e la qualificazione operata dal giudice di merito.
Richiamato nel motivo di ricorso; la Corte non ne fa applicazione decisiva, confermando invece la natura intellettuale della prestazione.
Richiamato nel motivo di ricorso per sostenere la diversa qualificazione del rapporto.
Richiamato nel motivo di ricorso per prospettare l’appalto di servizi, tesi disattesa dalla Corte.
Richiamato nel motivo subordinato sull’inadempimento; la Corte esclude la violazione perché il giudice di merito ha accertato l’esatto adempimento.
Richiamato nel motivo subordinato; la Corte non ravvisa i presupposti per la risoluzione, essendo stata esclusa l’inadempienza del professionista.
Richiamato come parametro di diligenza qualificata del professionista, che la Corte ritiene rispettato sulla base degli accertamenti di merito.
La Corte esclude la violazione dell’onere della prova, poiché il giudice di merito ha già accertato in fatto l’adempimento diligente della prestazione.
L’appello è stato dichiarato inammissibile in applicazione della disciplina del filtro in appello.
Richiamato per affermare l’inammissibilità del vizio motivazionale in presenza di doppia conforme.
Richiamato con riferimento al giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo e alla valutazione finale della soccombenza.
La Corte ribadisce che le spese vanno regolate in base alla soccombenza complessiva rispetto all’esito finale della lite.
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002
La Corte dà atto dei presupposti per l’ulteriore contributo unificato a carico del ricorrente, se dovuto.
art. 13, comma 1-bis, D.P.R. 115/2002
Richiamato in collegamento con il raddoppio del contributo unificato.
Massime di principio
- Ai fini della competenza territoriale, l’obbligazione pecuniaria è "portabile" e si esegue al domicilio del creditore solo se il credito è liquido ed esigibile, ossia determinato dal titolo o determinabile senza margini di discrezionalità; contestazioni sull’an e sul quantum non escludono la liquidità quando il criterio di calcolo è già fissato.
- La qualificazione di una prestazione come contratto d’opera intellettuale dipende dalla natura concreta dell’attività svolta, non dal fatto che il prestatore sia una società di capitali; prestazioni di contenuto professionale possono essere affidate anche a una persona giuridica senza mutare il tipo contrattuale in appalto di servizi.
- Le prestazioni intellettuali restano obbligazioni di mezzi: il professionista risponde della diligenza qualificata nell’esecuzione, non della garanzia del risultato sperato dal committente, salvo specifiche pattuizioni o diverse risultanze del contratto.
- Quando il giudice di merito accerta in concreto l’esatto adempimento e la diligenza della prestazione sulla base delle prove acquisite, tale apprezzamento di fatto è insindacabile in cassazione se adeguatamente motivato.
- In tema di opposizione a decreto ingiuntivo, la soccombenza ai fini delle spese va valutata con riferimento all’esito finale della lite: il creditore opposto non è soccombente se ottiene comunque, anche solo in parte, il riconoscimento del proprio credito rispetto alla domanda monitoria.
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