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Sentenza

Sentenza n. 119/2026 - Bari, Sezione 3

per l'annullamento del provvedimento del Questore della Provincia di Bari - Cat. A.12/2025/Imm.n 16.

Giustizia amministrativa202501462

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento della Questura di Bari di irricevibilità della richiesta di permesso di soggiorno

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, entrato in Italia sulla base di un nullaosta al lavoro subordinato rilasciato nell'ambito del decreto flussi, ha impugnato il provvedimento della Questura di Bari che aveva dichiarato irricevibile la richiesta di permesso di soggiorno. Ha dedotto la violazione dell'art. 7 della legge n. 241/1990 per omessa comunicazione di avvio del procedimento di revoca; la violazione e falsa applicazione dell'art. 5, commi 5, 6, 8.1, lett. f), e 9, del d.lgs. n. 286/1998; il difetto di istruttoria; la violazione dell'art. 10 Cost.; l'eccesso di potere per difetto di motivazione e travisamento dei presupposti di fatto e di diritto; nonché la violazione dell'art. 8 CEDU. Nel corso del giudizio il ricorrente ha comunicato di avere presentato un'istanza di protezione internazionale, finalizzata all'ottenimento di un permesso di soggiorno a diverso titolo, chiedendo la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare i vizi dedotti contro il provvedimento impugnato. La presentazione dell'istanza di protezione internazionale ha infatti avviato un diverso procedimento idoneo a garantire la permanenza dello straniero in Italia e potenzialmente a condurre al rilascio di un titolo di soggiorno. Di conseguenza, la prosecuzione del giudizio non avrebbe procurato al ricorrente un'utilità concreta e attuale. Il Collegio ha ribadito che l'interesse a ricorrere deve sussistere non solo al momento della proposizione dell'impugnativa, ma anche fino al passaggio in decisione della causa. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 74 c.p.a.

    La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata.

  • art. 7 l. 241/1990

    Il ricorrente ne ha dedotto la violazione per omessa comunicazione di avvio del procedimento di revoca; il TAR non ha esaminato il motivo per sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 5, commi 5, 6, 8.1, lett. f), e 9, d.lgs. 286/1998

    Il ricorrente ne ha dedotto la violazione e falsa applicazione; il TAR non ha esaminato le censure per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 10 Cost.

    La violazione è stata dedotta dal ricorrente, ma non esaminata nel merito.

  • art. 8 CEDU

    La violazione è stata dedotta dal ricorrente, ma non esaminata nel merito.

Massime di principio

  • L'interesse a ricorrere deve sussistere sia al momento della proposizione del ricorso sia fino al passaggio della causa in decisione; se viene meno successivamente, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La sopravvenuta instaurazione di un diverso procedimento amministrativo, potenzialmente idoneo a conseguire il medesimo risultato sostanziale perseguito dal ricorrente, può determinare il venir meno dell'interesse alla decisione sull'impugnazione originaria quando la prosecuzione del giudizio non arrechi più un'utilità concreta e attuale.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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