Cassazione Penale, Sentenza n. 46568/2022 del 09/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato le istanze di revoca/mitigazione delle misure cautelari (carcere per Silvio, arresti domiciliari per Cosimo) in relazione al reato di estorsione aggravata in concorso: i ricorrenti contestavano la mancanza di autonoma valutazione del gip, l'insussistenza di gravi indizi di colpevolezza (mancanza di minaccia costrittiva e di danno), la possibile riqualificazione della condotta in esercizio arbitrario delle proprie ragioni, l'erronea qualificazione/contestazione delle aggravanti, l'erronea applicazione della recidiva e la non attualità/episodicità del fatto (fatti risalenti al 2019).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per genericità e manifesta infondatezza. Ha ritenuto congrua la motivazione del giudice di merito sulla sussistenza dei gravi indizi di estorsione aggravata (anche in considerazione del ruolo dei ricorrenti come esponenti di una famiglia nota in ambiente mafioso e della finalità di lucro e di accrescimento del "prestigio criminale"), ha escluso la riqualificazione in esercizio arbitrario delle proprie ragioni, ha confermato l'applicabilità delle aggravanti (tra cui la presenza contestuale e la finalità di assicurare l'incasso dei titoli) e ha considerato legittimo l'uso dei precedenti nella fase cautelare per valutare la personalità e il rischio di recidiva. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a una sanzione di euro 3.000,00 a favore della Cassa delle Ammende e ha disposto l'invio di copia della decisione al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
Riferita alla necessità di autonoma valutazione nel provvedimento cautelare; la Corte richiede che la censura indichi specificamente le omissioni che avrebbero potuto determinare decisioni diverse
Richiamato nell'ambito della valutazione della motivazione del gip; la Corte valorizza l'onere del ricorrente di dimostrare omissioni rilevanti
art. 629 cod. pen. (estorsione)
La Corte conferma che la condotta è configurabile come estorsione quando chi agisce per conto terzi persegue anche propri interessi illeciti mediante minaccia/violenza; la natura del credito preesistente non esclude il reato se vi è finalità autonoma e intimidatoria
artt. 192, 271, 273 c.p.p. (gravi indizi e disposizioni processuali)
La Corte precisa che il controllo in cassazione sulla valutazione dei gravi indizi è limitato a verificare la presenza, la logica e la non manifestità d'illogicità della motivazione; non è consentito rinnovare la ricostruzione dei fatti
art. 393 cod. pen. (esercizio arbitrario delle proprie ragioni)
Richiamato per la distinzione tra esercizio arbitrario delle proprie ragioni ed estorsione: se il terzo esattore agisce anche per suoi interessi illeciti e con violenza/minaccia, prevale la qualificazione per estorsione
art. 61 n. 2 cod. pen. (aggravante teleologica)
Contestata e valutata: la Corte ritiene applicabile l'aggravante in relazione alla finalità dell'azione e alla modalità di realizzazione del reato, anche se il capo di imputazione è unico
art. 628 comma 3 cod. pen. (aggravante per appostamento o presenza in prossimità di uffici bancari)
Interpretata in senso ampio: l'aggravante può trovare applicazione anche quando la presenza degli indagati nella fase di negoziazione dei titoli in banca è funzionale a garantire l'incasso e l'immediato impossessamento del denaro
art. 99 comma quarto cod. proc. pen.; artt. 444 e 445 cod. proc. pen.
Richiamati dalla difesa in tema di recidiva; la Corte rileva che, nella fase cautelare, i precedenti hanno funzione di delineare la personalità e la prognosi di rischio, e possono essere utilizzati anche elementi diversi dalla formale declaratoria di recidiva
artt. 274 e 275 cod. proc. pen. (personnalità e misure cautelari)
I precedenti e il contesto socio-ambientale possono giustificare la previsione di un pericolo attuale di reiterazione, indipendentemente dalla distanza temporale del fatto
Applicato per la condanna alle spese del procedimento in caso di inammissibilità dei ricorsi
Disposta la trasmissione della decisione al direttore dell'istituto penitenziario per gli adempimenti previsti (mantenimento misura detentiva, comunicazioni ecc.)
Massime di principio
- Le censure sulla mancanza di autonoma valutazione di gip o tribunale devono indicare specificamente quali omissioni nella motivazione avrebbero potuto determinare un esito diverso; le deduzioni generiche sono inammissibili
- In cassazione la verifica sui "gravi indizi" è limitata a controllare la logica, la completezza e la conformità della motivazione alle norme: non è consentito riesaminare i fatti o riformulare una diversa valutazione delle prove già valutate dal giudice di merito
- La distinzione tra estorsione e esercizio arbitrario delle proprie ragioni dipende dalla finalità e dal ruolo del terzo esattore: se agisce anche per propri interessi illeciti e con minaccia/violenza, prevale la qualificazione per estorsione
- Le aggravanti (es. presenza contestuale di più persone, presenza nelle fasi di incasso) possono essere interpretate in modo estensivo se la condotta dimostra che la presenza era funzionale a garantire l'efficacia della minaccia e l'immediato profitto illecito
- Nella valutazione cautelare, i precedenti, le denunce e altri elementi (anche non definitivi in sede penale) possono essere utilizzati per delineare la personalità e la prognosi di rischio di recidiva; l'assenza di una formale declaratoria di recidiva non esclude l'utilizzo di tali elementi
- Il requisito di "attualità" del pericolo di reiterazione è valutato prognosticamente alla luce delle modalità della condotta, della personalità dell'indagato e del contesto socio-ambientale: la distanza temporale del fatto non è di per sé dirimente
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