Cassazione Penale, Sentenza n. 4169/2023 del 01/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Roma: Corradi denuncia (i) violazione del divieto di reformatio in peius per non aver rideterminato la pena dopo l'assoluzione per la detenzione di MDMA, (ii) errata qualificazione della detenzione di hashish non come fatto di lieve entita', (iii) illegittima condanna per evasione dalla detenzione domiciliare, e (iv) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche; Tonarelli censura (i) la mancata riqualificazione della sua condotta da concorso in detenzione a favoreggiamento personale (soprattutto riguardo alla ospitalita' e al lancio della droga dalla finestra) e (ii) il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e la severita' della pena.
La decisione
La Corte di cassazione ha parzialmente accolto i ricorsi. Per Corradi: il ricorso per reformatio in peius e' ritenuto fondato; la sentenza e' annullata limitatamente al trattamento sanzionatorio e si rinvia ad altra sezione della Corte d'appello di Roma per nuova determinazione della pena. Sono invece rigettati gli altri motivi di Corradi: la qualificazione della detenzione di hashish come non lieve e la condanna per evasione sono confermate; il diniego delle attenuanti generiche non e' ritenuto viziato. Per Tonarelli: il ricorso e' accolto nella parte in cui la Corte territoriale non ha adeguatamente approfondito l'elemento soggettivo distinguendo tra concorso e favoreggiamento; inoltre il mancato esame circostanze favorevoli e il considerare l'esercizio del diritto di difesa come comportamento non collaborativo sono censurati. Ne consegue l'annullamento con rinvio, ai fini della verifica della qualificazione giuridica della sua condotta e della valutazione delle attenuanti e del trattamento sanzionatorio.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73
Distinzione tra ipotesi aggravata (comma 4) e fattispecie di lieve entita' (comma 5); i giudici valutano la lieve entita' con criteri complessivi (quantita', dosaggi ricavabili, strumenti di confezionamento, indici di spaccio)
codice di procedura penale, art. 597
divieto di reformatio in peius
Impone che l'appello del solo imputato non possa peggiorare la sua posizione; la Corte ha ritenuto che, dopo l'assoluzione per un segmento di condotta, la pena non sia stata proporzionalmente ridotta
Regola l'aumento per reati in continuazione; valutazione della Corte sul mantenimento dell'aumento deve essere congruamente motivata
concorso di persone nel reato
Serve per qualificare la partecipazione rispetto al favoreggiamento; occorre accertare l'elemento soggettivo concreto dell'agente per distinguere concorso da favoreggiamento
codice penale, artt. 62-bis e 133
attenuanti generiche e criteri di determinazione della pena
Le attenuanti generiche vanno valutate sulla base degli elementi positivi emersi; il diniego deve essere motivato e non può penalizzare l'esercizio del diritto di difesa
Costituzione, artt. 24 e 111
diritto di difesa e giusto processo
La Corte richiama che il diniego della responsabilita' e' esercizio del diritto di difesa e non di per sé indice di non collaborazione da punire
Usato dalla difesa per censurare presunte violazioni di legge; la Corte ne ha valutato la doglianza ma non l'ha ritenuta decisiva ove mancanti elementi
Massime di principio
- Il divieto di reformatio in peius impedisce che il riposizionamento della responsabilita' su un segmento di fatto assolto non si traduca in un incremento ingiustificato della pena: in sede di appello la rideterminazione della pena deve tener conto delle assoluzioni intervenute
- La valutazione della 'lieve entita'' della detenzione di stupefacenti e' complessiva: non conta solo la natura della sostanza ma la quantita' ricavabile in dosi, la presenza di strumenti (bilancino, confezionamento), e altri indici di attivita' di spaccio
- Per il reato di evasione si richiede che l'allontanamento sia effettivo rispetto alla misura ordinata; anche spostamenti su parti comuni o tetti non autorizzati possono integrare evasione se estranei all'abitazione
- La distinzione tra concorso nella detenzione e favoreggiamento personale dipende dall'elemento soggettivo: se l'aiuto e' diretto a facilitare la cessazione del reato (favorire la sottrazione della prova o la fuga) puo' configurare favoreggiamento; se vi e' una partecipazione consapevole alla detenzione integra concorso
- Il rifiuto di ammettere i fatti in dibattimento e' esercizio del diritto di difesa e non puo' di per se' precludere il riconoscimento delle attenuanti generiche; il giudice deve motivare specificamente la valutazione negativa degli elementi favorevoli
- Quando la motivazione di merito e' carente sull'elemento soggettivo o sulla determinazione della pena, la Corte di cassazione annulla con rinvio perche' e' necessario un nuovo esame di merito adeguatamente motivato
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