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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39172/2023 del 27/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Caltanissetta che aveva confermato la condanna pronunciata dal GUP di Gela per il reato di cui all'art. 73, commi 1, 4 e 6 DPR 309/1990 (coltivazione illecita di sostanze stupefacenti a fini di commercio, piantagione di circa 10.000 piante). Disca contestava la motivazione (art. 606, lett. e c.p.p.), deducendo che al momento della piantumazione (marzo 2019) era agli arresti domiciliari e negando la prova del suo concorso, non essendo stato riconosciuto al momento della registrazione del contratto; lamentava altresi la violazione dell'art. 114 c.p. in quanto mancavano elementi che dimostrassero il suo concorso nella coltivazione. Marceca denunciava carenza e manifesta illogicita della motivazione: a suo avviso la condanna si fondava soltanto sulla sua presenza sul posto e sulla fuga all'irruzione, elementi insufficienti a provare un contributo causale (potrebbe trattarsi di mera connivenza); richiamava poi circostanze alternative (diverso soggetto visto come guardiano, consegna delle chiavi a vicini) non adeguatamente valutate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Marceca Giovanni e dichiarato inammissibile il ricorso di Disca Vincenzo. Sono state confermate le precedenti condanne di merito: Marceca Giovanni condannato a 4 anni di reclusione e a 14.000 euro di multa; Disca Vincenzo condannato a 2 anni, 11 mesi e 10 giorni di reclusione e a 12.000 euro di multa (sentenze di merito confermate dalla Corte d'Appello). La Cassazione ha ritenuto congrua e logica la motivazione dei giudici di merito che ha posto rilievo su atti preparatori e collaborativi (reperimento del fondo, falsa intestazione del contratto, scambio di SIM/telefonate, elementi di osservazione e indumenti da lavoro, fuga al momento dell'intervento). Conseguentemente i ricorsi sono respinti, i ricorrenti sono condannati alle spese processuali e, per Disca, anche al versamento di una somma in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • DPR 309/1990, art. 73, commi 1, 4 e 6

    Norma applicata per la configurazione del reato di coltivazione illecita finalizzata al commercio; la Corte territoriale ha ritenuto integrata la fattispecie per la piantagione di circa 10.000 piante.

  • Codice Penale, art. 114

    Richiamato dal ricorrente in ordine al concorso nel reato; la Corte ha interpretato che atti preparatori determinanti, quali il reperimento del terreno e la falsa intestazione del contratto, costituiscono contributo idoneo a integrare il concorso.

  • Codice di Procedura Penale, art. 606, lett. e

    Articolo invocato da Disca per denunciare vizio di motivazione; la Cassazione ha valutato la doglianza come mera rivalutazione dei fatti e l'ha ritenuta inammissibile o manifestamente infondata, richiedendo per la cassazione la sussistenza di mancanza, contraddittorieta o manifesta illogicita della motivazione.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina valutazioni di merito non manifestamente illogiche: le doglianze che chiedono una diversa valutazione della prova sono inammissibili se la motivazione dei giudici di merito risulta congrua ed esaustiva.
  • La mera presenza sul luogo e la fuga non necessariamente bastano da sole, ma, se integrate da altri elementi concreti (contatti telefonici, scambio di SIM, reperimento del fondo, false intestazioni di contratto, indumenti da lavoro, osservazioni di polizia), possono dimostrare il contributo causale e la consapevolezza dellimputato nella coltivazione illecita.
  • Atti preparatori non materiali, come il reperimento del terreno e la negoziazione dell'affitto con false indicazioni, possono costituire un contributo fondamentale al reato e integrare il concorso alla coltivazione a fini di commercio.
  • La condizione personale dellimputato al momento della realizzazione materiale del reato (es. arresti domiciliari) non esclude la responsabilita se risulta provato un ruolo attivo svolto anteriormente, finalizzato all'esecuzione dell'attivita illecita.
  • Per ottenere l'annullamento in Cassazione e necessario dimostrare vizi di motivazione evidenti (mancanza, manifesta illogicita o contraddittorieta) o l'ignoranza di elementi di prova essenziali; non basta proporre una diversa narrazione dei fatti.

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