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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 00372/2026 del 07/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione contro la sentenza d'appello che aveva confermato la responsabilita' penale per bancarotta (distrazione patrimoniale e documentale) e il riconoscimento della qualifica di amministratore di fatto. Due motivi principali: (1) censura della legittimita' del decreto di irreperibilita' del 4 marzo 2016 per presunta incompletezza delle ricerche (mancata ricerca presso societa' spagnola, mancato tentativo telefonico, esistenza di domicilio indicato in altro procedimento); (2) vizio di motivazione e erronea applicazione dell'art. 2639 c.c., per aver ritenuto Tandetti "amministratore di fatto" pur avendo svolto atti in arco temporale molto breve e non continuativo.

La decisione

Il ricorso e' stato rigettato. La Corte ha ritenuto legittima la dichiarazione di irreperibilita': le ricerche effettuate risultavano adeguate rispetto agli elementi conoscibili al momento (nessun recapito telefonico in capo agli inquirenti, nessuna indicazione che l'imputato dimorasse o lavorasse all'estero, inesistenza di notizia utile reperibile prima del decreto). Quanto al merito, la qualifica di amministratore di fatto e' stata ritenuta correttamente riconosciuta in base a plurimi elementi (attribuzione di firma sui conti societari, trasformazione dell'oggetto sociale, prelievi e pagamenti ingiustificati a favore dell'imputato e della societa' spagnola, emissione di assegni protestati per forniture non pagate) che dimostravano il pieno controllo operativo e lo svuotamento della societa' nella fase finale, anche se temporaneamente limitato. Sui profili sanzionatori si e' confermato il riconoscimento della recidiva, contemporaneamente compensata con il riconoscimento in appello delle circostanze attenuanti generiche per il comportamento processuale, con applicazione del minimo della pena.

Norme richiamate

  • art. 159 cod. proc. pen.

    Nei casi di cui all'articolo 148, comma 4, se non e' possibile eseguire la notificazione nei modi previsti dall'articolo 157, l'autorita' giudiziaria dispone nuove ricerche dell'imputato, particolarmente nel luogo di nascita, dell'ultima residenza anagrafica, dell'ultima dimora, in quello dove egli abitualmente esercita la sua attivita' lavorativa e presso l'amministrazione carceraria centrale. Qualora le ricerche non diano esito positivo, l'autorita' giudiziaria emette decreto di irreperibilita' con il quale, dopo avere designato un difensore all'imputato che ne sia privo, ordina che le notificazioni siano eseguite mediante consegna di copia al difensore.

    La Corte ha interpretato la norma come imponente ricerche cumulative nelle sedi indicate, ma limitate dall'oggettiva praticabilita' degli accertamenti; il decreto di irreperibilita' e' legittimo se le ricerche, valutate con gli elementi conosciuti al momento, risultano ragionevoli ed esaustive.

  • art. 169 cod. proc. pen.

    Notificazioni e ricerche all'estero richiedono notizie precise della dimora o dell'attivita' lavorativa all'estero; non e' imposto un obbligo automatico di ricerche estere sulla sola base della carica di amministratore di una societa' estera.

  • art. 2639 cod. civ.

    La Corte sottolinea che la nozione di amministratore di fatto non richiede una durata temporale predeterminata: l'esercizio di poteri gestori puo' essere riconosciuto anche se concentrato in periodo breve quando l'attivita' sia significativa e tesa ad incidere sull'assetto patrimoniale della societa', specie nella fase finale volta alla dismissione o allo svuotamento.

  • art. 216 R.D. 267/1942

    Norma di riferimento per i reati fallimentari relativi alla distrazione patrimoniale e alla tenuta dei libri contabili; applicata per ricostruire le condotte contestate (prelievi e pagamenti ingiustificati, tenuta non corretta delle scritture).

  • art. 219, co. 2 n. 1 R.D. 267/1942

    Aggravante per aver commesso piu' fatti di bancarotta e per recidiva reiterata infraquinquennale; rilevata dalla Corte come circostanza aggravante.

  • art. 110 cod. pen.

    Riferimento al concorso di persone nell'esecuzione dei reati fallimentari; la responsabilita' e' stata ricostruita in concorso con altro soggetto.

  • artt. 178 e 179 cod. proc. pen.

    Riferiti nel ricorso in relazione alle modalita' di notificazione; la Corte ha ritenuto che non vi sia stata violazione di tali disposizioni posto che le ricerche e gli adempimenti processuali erano adeguati agli elementi noti.

  • art. 24 Cost. e art. 6 CEDU

    Richiamati come parametri di riferimento per l'interpretazione delle garanzie difensive: le ricerche per la notificazione devono essere effettive e congrue per assicurare il diritto di difesa, ma entro i limiti della ragionevole praticabilita'.

Massime di principio

  • Il decreto di irreperibilita' e' legittimo se le ricerche sono ragionevoli e adeguate rispetto alle informazioni effettivamente disponibili al momento; notizie successive non retroagiscono per invalidare il provvedimento.
  • Non basta la sola carica in una societa' estera per imporre ricerche all'estero; occorre una notizia precisa e conoscibile di residenza o domicilio estero.
  • Se l'autorita' dispone gia' di un recapito telefonico conosciuto, e' necessario utilizzarlo per le ricerche; pero' non vi e' un obbligo generale di reperire numeri telefonici tramite contatti sporadici quando non siano gia' in possesso dell'autorita'.
  • La qualifica di "amministratore di fatto" puo' essere riconosciuta anche per un periodo temporale breve se l'esercizio dei poteri gestori e' significativo e diretto allo svuotamento o alla dismissione della societa'; la continuita' si valuta in termini di intensita' e rilevanza delle attivita', non solo di durata cronologica.
  • Una singola operazione distrattiva puo' sufficienza a provare la qualita' di amministratore di fatto se e' elemento di un disegno fraudolento volto a depauperare la societa'.
  • Le prove indiziarie consistenti (attribuzione di firma sui conti, prelievi ingiustificati, pagamenti a soggetti riconducibili all'imputato, assegni protestati per forniture) possono legittimamente fondare l'attribuzione del ruolo gestionale di fatto e la responsabilita' per reati fallimentari.
  • La completezza delle ricerche per notificazione va valutata con riferimento agli elementi conoscibili al momento dell'atto; eventuali informazioni emerse successivamente non incidono sulla legittimita' del decreto se non erano conoscibili prima.

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