Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40956/2023 del 09/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente proponeva ricorso per cassazione articolato in tre motivi: 1) incompetenza per territorio del Tribunale di Roma rispetto all'art. 74, comma 2, d.P.R. 309/1990, sostenendo che il centro decisionale dell'associazione fosse a Prato (Firenze) sulla base delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia e delle risultanze investigative; 2) nullità del procedimento di acquisizione della prova ex art. 178, comma 1, lett. c), c.p.p., per mancata adozione da parte del Pubblico Ministero di un provvedimento sull'istanza di copia dei supporti contenenti i file audio intercettati (richiesta presentata il 26/03/2023); 3) vizi di violazione di legge e motivazione relativi alla sussistenza dei gravi indizi per il reato associativo (art. 74 d.P.R. 309/1990), dedotti dalla disponibilità delle chiavi dell'appartamento e dall'arresto di coindagati. Il ricorrente ha poi rinunciato al primo motivo per sopravvenuta carenza d'interesse a seguito dell'emissione del decreto di giudizio immediato.

La decisione

La Corte ha ritenuto inammissibile il primo motivo per la rinuncia manifestata e ha dichiarato parimenti inammissibili gli altri due motivi. La sopravvenuta emissione del decreto di giudizio immediato ha valore preclusivo rispetto alla rivalutazione, nell'incidente cautelare, della gravità del compendio indiziario. Inoltre i motivi residui sono stati giudicati generici e aspecifici: il secondo non ha spiegato l'incidenza dell'eventuale perdita del compendio intercettivo sul giudizio di "prova di resistenza"; il terzo si è limitato a un dissenso generico senza confrontarsi criticamente con le argomentazioni dell'ordinanza impugnata. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto (dichiarato inammissibile) e, data la sopravvenuta ragione di inammissibilità, il ricorrente non è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 74, comma 2, d.P.R. n. 309/1990

    Norma contestata per il reato associativo connesso allo spaccio; la Corte ha ritenuto che, a seguito del decreto di giudizio immediato, non fosse più possibile rimettere in discussione in sede cautelare la gravità del compendio indiziario relativo a tale fattispecie

  • art. 416, comma secondo, cod. pen.

    Richiamato come norma relativa al reato associativo; utilizzato nella descrizione dei capi d'imputazione annullati parzialmente dal Tribunale di Roma

  • art. 3, 4, 5, 7 legge n. 75/1958

    Norme richiamate con riferimento a specifiche contestazioni (capo 59); il Tribunale di Roma aveva annullato l'ordinanza cautelare limitatamente ai capi 58 e 59

  • art. 9, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma richiamata nella decisione di merito relativa alla determinazione della competenza per territorio sulla base del luogo di consumazione dell'ultimo reato fine; il Tribunale aveva ritenuto applicabile tale criterio per individuare la competenza

  • art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Norma invocata per dedurre la nullità del procedimento di acquisizione della prova per omissione del Pubblico Ministero rispetto all'istanza di copia dei supporti intercettivi; la Corte ha ritenuto la censura generica e aspecifica, in assenza della dimostrazione dell'incidenza sul giudizio cautelare

  • Decreto di giudizio immediato (strumento processuale)

    Atto sopravvenuto che, secondo la Corte, ha efficacia preclusiva nel contesto dell'incidente cautelare: l'emissione del decreto di giudizio immediato impedisce la rivalutazione della gravità del compendio indiziario nella fase cautelare

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 2, n. 7986 del 18/11/2016, La Gumina)

    Citata come riferimento sul principio che per valutare la perdita di efficacia della prova intercettiva occorre illustrare l'incidenza di tale perdita sul giudizio di gravità indiziaria ("prova di resistenza"); la Corte ha richiamato tale principio per ritenere insufficiente il secondo motivo

Massime di principio

  • La sopravvenuta emissione di un decreto di giudizio immediato può avere efficacia preclusiva rispetto alla rideterminazione della gravità del compendio indiziario in sede di incidente cautelare: una volta valutata l'evidenza delle prove nel giudizio immediato, il riesame cautelare è fortemente limitato
  • La rinuncia formale a un motivo di ricorso rende quel motivo inammissibile: è necessario espressamente dichiarare la rinuncia e documentarla per evitare il riesame
  • Per dedurre l'incompetenza territoriale in contesti associativi è necessario dimostrare compiutamente il centro decisionale o l'univoca collocazione geografica dell'organizzazione; l'esistenza di una struttura policentrica o di cellule autonome può sostenere la competenza del luogo dell'ultimo reato
  • Le eccezioni di nullità relative all'acquisizione di intercettazioni richiedono non solo la tempestiva richiesta delle copie, ma anche, se invocate per incidere sulla gravità degli indizi, la dimostrazione dell'inerzia dell'organo procedente e - soprattutto - l'illustrazione precisa di come la perdita o l'eliminazione del compendio intercettivo incida sul giudizio di "prova di resistenza"
  • Motivi generici o che esprimono solo un dissenso non sono sufficienti in cassazione: il ricorrente deve confrontarsi criticamente e punto per punto con le argomentazioni della motivazione impugnata
  • In caso di inammissibilità del ricorso per sopravvenienze o per genericità, il giudice può ritenere non dovuta la condanna alle spese quando l'inammissibilità derivi da ragioni sopravvenute adeguatamente documentate

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.