Cassazione Penale, Sentenza n. 39169/2023 del 27/09/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza di appello sostenendo: 1) incompetenza territoriale (contestando la radicazione presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere anziché Livorno per fatti connessi al sequestro del carico); 2) insufficienza e vizio della motivazione sulla configurazione del reato associativo ex art. 74 d.P.R. 309/90 (si sostiene che l'accordo fosse occasionale e non permanente e che gli elementi probatori siano coincidenti con il singolo reato fine); 3) travisamento del ruolo individuale (contestata l'attribuzione a Rea di qualità di promotore/finanziatore/organizzatore e a Mastroberti la responsabilità per la spedizione); 4) carenza della prova della disponibilità preventiva dello stupefacente per le offerte di vendita (art. 73), e richieste di acquisizione di prove non effettuate in appello; 5) censure sulla determinazione della pena e sul diniego delle circostanze attenuanti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi. Sul punto della competenza territoriale ha confermato che, in reati associativi e in ipotesi di traffico/importazione di stupefacenti, la competenza si determina dal luogo in cui si è effettivamente manifestata l'operatività dell'associazione e dove ha avuto inizio la consumazione (qui la tenuta di Sciacca a Falciano del Massico, nel circondario di Santa Maria Capua Vetere). Ha ritenuto insussistenti i profili di vizio di motivazione relativi all'esistenza e alla perdurante operatività dell'associazione, rilevando che dalle intercettazioni, dalle dichiarazioni e dal sequestro del carico da 700 kg emergeva un quadro coerente e sufficiente per la qualificazione ex art. 74 d.P.R. 309/90 e per l'attribuzione dei ruoli contestati. Ha inoltre ritenuto legittima la valutazione circa la disponibilità dello stupefacente sulla base delle conversazioni intercettate e del riscontro materiale; ha escluso la necessità della rinnovazione istruttoria in appello (art. 603 c.p.p.) e ha considerato adeguata la motivazione sul diniego delle attenuanti e sulla misura della pena.
Norme richiamate
La competenza territoriale si determina sul luogo in cui è iniziata la consumazione; nei reati permanenti o nelle importazioni di droga si considera il luogo ove si è manifestata l'operatività e la programmazione dell'attività criminosa
Rilevanza della prova di una struttura associativa stabile e della ripetizione delle condotte. La Corte ha ritenuto sussistente l'associazione sulla base della continuità programmata e dell'importazione di grande quantitativo (700 kg)
Disciplina dei singoli reati di importazione, detenzione e cessione di stupefacenti; la competenza e la valutazione probatoria tengono conto delle condotte preparatorie e della disponibilità preventiva quando riscontrata da elementi concreti
Onere di motivazione del giudice in relazione all'apprezzamento delle prove; la Corte ha ritenuto che la motivazione di merito sia stata logica e completa, non suscettibile di sindacato in Cassazione se non per vizi di diritto o manifesta illogicità
La rinnovazione dell'istruttoria in appello è facoltativa e deve essere disposta solo se il giudice ritenga di non poter decidere allo stato degli atti; la Corte ha confermato il corretto esercizio di tale discrezionalità
Criteri per la determinazione della pena; la Corte ha ritenuto non censurabile la valutazione di merito sulla gravità e sulla misura della pena adottata dai giudici di merito
Circostanze attenuanti generiche: il diniego è legittimo se motivato sulla base della gravità degli illeciti e della personalità criminale dell'imputato; la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del diniego
Attenuante della minima partecipazione: richiede un contributo trascurabile all'evento; la Corte ha condiviso la valutazione di merito che l'ha esclusa per i contributi ritenuti significativi
Massime di principio
- In ipotesi di traffico internazionale di stupefacenti la competenza territoriale può essere radicata nel luogo in cui è stata programmata e ha avuto inizio l'operatività dell'organizzazione (non necessariamente nel luogo del sequestro materiale della droga).
- La sussistenza del reato associativo richiede valutazioni sulla stabilità, ripetitività e capacità organizzativa del gruppo; elementi indiziari come intercettazioni, riunioni programmatiche e il sequestro di un carico ingente possono legittimare la qualificazione ex art. 74 DPR 309/90.
- L'attribuzione di ruoli (promotore, organizzatore, finanziatore) è possibile se prevista in imputazione e sostenuta da adeguati elementi di fatto; la Corte di legittimità sindaca la correttezza giuridica delle conclusioni di merito solo in presenza di vizi di diritto o di manifesta illogicità.
- La prova della disponibilità preventiva di stupefacente nell'offerta può essere desunta da elementi indiziari concreti (conversazioni con riferimenti spazio-temporali e quantitative, riscontri materiali) e non richiede sempre la presenza fisica immediata dello stupefacente.
- La rinnovazione dell'istruttoria in appello (art. 603 c.p.p.) è uno strumento eccezionale: il giudice d'appello non è obbligato a disporla a meno che non ritenga di non poter decidere allo stato degli atti.
- La determinazione della pena e la valutazione delle attenuanti rientrano nella discrezionalità del giudice di merito; in Cassazione si può censurare solo la manifesta illogicità o l'assenza di motivazione pertinente.
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