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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28560/2026 del 28/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna di primo grado per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. Con il primo motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione per il diniego dell'ipotesi attenuata di cui all'art. 73, comma 5, del D.P.R. 309/1990, sostenendo che la concreta offensività del fatto e le modalità della condotta avrebbero giustificato la fattispecie lieve. Con il secondo motivo ha censurato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, lamentando una motivazione insufficiente o errata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondata la censura sul diniego del comma 5 dell'art. 73 D.P.R. 309/1990, valorizzando la quantità di sostanza stupefacente (cocaina e crack), la frazionazione del materiale, la ricavabilità di numerose dosi e il contesto operativo di gestione di una piazza di spaccio. Quanto alle attenuanti generiche, ha ritenuto legittima la motivazione fondata sulla negativa personalità dell'imputato e sull'assenza di elementi positivi, osservando che non è sufficiente il solo stato di incensuratezza e che il giudice può valorizzare solo gli elementi ritenuti decisivi. Conseguentemente ha posto a carico del ricorrente le spese processuali e il versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, D.P.R. 309/1990

    l'ipotesi attenuata richiede una valutazione complessiva dei dati ponderali e delle modalità dell'azione; nel caso concreto la quantità e il contesto di spaccio escludevano la lieve entità.

  • art. 337 c.p.

    norma incriminatrice contestata e confermata in appello; il testo non sviluppa specificamente la questione di merito su questo reato.

  • art. 62-bis c.p.

    il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche può essere motivato dalla mancanza di elementi positivi; non basta il solo stato di incensuratezza.

  • art. 616 c.p.p.

    in caso di inammissibilità del ricorso seguono le spese processuali e il versamento alla Cassa delle ammende.

  • art. 73 D.P.R. 309/1990

    richiamato in relazione alla contestazione di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento dell'ipotesi lieve in materia di stupefacenti, il giudice deve valutare in concreto il dato ponderale, la qualità delle sostanze, il loro confezionamento e le modalità della condotta; elementi come la gestione di una piazza di spaccio sono incompatibili con la lieve entità.
  • Il diniego delle attenuanti generiche può essere legittimamente fondato sulla sola assenza di elementi positivi a favore dell'imputato, soprattutto dopo la riforma dell'art. 62-bis c.p.; non è più sufficiente il mero stato di incensuratezza.
  • La motivazione sul diniego delle attenuanti generiche è adeguata quando il giudice richiama gli elementi ritenuti decisivi e risponde alle specifiche deduzioni difensive, senza dover esaminare analiticamente ogni singolo argomento delle parti.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, salvo assenza di colpa del ricorrente, il versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeImpugnazioniCircostanze del reato
RamiStupefacentiReati contro la PAProcesso penaleParte generale
SottomaterieLieve entità

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