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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 33746/2022 del 16/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente principale denunciava la nullità della sentenza di appello per violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato (art.112 c.p.c.), sostenendo che la Corte d'appello avesse pronunciato d'ufficio oltre la domanda (extrapetizione) statuendo la titolarità del diritto d'autore del Rigo anche sull'ascensore interno alla scala elicoidale, materia che il Tribunale avrebbe escluso e sulla quale non sarebbe stata proposta domanda o impugnazione incidentale; il ricorrente incidentale (Rigo) lamentava invece riduzione ingiusta del quantum liquidato e insufficiente liquidazione delle spese di lite.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale di Belletti e ha ritenuto inefficace il ricorso incidentale (perché notificato tardivamente e comunque conseguente all'inammissibilità del principale). La Corte ha ritenuto che non si fosse verificata extrapetizione: l'appello aveva confermato il nucleo fattuale rilevante (lesione del diritto morale d'autore per pubblicazione di fotografie raffiguranti la struttura complessiva) e la Corte d'appello aveva svolto argomentazioni aggiuntive non eccedenti i limiti delle pretese e dei fatti dedotti. Inoltre la presunta statuizione del Tribunale sulla 'non paternità' dell'ascensore non costituiva capo autonomo idoneo a formare giudicato interno, ma mero elemento argomentativo assorbito nella decisione complessiva. Il motivo principale è stato anche dichiarato autosufficientemente carente. Conseguentemente il ricorrente principale è stato condannato alle spese di giudizio in cassazione e al versamento del contributo unificato e altri accessori.

Norme richiamate

  • art.380-bis c.p.c.

    Richiamato in ordine al mancato svolgimento dell'udienza camerale per assenza dei presupposti per la trattazione senza piena pubblica udienza

  • art.112 c.p.c.

    Invocato dalla ricorrente per il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato; la Corte ha richiamato la ratio per delimitare il vizio di extrapetizione e ha escluso la violazione perché la decisione è rimasta nei limiti delle pretese e dei fatti dedotti

  • art.99 c.p.c.

    Richiamato insieme ad altre norme processuali in rapporto alla forma e validità della decisione impugnata (contestazione di nullità)

  • art.2907 c.c.

    Norma sul diritto d'autore relativa alla titolarità, richiamata nel contesto della controversia sulla paternità dell'opera

  • art.2909 c.c.

    Richiamata in relazione alla tutela del diritto morale dell'autore e agli effetti della pubblicazione senza indicazione dell'autore

  • art.158 L.d.a. (o corrispondente normativa sul diritto d'autore)

    Richiamata dal ricorrente incidentale in relazione ai criteri di liquidazione del danno

  • art.125 c.p.i.

    Invocato in relazione ai criteri di liquidazione del danno e alle tariffe di liquidazione (menzione nelle censure incidentali)

  • Direttiva Enforcement (menzionata)

    Richiamata come criterio di riferimento per la quantificazione del ristoro e per i criteri di enforcement della tutela dei diritti

  • DM 55/2014 e DM 37/2018

    Menzionate in relazione ai parametri per la determinazione delle spese di lite, contestate dal ricorrente incidentale

  • art.334 c.p.c.

    Richiamato per dichiarare l'inefficacia del ricorso incidentale in quanto collegato a un ricorso principale inammissibile e, inoltre, per la tardività dell'incidentale (notificato oltre il termine semestrale)

  • art.13, comma 1-quater DPR 115/2002

    Richiamato in relazione all'obbligo del versamento del contributo unificato da parte del ricorrente principale

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Cass. 21745/2006; Cass. 21566/2017; Cass. 4732/2012; Cass. 26687/2005; Cass. 4074/2014; Cass. 15220/2018 e altre)

    Richiamata per i principi su extrapetizione/ultra petita, sulla formazione del giudicato interno e sull'efficacia dell'impugnazione incidentale; la Corte ha applicato tali precedenti per escludere extrapetizione e per spiegare quando una parte della motivazione diventa capo autonomo di giudicato

Massime di principio

  • Il vizio di extrapetizione sussiste solo quando il giudice attribuisce alla parte un bene o un diritto non richiesto né implicitamente compreso nella domanda; invece argomentazioni aggiuntive che fondano la decisione sui fatti dedotti dalle parti non costituiscono extrapetizione
  • La mancata impugnazione di affermazioni contenute in una sentenza produce giudicato interno solo se quelle affermazioni costituiscono capi completamente autonomi e risolvono questioni distinte e autonome dalla decisione principale; mere argomentazioni o presupposti fattuali necessari alla decisione non formano giudicato autonomo
  • Nelle impugnazioni in cassazione è necessario esporre in modo autosufficiente e contestualizzato il profilo di doglianza: citare brani isolati dalla motivazione senza fornire elementi contestuali può determinare l'inammissibilità per difetto di autosufficienza
  • Il ricorso incidentale può essere inefficace se dipende dall'inammissibilità del ricorso principale o se proposto tardivamente; la tempestività dell'impugnazione incidentale è quindi rilevante e va verificata
  • La Corte d'appello può ridurre o modulare il ristoro riconosciuto in primo grado senza che ciò implichi automaticamente un'estensione della tutela autorale capace di generare nuove pretese, salvo che non vi sia una esplicita riserva o ragioni specifiche che giustifichino ulteriori richieste
  • Le spese seguono la soccombenza e la causalità dell'instaurazione del giudizio; quando il ricorso principale è infondato, il ricorrente principale può essere condannato alle spese e al contributo unificato

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