Cassazione Civile, Ordinanza n. 39034/2021 del 09/12/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (proprietario confinante)
La controversia
La proprietaria di un appartamento confinante aveva chiesto al tribunale la demolizione, o in subordine l’arretramento fino alla distanza di 5 metri dal confine, di una scala esterna di sicurezza antincendio in metallo realizzata dalla vicina società alberghiera, deducendo la violazione delle distanze legali di cui all’art. 873 c.c. e del regolamento edilizio comunale. Il tribunale aveva rigettato la domanda qualificando la scala come volume tecnico. In appello, la decisione era stata riformata e la società era stata condannata a demolire la scala. Con il ricorso per cassazione la società ha denunciato la violazione e falsa applicazione degli artt. 873 c.c. e delle norme del regolamento edilizio comunale, sostenendo che la scala dovesse essere considerata volume tecnico e quindi esclusa dal computo delle distanze legali.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d’appello che aveva ritenuto la scala esterna un manufatto soggetto alle distanze legali e non un volume tecnico. La Corte ha affermato che il concetto civilistico di costruzione ex art. 873 c.c. è unitario e non può essere ristretto dai regolamenti locali; ha inoltre ribadito che il volume tecnico è solo l’opera priva di autonoma funzione, destinata a contenere impianti serventi, mentre una scala, anche esterna e di emergenza, costituisce parte integrante del fabbricato. Conseguentemente, la ricorrente è stata condannata alle spese e al pagamento dell’ulteriore contributo unificato, se dovuto.
Norme richiamate
stabilisce il concetto civilistico di costruzione ai fini delle distanze legali; i regolamenti locali possono solo prevedere distanze maggiori, non restringere la nozione di costruzione.
art. 33 del Regolamento edilizio del Comune di Camaiore
non può incidere sul concetto civilistico di costruzione né escludere dal computo delle distanze manufatti che, secondo il codice, vi rientrano.
art. 34 del Regolamento edilizio del Comune di Camaiore
richiamato dalla ricorrente, ma ritenuto inidoneo a derogare alla disciplina codicistica delle distanze.
art. 38 del Regolamento edilizio del Comune di Camaiore
richiamato dalla ricorrente, ma non idoneo a escludere la scala dal novero delle costruzioni rilevanti per le distanze.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
usato come parametro del motivo di ricorso per dedurre violazione e falsa applicazione di legge.
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002
comporta, in caso di rigetto del ricorso, l’obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.
art. 13, comma 1-bis, D.P.R. n. 115 del 2002
richiamato per determinare la misura dell’ulteriore importo dovuto a seguito del rigetto.
Massime di principio
- In tema di distanze legali, la nozione di costruzione ex art. 873 c.c. è unica e comprende qualsiasi opera non completamente interrata, stabilmente infissa al suolo e dotata di consistenza materiale, indipendentemente dalla tecnica costruttiva adottata.
- I regolamenti edilizi comunali, in quanto fonti secondarie, non possono limitare o ridurre l’ambito applicativo della nozione civilistica di costruzione, ma solo stabilire distanze maggiori rispetto a quelle previste dal codice civile.
- Il concetto di volume tecnico si applica soltanto a manufatti privi di autonoma funzione, destinati a contenere impianti a servizio dell’edificio; non vi rientrano le strutture che costituiscono parte integrante del fabbricato, come i vani scala o le scale esterne stabilmente collegate all’immobile.
- Una scala esterna di sicurezza antincendio, se stabilmente infissa al suolo e funzionalmente collegata all’edificio, è soggetta alla disciplina delle distanze legali perché integra una parte del fabbricato e non un volume tecnico.
- Ai fini del giudizio di legittimità, la denuncia di violazione di legge è infondata quando mira, in sostanza, a sovvertire l’accertamento di merito sulla qualificazione giuridica del manufatto, se tale qualificazione è coerente con i criteri legali consolidati.
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