Cassazione Penale, Sentenza n. 4149/2023 del 01/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava la sentenza d'appello che aveva confermato la responsabilità di Ammaturo per omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione. I difensori articolavano tre motivi: (1) violazione di legge per illegittima integrazione probatoria ai sensi dell'art. 441 comma 5 c.p.p., sostenendo che il GUP aveva acquisito testimonianze utili a carico dell'imputato e su fatti estranei alle indagini; (2) mancata e illogica motivazione sulla responsabilità dell'imputato, contestando l'attendibilità dei testi della parte civile e chiedendo il riconoscimento della versione tecnica difensiva sulla dinamica del sinistro; (3) mancata considerazione dell'elemento soggettivo: si deduceva che l'urto era causato da un'insidia (isola spartitraffico non segnalata/illuminata), evento imprevedibile che escluderebbe la colpa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato e generico, in quanto riproposizione di doglianze circa la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle prove che sono rimesse al giudice di merito e adeguatamente motivate nella sentenza impugnata. Ha ritenuto legittima l'integrazione probatoria ai sensi dell'art. 441, comma 5 c.p.p. quando necessaria ai fini della decisione e non estranea allo stato degli atti; ha altresì ritenuto congrua la valutazione dell'attendibilità dei testimoni e la motivazione che collegava la perdita di controllo della moto alla velocità non adeguata piuttosto che all'insidia. Esito processuale: ricorso dichiarato inammissibile; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese sostenute dalle parti civili, liquidate in complessivi euro 4.200 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
Codice della strada
La Corte ha ritenuto che l'inosservanza di tali norme (mancato adeguamento della velocità e delle cautele in curva/nei pressi di intersezioni) costituisca elemento della colpa che ha concorso a determinare l'evento mortale.
Codice di procedura penale
La Suprema Corte ha confermato che, anche nel giudizio abbreviato, il giudice può disporre integrazioni istruttorie necessarie ai fini della decisione e purché non conducano a esplorare itinerari probatori estranei allo stato degli atti; pertanto l'acquisizione di testimonianze sull'attribuibilità del fatto all'imputato è compatibile.
Codice penale (omicidio colposo)
art. 589 c.p. (richiamato implicitamente)
La condotta colposa attribuita all'imputato è stata valutata alla luce della violazione delle norme della circolazione e dell'adeguatezza della condotta di guida rispetto alle condizioni ambientali; la Corte ha ritenuto sussistente la colpa che ha causato la morte.
Principio sul sindacato di legittimità della motivazione
La Cassazione ha ribadito che non è consentito un riesame libero delle prove: il vizio di motivazione è sindacabile solo se la decisione di merito manca di motivazione congrua, esauriente o è illogica; valutazioni di fatto ben motivate sono insindacabili.
Massime di principio
- Nel rito abbreviato l'integrazione probatoria ex art. 441, comma 5 c.p.p. è ammissibile se necessaria alla decisione e se non introduce itinerari probatori estranei allo stato degli atti: la difesa deve quindi contestare non solo la acquisizione ma dimostrare che l'integrazione sia stata manifestamente impropria o estranea.
- La Cassazione tende a non rimettere in discussione la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito quando la motivazione è congrua e dettagliata: i motivi che chiedono una diversa valutazione delle prove sono in genere inammissibili se non indicano un vizio di diritto o una palese illogicità.
- Per escludere la responsabilità per 'insidia' o imprevedibilità del fatto occorre provare l'elemento di imprevedibilità e l'assenza di colpa concreta del conducente; la mera presenza di scarsa illuminazione o segnalazione non basta se una guida prudente avrebbe evitato l'evento.
- In casi di incidente stradale è strategico per la difesa fornire tempestive e circostanziate contestazioni tecniche (perizia, rilevazioni immediate) e dimostrare incongruenze specifiche nella ricostruzione probatoria, non limitandosi a richieste generiche di riconsiderazione.
- Chi ricorre in Cassazione deve mirare a far emergere vizi di diritto, violazioni procedurali o contraddizioni manifeste nella motivazione; il semplice dissenso sulla valutazione delle prove non è sufficiente.
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