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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20056/2024 del 22/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia origina dall'occupazione di un'area privata destinata a discarica e dalle successive vicende amministrative ed espropriative. Dopo l'annullamento degli atti della procedura espropriativa, la società aveva ottenuto in sede amministrativa una decisione che imponeva all'amministrazione di scegliere tra restituzione del bene e adozione di un nuovo provvedimento di acquisizione sanante ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001, con corresponsione degli indennizzi dovuti. In sede di ottemperanza, il Consiglio di Stato aveva però ritenuto che la competenza a provvedere spettasse alla Provincia di Salerno e aveva accolto il ricorso incidentale delle amministrazioni, dichiarando che la società dovesse restituire le somme già percepite in base al precedente decreto di acquisizione annullato. La società ha quindi proposto ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. e art. 362 c.p.c., deducendo, con due motivi, eccesso di potere giurisdizionale e violazione dei limiti esterni della giurisdizione: da un lato, perché il giudice amministrativo avrebbe illegittimamente statuito sulla restituzione degli indennizzi già corrisposti, interferendo con la futura valutazione discrezionale dell'autorità competente e disapplicando il tenore letterale dell'art. 42-bis, comma 8; dall'altro, perché la controversia sulla determinazione e corresponsione delle indennità espropriative sarebbe devoluta al giudice ordinario ai sensi dell'art. 53, comma 3, d.P.R. 327/2001 e dell'art. 133 c.p.a.

La decisione

Le Sezioni Unite hanno dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che la sentenza del Consiglio di Stato impugnata in cassazione era stata successivamente annullata dal medesimo giudice amministrativo per effetto di opposizione di terzo proposta dalla Provincia di Salerno. Tale sopravvenienza ha fatto venire meno l'oggetto del ricorso e ogni interesse alla decisione sui motivi di giurisdizione. In considerazione della peculiarità della vicenda processuale, le spese del giudizio di cassazione sono state compensate. Non risulta quindi una pronuncia nel merito dei motivi, ma una definizione processuale per sopravvenuta cessazione della materia del contendere.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Quando la decisione impugnata in cassazione viene successivamente annullata dal giudice che l'ha pronunciata, il ricorso per motivi di giurisdizione perde oggetto e deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • In materia di acquisizione sanante, l'art. 42-bis d.P.R. 327/2001 presuppone l'effettivo esercizio del potere ablatorio-sanante; solo in tale evenienza opera la regola della detrazione delle somme già erogate al proprietario.
  • La questione della detrazione delle somme già pagate ex art. 42-bis va letta nel quadro del concreto esercizio del potere di acquisizione e non come automatica conseguenza dell'annullamento di un precedente provvedimento acquisitivo.
  • L'impugnazione per eccesso di potere giurisdizionale richiede una decisione ancora esistente e produttiva di effetti; se essa è venuta meno per sopravvenienza processuale, non residua un interesse alla pronuncia della Corte di cassazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniEspropriazione forzataCompravendita immobiliare
RamiProcesso civileEsecuzioniImmobiliare
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della prova

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