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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17173/2022 del 03/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza di conferma degli arresti domiciliari adottata dal Tribunale di Catanzaro in sede di riesame: il ricorrente denunciava violazione dell'art. 275 c.p.p. e vizio di motivazione in ordine alle esigenze cautelari, contestando in particolare che il pericolo di reiterazione del reato non fosse stato valutato rispetto ai parametri oggettivi e soggettivi richiesti (modalita' del fatto, personalita' dell'indagato), nonche' la mancata verifica della concretezza e attualita' del periculum come prescrive la legge n.47/2015; si deduceva inoltre violazione del principio di proporzionalita' atteso il ruolo ritenuto marginale dell'indagato, la sua incensuratezza, l'allontanamento dalle dinamiche associative e il sequestro dei beni che, secondo la difesa, avrebbe esaurito la capacita' a delinquere.

La decisione

Il ricorso e' stato rigettato. La Corte ha ritenuto congrua e non illogica la motivazione del Tribunale che, sulla base delle intercettazioni e degli altri elementi acquisiti, ha individuato un ruolo significativo di Agosta nella gestione della documentazione di trasporto e della contabilita' del sodalizio dedito al traffico di carburanti contraffatti, nonche' la sua persistente capacità a delinquere e i contatti con altri indagati. E' stato ritenuto che il sequestro dei beni non incida ontologicamente sull'esigenza cautelare personale, poiché le misure reali e personali perseguono finalita' diverse. La valutazione della concretezza e dell'attualita' del pericolo di reiterazione e' stata giudicata adeguata, cosi' come proporzionata la misura degli arresti domiciliari per impedire la continuazione dell'attivita' criminosa e consentire un monitoraggio. Conseguentemente il ricorso e' stato respinto e e' stata disposta la condanna alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 275 cod. proc. pen.

    La difesa denunciava violazione di tale disposizione in relazione alla motivazione delle esigenze cautelari; la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente motivato la necessita' della misura rispetto alle esigenze di special-prevenzione e di prevenzione della reiterazione.

  • art. 274, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Norma richiamata in tema di pericolo di reiterazione: la Corte ha confermato che occorre valutare la concretezza e l'attualita' del periculum valutando personalita', modalita' del fatto e condizioni di vita, e che tali requisiti sono stati ritenuti sussistenti nel caso di specie.

  • art. 416 cod. pen.

    Riferimento alla fattispecie di associazione per delinquere contestata; la Corte ha precisato che, in caso di reato associativo, il rischio di reiterazione puo' fondarsi sulle competenze e sul ruolo dell'indagato nell'organizzazione.

  • legge 16 aprile 2015, n. 47

    La modifica legislativa che ha introdotto il requisito dell'attualita' del pericolo di reiterazione e' stata applicata: la Corte ha osservato che l'attualita' non equivale all'imminenza ma alla continuita' del rischio, valutabile in relazione alla vicinanza temporale agli episodi e ad elementi recenti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma invocata per la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso: la Corte dispone la condanna ex art. 616.

  • d.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504

    Richiamato in relazione ai reati fiscali/tributari contestati come reati fine nell'ambito del traffico di carburanti; la norma e' citata per identificare il quadro normativo delle violazioni fiscali.

  • art. 23 d.l. n. 137/2020

    Riferimento formale alle conclusioni rese dal Procuratore Generale ai sensi delle disposizioni transitorie emanate durante il periodo emergenziale; la Corte ha preso atto delle conclusioni del PG.

Massime di principio

  • Il pericolo di reiterazione non richiede la predizione di una specifica occasione di delinquere: e' sufficiente una prognosi fondata su elementi concreti quali il ruolo, le competenze tecniche e i contatti con il sodalizio.
  • Il sequestro di beni (misura reale) non esclude automaticamente la sussistenza dell'esigenza cautelare personale; le misure reali e personali hanno finalita' diverse e vanno valutate separatamente.
  • Nelle ipotesi di reato associativo il giudice puo' fondare il periculum sulla rilevanza operativa del contributo dell'indagato all'organizzazione (anche se tecnicamente specialistico), e non solo sulla partecipazione materiale agli illeciti fine.
  • Il requisito dell'attualita' del pericolo va interpretato come continuita' della probabilita' di recidiva in relazione alla prossimita' temporale e agli elementi recenti, non come necessita' di imminenza dell'evento.
  • Il principio di proporzionalita' e' valutato in relazione al concreto ruolo dell'indagato e alle condizioni volte a prevenire la reiterazione; la mera affermazione di un ruolo 'marginale' dal difensore richiede elementi probativi per scalfire la valutazione motivata del giudice.
  • La difesa che contesta la motivazione sulle esigenze cautelari deve dimostrare l'irrilevanza o l'inesistenza degli indicatori concreti considerati dal giudice (intercettazioni, contatti, ripetute richieste di contributo), altrimenti la valutazione del riesame difficilmente sara' annullata.

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