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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30581/2025 del 12/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Più ricorsi distinti. Il Procuratore Generale lamentava l'omessa pronuncia sulla confisca di somme sequestrate in Italia e in Svizzera nella disponibilità di Naldini (prezzo dell'operazione di importazione di droga) e chiedeva annullamento e rinvio su quel punto. Maltagliati censurava l'applicazione di una pena pecuniaria (€120.000) non prevista dal concordato in appello e deduceva violazione del divieto di reformatio in peius; Gh ezzani e altri deducevano violazioni processuali e di fatto (reformatio in peius, mancata valutazione della giustizia riparativa, vizio di motivazione, errata qualificazione giuridica dei fatti, travisamento della prova). Alexescu articolava molte censure su motivazione, valutazione probatoria, applicazione dell'aggravante transnazionale e mancato riconoscimento delle attenuanti.

La decisione

La Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso del Procuratore Generale e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente all'omessa statuizione sulla confisca nei confronti di Naldini Eriberto, con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Napoli per nuovo giudizio sul punto. Ha annullato senza rinvio la statuizione della pena pecuniaria di €120.000 inflitta a Maltagliati Manolo, eliminando la multa. Ha dichiarato inammissibili i ricorsi, o li ha respinti, nella restante parte: inammissibile il ricorso di Naldini (sulla qualificazione giuridica), inammissibile e/o manifestamente infondati i ricorsi di Alexescu Stefan, Ghezzani Matia e Garofalo Andrea; ha condannato questi ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma di €3.000 alla Cassa delle ammende. In sintesi: confermato in massima parte l'esito di merito; due interventi della Cassazione: (1) remittal per confisca nei confronti di Naldini; (2) cancellazione senza rinvio della multa di Maltagliati.

Norme richiamate

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Regola il patteggiamento in appello (concordato in appello). La Corte ricorda che i motivi oggetto di rinuncia nelle forme del 599-bis non possono essere dedotti in Cassazione, salvo questioni inerenti la formazione della volontà sulla richiesta, il consenso del Procuratore generale e l'illegalità della pena.

  • art. 240 cod. pen.

    La somma di denaro ricevuta a titolo di corrispettivo per la cessione di stupefacenti è prezzo del reato e va sottoposta a confisca anche quando si procede con patteggiamento o riti concordati.

  • art. 606 co.1 lett. b) cod. proc. pen.

    Motiva la censura per omessa o insufficiente pronuncia (vizio di motivazione) sulla richiesta di confisca; la Cassazione ha ritenuto che la mancata valutazione costituisca vizio sanzionabile.

  • art. 74 D.P.R. 309/1990

    Norma che disciplina i delitti di traffico di stupefacenti; la Corte ha confermato l'applicazione della fattispecie associativa e delle aggravazioni relative alla quantità e alla transnazionalità dei fatti, ove provate.

  • art. 61-bis cod. pen.

    Aggravante per finalità di terrorismo o per finalità di criminalità organizzata transnazionale; la Corte rimarca la giurisprudenza che applica l'aggravante alla consorteria transnazionale se ne sussistono i requisiti.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Riguarda il proscioglimento e le condizioni di proscioglimento; nel contesto del concordato in appello la Corte osserva che il giudice non è tenuto a motivare sul mancato proscioglimento per i motivi rinunciati.

  • art. 129-bis cod. proc. pen.

    Prevede programmi di giustizia riparativa; la Corte ha ritenuto che la richiesta successiva alla pronuncia del concordato non possa essere impugnata come motivo valido di cassazione se non faceva parte dell'accordo.

  • art. 114 cod. pen.

    Disciplina la prova confessionale: la Corte ha ricordato i limiti della utilizzabilità delle ammissioni rese nell'ambito di proposte concordate, valutandone il rilievo probatorio a seconda del contesto.

  • art. 81 cod. pen.

    Combinazione di reati e cumulo: la Corte ha richiamato il computo delle aumentazioni e delle diminuzioni utilizzate per la determinazione della pena nel merito.

Massime di principio

  • La confisca del prezzo del reato (provento delle cessioni di stupefacenti) è obbligatoria anche quando la pena è stata determinata con concordato in appello: il giudice deve esaminare e decidere espressamente sulla richiesta di confisca.
  • Nei procedimenti conclusi ai sensi dell'art. 599-bis la possibilità di censurare in Cassazione è molto limitata: le doglianze relative a motivi rinunciati in sede di concordato sono inammissibili, salvo elementi che rendano la pena 'illegale' o vizino la formazione della volontà del concordato.
  • La Corte di legittimità non rivede il merito probatorio: i ricorsi che chiedono una rivalutazione dei fatti o delle prove saranno in genere dichiarati inammissibili o manifestamente infondati, salvo casi di travisamento della prova oggettivamente dimostrabile.
  • Errori materiali (es. data indicata in modo errato nella parte iniziale della sentenza) non producono nullità se l'atto consente comunque di ricostruire con certezza i termini processuali.
  • Richieste o istanze formulate successivamente alla pronuncia di un concordato (per esempio ammissione a programmi di giustizia riparativa) non incidono sul giudizio di cassazione se non erano parte dell'accordo; tali istanze vanno trattate dal giudice competente separatamente.
  • Se nel concordato in appello la pena pecuniaria non è stata concordata ma il giudice la applica, la Cassazione può eliminare la statuizione sulla multa quando risulta che l'ordine non è conforme all'accordo delle parti.

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