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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 379/2023 del 10/01/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

David Giomi impugnava la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio e dalla retribuzione per 15 giorni, contestata dall'Amministrazione per aver, tramite i permessi di accesso al sistema, intervenuto sul software di rilevamento presenze e inserito timbrature inesistenti a proprio favore; chiedeva altresì la restituzione delle somme trattenute dalla busta paga. In appello la Provincia aveva visto riformata la decisione di primo grado che gli era stata favorevole, motivando il rigetto con la tardività e infondatezza dell'eccezione di decadenza dell'Amministrazione e con il riconoscimento dell'inadempimento e della correttezza del calcolo delle trattenute.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili il primo e il terzo motivo per carenze di specificità (il primo perché il ricorrente ha censurato solo una delle più ragioni decisive della Corte d'appello; il terzo perché generico). Il secondo motivo è stato invece giudicato infondato: la Corte ha ritenuto legittima e coerente la valutazione della Corte territoriale che, anche alla luce della relazione tecnica della società fornitrice del software, ha escluso dubbi sulla riferibilità delle anomalie al ricorrente. Il ricorrente è stato condannato alle spese di giudizio e al pagamento degli oneri indicati in dispositivo.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8 bis del D.L. 28 ottobre 2020 n. 137, convertito con modificazioni nella legge 18 dicembre 2020 n. 176

    art. 23, comma 8 bis del D.L. 28 ottobre 2020 n. 137, convertito ... legge 18 dicembre 2020 n. 176

    Usata per rilevare che la Procura Generale ha depositato conclusioni scritte; la Procura ha chiesto inammissibilità o, in subordine, il rigetto del ricorso.

  • art. 55, comma 4, d.lgs. n. 165/2001

    art. 55, comma 4, d.lgs. n. 165/2001

    Norma invocata dal ricorrente in tema di decadenza dell'Amministrazione dall'azione disciplinare; la Corte ha esaminato la questione ma ha dichiarato inammissibile la censura relativa perché non ha impugnato tutte le ragioni autonome poste a fondamento della decisione impugnata; sul merito la Corte d'appello ha ritenuto comunque infondata la decadenza perché l'Amministrazione non era a conoscenza della riferibilità delle anomalie al ricorrente fino alla relazione tecnica.

  • art. 414 c.p.c.

    Richiamato in rapporto alle preclusioni processuali: la Corte territoriale ha ritenuto che l'eccezione di tardività fosse stata sollevata tardivamente (nel verbale dell'udienza ex art. 420 c.p.c.). Tuttavia tale motivo non è stato decisivo da solo in quanto la sentenza poggiava anche su altra ratio.

  • art. 420 c.p.c.

    Indica l'udienza nella quale l'eccezione processuale è stata verbalmente sollevata; la Corte ha sottolineato il momento di deduzione dell'eccezione come elemento di valutazione della sua tempestività.

  • art. 25, comma 2, CCNL di comparto del 16.5.2001

    art. 25, comma 2, CCNL di comparto del 16.5.2001

    Norma invocata dal ricorrente per contestare il calcolo delle trattenute; la Corte ha ritenuto la censura generica e non confrontata con il rilievo della Corte territoriale, osservando che il contenuto della norma era diverso da quanto affermato dal ricorrente.

  • art. 13, comma 1 quater del D.P.R. n. 115 del 2002

    art. 13, comma 1 quater del D.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato in dispositivo per quanto riguarda la sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento da parte del ricorrente dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • Cass. n. 18641/2017 (giurisprudenza di riferimento)

    Principio di diritto richiamato: quando una decisione si fonda su più ragioni autonome idonee a sorreggerla, per ottenere la cassazione è necessario censurare specificamente ciascuna di tali ragioni; la mancata impugnazione di una ratio rende definitiva la decisione.

Massime di principio

  • Se la sentenza impugnata poggia su più ragioni autonome, il ricorso deve censurare espressamente tutte le singole ragioni che sorreggono la decisione, altrimenti la censura è inammissibile.
  • L'eccezione di decadenza dell'Amministrazione dall'azione disciplinare richiede non solo la prova dell'anticipata conoscenza di anomalie, ma anche della conoscenza della riferibilità di quelle anomalie al dipendente: senza tale elemento la decadenza non è dimostrata.
  • Le eccezioni processuali sollevate tardivamente (ad es. verbalmente in udienza) possono essere ritenute inammissibili per violazione delle preclusioni; occorre porle nei termini processuali previsti.
  • Le relazioni tecniche del fornitore del software o di consulenti tecnici possono essere decisive per l'attribuzione di responsabilità in casi di manipolazione di sistemi informatici; dubbi seri nella relazione possono comunque essere valutati dal giudice ma non garantiscono l'assoluzione se la motivazione della Corte ritiene sufficiente la riferibilità.
  • Censure generiche relative alla violazione di norme contrattuali (es. calcolo delle trattenute) sono inefficaci: bisogna confrontare puntualmente la norma invocata con il ragionamento decisorio della Corte territoriale e fornire specifiche doglianze.
  • In giudizio di legittimità le spese seguono la soccombenza; occorre considerare anche eventuali contributi unificati e spese accessorie previsti dalla normativa.

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