Cassazione Penale, Sentenza n. 17174/2022 del 03/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto negativo di competenza territoriale relativo a procedimenti per reati tributari (artt. 2, 8 e 10 d.lgs. n. 74/2000). Il G.U.P. di Lodi aveva dichiarato la propria incompetenza rispetto alle imputazioni per l'art. 2 (dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti), ritenendo non sussistente la connessione teleologica con le violazioni di cui all'art. 8 perché mancava l'identità degli autori del reato mezzo e del reato fine; il Tribunale di Bergamo ha invece ritenuto sussistente la connessione teleologica tra art. 8 e art. 2 e ha prospettato la competenza del G.U.P. di Lodi in forza della regola dell'art. 16 cod. proc. pen. (reati di pari gravità, competenza al primo reato). La Corte ha dovuto risolvere il conflitto.
La decisione
Il conflitto è stato deciso dichiarando competente il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Lodi per il procedimento a carico di Ferrari Camilla Anna e Marangio Calogero per il reato di cui all'art. 2 d.lgs. n. 74/2000; gli atti vanno trasmessi al G.U.P. di Lodi. La Corte ha ritenuto non condivisibile la precedente motivazione del G.U.P. di Lodi che richiedeva l'identità degli autori per la connessione teleologica, richiamando la pronuncia delle Sezioni Unite n. 53390/2017 che ammette la connessione anche in assenza di identità degli autori purché emerga che l'autore del reato mezzo avesse presente la finalizzazione della condotta al compimento o occultamento di un altro reato. Applicando l'art. 16 cod. proc. pen., atteso che gli artt. 8 e 2 d.lgs. 74/2000 sono di pari gravità, la competenza va al giudice del "primo reato"; il primo reato va determinato secondo i criteri dell'art. 18 d.lgs. 74/2000, che identifica il luogo di accertamento nella sede dell'Autorità giudiziaria che ha effettuato una valutazione effettiva degli elementi di violazione: poiché l'attività investigativa risultava svolta dalla Procura di Lodi, la competenza territoriale è del G.U.P. di Lodi.
Norme richiamate
Norma che disciplina la devoluzione alla Corte dei conflitti di competenza; usata come base procedurale per la risoluzione del conflitto negativo tra giudici.
art. 12, lett. c) cod. proc. pen.
Definisce la connessione teleologica (quando reati sono stati commessi per eseguire o occultare altri reati); la Corte ha ritenuto applicabile tale fattispecie anche senza identità degli autori, purché sussista la finalizzazione consapevole della condotta del reato mezzo.
"la competenza per territorio per i procedimenti connessi rispetto ai quali più giudici sono ugualmente competenti per materia appartiene al giudice competente per il reato più grave e, in caso di pari gravità, al giudice competente per il primo reato"
Principio che regola l'assegnazione della competenza territoriale tra procedimenti connessi; applicato qui perché gli artt. 8 e 2 d.lgs. 74/2000 sono di pari gravità, dunque la competenza è stata attribuita al giudice del "primo reato".
Regola la determinazione del luogo del primo reato nei delitti tributari; la Corte interpreta l'articolo nel senso che il luogo rilevante è quello di accertamento, individuabile nella sede dell'Autorità giudiziaria che ha effettuato una effettiva valutazione degli elementi che depongono per la violazione.
Fattispecie di dichiarazione fraudolenta mediante impiego di fatture per operazioni inesistenti; è l'imputazione principale per cui è sorto il conflitto e la cui competenza è stata attribuita al G.U.P. di Lodi in virtù della connessione con l'art. 8.
Fattispecie di emissione di fatture per operazioni inesistenti; qualificata come "primo reato" rispetto all'art. 2 ed ha attratto la competenza territoriale essendo il luogo di accertamento individuato nella Procura di Lodi.
Ordinanza/Sezioni Unite n. 53390 del 26/10/2017
"ai fini della configurabilità della connessione teleologica prevista dall'art. 12, lett. c), cod. proc. pen. e della sua idoneità a determinare uno spostamento della competenza per territorio, non è richiesto che vi sia identità fra gli autori del reato fine e quelli del reato mezzo, ferma restando la necessità di accertare che l'autore di quest'ultimo abbia avuto presente l'oggettiva finalizzazione della sua condotta alla commissione o all'occultamento di un altro reato"
Principio chiave che supera l'orientamento restrittivo: la connessione teleologica può sussistere anche senza identità degli autori, purché il reato mezzo sia posto con la consapevolezza della finalizzazione al reato fine; questo principio ha determinato il rigetto della precedente motivazione del G.U.P. di Lodi.
Cass. Sez. 3, n. 42147 del 15/07/2019
"in tema di reati tributari, la competenza per territorio determinata dalla connessione per i reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti, di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti e di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, quali reati di pari gravità, appartiene, a norma dell'art.16 cod. proc. pen., al giudice del luogo dove è stato commesso il primo reato che, secondo i criteri previsti dall'art. 18 d.lgs. n. 74 del 2000, va determinato nel luogo di accertamento, individuabile in quello in cui ha sede l'Autorità Giudiziaria che ha compiuto un'effettiva valutazione degli elementi che depongono per la sussistenza della violazione, essendo invece irrilevante il luogo di acquisizione dei dati e delle informazioni da sottoporre a verifica"
Giurisprudenza applicata per chiarire che, nei reati tributari connessi di pari gravità, la competenza spetta al giudice del luogo di accertamento (sede della Procura che ha svolto la valutazione), e non al luogo di semplice acquisizione dei dati; ha sostanzialmente determinato la competenza in favore di Lodi.
Massime di principio
- La connessione teleologica (art.12 lett. c) c.p.p.) può sussistere anche senza identità degli autori del reato mezzo e del reato fine; è però necessario accertare che l'autore del reato mezzo abbia avuto presente la finalizzazione della sua condotta al compimento o occultamento dell'altro reato.
- Quando reati connessi sono di pari gravità, ai sensi dell'art.16 c.p.p. la competenza territoriale spetta al giudice del "primo reato"; occorre quindi individuare correttamente quale sia il primo reato.
- Nel settore dei reati tributari il "luogo del primo reato" si determina secondo i criteri dell'art.18 d.lgs. n.74/2000: il luogo rilevante è il luogo di accertamento, identificato con la sede dell'Autorità (Procura) che ha compiuto un'effettiva valutazione degli elementi di violazione, non il luogo in cui sono state raccolte informazioni o documenti.
- La posizione di competenza può essere attratta dall'Autorità che ha svolto l'attività investigativa effettiva; pertanto anche se parte delle indagini si sono svolte altrove, la sede dell'Autorità che ha effettuato l'accertamento decisivo può determinare la competenza.
- In caso di dubbio o contrasto tra giudici sulla competenza territoriale, può essere esperito il conflitto di competenza (art.28 c.p.p.) e la decisione della Corte costituisce risoluzione vincolante.
- Nelle contestazioni che riguardano fattispecie penali complesse (più reati e più persone coinvolte), la valutazione della connessione e la qualificazione del "primo reato" sono determinanti per l'individuazione della competenza e richiedono attenzione alla giurisprudenza di legittimità e alle Sezioni Unite.
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